Elaborate nell’appena trascorso
65° Congresso Nazionale F.U.C.I. a Chieti - 5/8 Maggio 2016

Giovani Verso Domani. Chieti 2016

 

Roma, 14 maggio 2016 – Si è svolto dal 5 all’8 Maggio il 65° Congresso Nazionale degli studenti universitari della F.U.C.I. – Federazione Universitaria Cattolica Italiana - dal titolo "Giovani VerSo Domani. Università, Formazione, Lavoro: quale realtà per quali prospettive".

200 giovani studenti provenienti da numerose parti d’Italia sono convenuti a Chieti per l’occasione per riflettere insieme sulle responsabilità e l’impegno dei giovani studenti oggi, nell’ambito ecclesiale e sociale, in particolare riferimento alla dinamica Università, Formazione, Lavoro.

Dopo le prime due giornate di ascolto e dibattito con i relatori, i ragazzi sono scesi nei particolari dei temi nei gruppi di lavoro, nei quali hanno rielaborato il pensiero della Federazione completando le Tesi Congressuali dei lavori.

Le Tesi si propongono di costruire un’immagine critica ed approfondita dell’Università italiana oggi, articolando l’analisi e le riflessioni in tre argomenti principali:

Formazione e vocazione” che analizza la condizione umana e le coordinate sociali e culturali in cui si inseriscono la dimensione giovanile e le esigenze formative della stessa, “sistema università” che intende analizzare la realtà universitaria, da un punto di vista sociale e le problematiche tecniche del finanziamento pubblico e del diritto allo studio, “esternalità che l’Università comporta”, ovvero gli effetti che la formazione universitaria ha sul lavoro e sulla politica, intesi come servizi per la società.

Ecco alcuni spunti di analisi tratti dalle conclusioni che individuano come si sia giunti “al crocevia tra il modello di Università passato e quello futuro”:

«Seppure all’ombra della crisi complessiva che il contesto italiano si trova a vivere, è necessario muoversi per riscoprire le coordinate di cammini che rendano possibili scenari luminosi di futuro. Il malessere legato agli anni universitari, la crisi di senso legata all’esperienza formativa, dicono quanto oggi si dovrebbe badare più al contenuto, alla sostanza, piuttosto che alla forma. I processi formativi devono re-inserirsi in un contesto di cura e custodia dei giovani e del domani. L’attenzione al giovane, in quanto studente, è indice della società che si sta abitando: una società che vive solo dell’oggi non può garantire un’Università che promette un domani. Un’università che è ripiegata su strutture e formalismi è un’università che promette compensi per sopravvivere e non garantisce strumenti per vivere.»

«Un buon investimento, che punterebbe alla sostanza del sistema formativo, è quello che pone maggiore impegno nella costruzione di relazioni ad ogni livello (docenti-studenti, studenti-studenti, studenti-famiglie, docenti-famiglie), che favorisce uno scambio adulto e maturo di nozioni, sì, ma anche di esperienze, […] Queste relazioni potrebbero favorire una buona messa in campo della formazione anche se ancora in itinere. Favorire questa nuova laboratorialità, il consolidamento del sapere nel fare, promuove un tipo di Università-comunità che indirizza lo studente alla scoperta di sé e della propria vocazione. Nell’avviarlo, dunque, ad una visione concreta del futuro, l’Università può sollecitare alla vocazione del quotidiano, ovvero all’essere aperti alle possibilità, e disponibili a seguire il flusso dei cambiamenti.»

«Riteniamo in particolare che sia importante favorire, da parte delle università, un primo approccio concreto al variegato mondo del lavoro. Gli stage, come pure i periodi di studio all’estero, se ben organizzati, sono esperienze personalmente arricchenti che possono diventare la chiave per legare la teoria con la pratica e proiettare così lo studente verso una dimensione di progressiva autonomia lavorativa e di vita.»

 

Seguici su Twitter

Seguici su YouTube

 

L'APP ufficiale della FUCI