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Quid

La direttiva morale

Voglio che la mia vita sia una testimonianza alla verità per imitare così Gesù Cristo, come a me si conviene (Giov., XVIII, 37).

Intendo per testimonianza la custodia, la ricerca, la professione della verità. Intendo per verità l’adesione ad ogni intelligibile realtà: Dio quindi somma e prima Verità, che in Sé sussiste Padre, Figlio, Spirito; ed ogni cosa che in me e fuori di me può essere oggetto di conoscenza e di espressione, e per ogni luce a me concessa, dalla natura e dalla grazia, può essere posseduto, goduto e manifestato dal mio spirito.

Con questo proposito voglio dare uno specifico significato morale alla mia vita e voglio per questa via cercare la mia perfezione spirituale e la mia salute eterna, in conformità alla preghiera di Gesù per i suoi discepoli: «Santificali nella verità: la tua Parola è verità» (Giov., XVIII, 17).

Questo proposito deve rimanere caro segreto della mia coscienza, e valido solo di fronte a Dio e ad essa.

L’esercizio del pensiero acquista così per me una somma importanza morale. Devo amare il silenzio, l’attenzione, il metodo, l’orario per rendere proficuo e virtuoso lo studio. Non devo dissipare in vane letture il tempo e lo spirito; ma cercare di scegliere bene; con criterio conveniente per una larga coltura, ma con ordine e con intento di profittare, per qualche verso, di tutte.

Un deciso vigore applicherò per tenere libera la mente da dubbi futili, da abbandoni pessimisti, da fantasmi impuri, da intenzioni astute, doppie, egoiste, da pigrizia di ricerca e di riflessione.

Invece procurerò di seguire le ispirazioni felici, di sviluppare i buoni pensieri, di conservare e far fruttificare le certezze sperimentate.

Con occhio pio e puro cercherò in ogni verità particolare riflessi della Verità prima, e non lascerò definitivamente posare ed esaurirsi il desiderio di sapere nell’indagine terrestre; ma manterrò agile alla mente lo slancio per un abituale allargarsi ed innalzarsi in Dio, profittando, ove mi siano concessi, dei doni dello Spirito Santo.

La disciplina morale che intendo seguire non aggiunge obblighi né impone vincoli particolari a quelli inerenti al mio stato.

 

Da Coscienza Universitaria, Ed. Studium, Roma, 2014

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