La cittadinanza

In relazione alla tematica proposta dalla mozione “Parole nuove per ritrovarci Cristiani in Politica”, la commissione università ha analizzato la questione relativa alla cittadinanza in ambito universitario.

È possibile ampliare il concetto di cittadinanza facendo riferimento alla cittadinanza attiva richiesta dal contesto storico in cui ci troviamo, caratterizzato da multietnicità e multiculturalità.

 

CITTADINANZA: Condizione di appartenenza di un individuo a uno Stato, con i diritti e i doveri che tale relazione comporta; tra i primi, vanno annoverati in particolare i diritti politici, ovvero il diritto di voto e la possibilità di ricoprire pubblici uffici; tra i secondi, il dovere di fedeltà e l’obbligo di difendere lo Stato, prestando il servizio militare, nei limiti e modi stabiliti dalla legge.1

 

Il concetto moderno di cittadinanza nasce in seguito alla Rivoluzione Francese; questo termine deriva dal latino civis ed è utilizzato per indicare tutte le persone che costituiscono la popolazione dello Stato e che, in quanto membri del medesimo, hanno diritti e doveri decisi dalla legge vigente.2

Nei programmi educativi scolastici spesso è presente un rimando all’educazione civica, aspetto che raramente si riscontra in ambito universitario.

È opportuno focalizzare l’attenzione sul concetto di cittadinanza attiva e su come possa avvenire il suo sviluppo partendo da un percorso scolastico proseguibile in università.

La cittadinanza attiva si basa sulla presa di coscienza del valore del bene comune, aspetto che porta inevitabilmente a prendersi cura della propria comunità di appartenenza attraverso un processo di partecipazione attiva dal punto di vista sociale, culturale e politico.3 

Per tradurre il discorso sulla cittadinanza attiva all’interno del contesto universitario possiamo fare riferimento al momento dell’elezione del rappresentante studentesco, a cui tutti gli studenti sono chiamati a partecipare.

Leggendo il Regolamento per le elezioni delle rappresentanze studentesche di ateneo4 è possibile notare un’analogia con quanto avviene in un sistema democratico; gli studenti scelgono attivamente, attraverso votazione, coloro dai quali saranno rappresentati. Questo aspetto contribuisce a formare senso civico e di appartenenza alla comunità, come se l’università fosse un microcosmo all’interno del quale gli studenti possono allenare le proprie capacità di scelta, di dialogo, di confronto e di incontro con l’altro.

Partendo dall’idea del “microcosmo” universitario dobbiamo considerare che noi siamo cittadini planetari abitanti del Villaggio-globale, un villaggio nel quale vengono superati i confini del locale e del nazionale in un’ottica di apertura al sistema-mondo5, definito “Casa Comune6 da Ernesto Balducci”. Il cittadino della società postmoderna è caratterizzato da più identità; presenta infatti molteplici appartenenze dal punto di vista familiare, sociale, religioso, culturale, etnico e professionale7; secondo Edgar Morin tale cittadino dovrebbe essere educato attraverso “l’etica della comprensione planetaria"8.

In un contesto interculturale, nel quale convivono le diversità, è importante giungere alla consapevolezza interiore che il diverso non è una minaccia e che anzi dall’incontro con le alterità possono nascere nuove consapevolezze, tenendo presente che “nel riconoscere l’altro come tale, io resto me stesso e in più mi faccio ricco dell’alterità riconosciuta9”. La cittadinanza globale comporta anche saper essere responsabili del luogo in cui viviamo e di essere rispettosi nei confronti dell’altro; il cittadino attivo dovrebbe presentare la capacità di ascolto e di apertura verso l’alterità mantenendo però intatta la propria identità storica e culturale10, senza avere atteggiamenti pregiudiziali che possono ostacolare una reale comunicazione con la diversità.

Essere educati alla cittadinanza ci permette dunque di non incorrere in atteggiamenti discriminatori nei confronti del “diverso”; infatti, come afferma Enzo Bianchi nel suo libro “Insieme”11, la presenza degli stranieri può far nascere timori e paure, ma queste paure vanno riconosciute per poter essere superate. Dalla relazione, dall’incontro e dal confronto con gli altri abbiamo modo di sviluppare la nostra identità sia dal punto di vista personale che sociale, tenendo sempre presente che l’identità è per sua natura plurale, dinamica e sempre in costante divenire12.


  1. Definizione di cittadinanza, Enciclopedia Treccani
  2. Cfr. G. Zagrebelsky, Questa Repubblica. Cittadinanza e Costituzione, Le Monnier Scuola, Milano, 2009, p. 42
  3. Cfr. Città, cittadinanza, bene comune, Caritas Italiana
  4. Cfr. Regolamento per le elezioni delle rappresentanze studentesche di ateneo, UniBo
  5. Cfr. Città, cittadinanza, bene comune, Caritas Italiana
  6. Cfr. E. Balducci, Pianeta Terra, casa comune, Giunti, Firenze, 2005
  7. Cfr. Città, cittadinanza, bene comune, Caritas Italiana
  8. Cfr.E. Morin, I sette saperi necessari all’educazione al futuro, 1999, trad. it. Raffaello Cortina, Milano, 2001, p. 16
  9. Cfr. E. Balducci. La terra del tramonto. Saggio sulla transizione, Giunti, Firenze, 2005, p. 72
  10. Cfr. Città, cittadinanza, bene comune, Caritas Italiana
  11. Cfr.E. Bianchi, Insieme. La differenza cristiana-Per un’etica condivisa- L’altro siamo noi, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2010, pp. 154-155
  12. Ibidem
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