Il corpo e la spiritualità cristiana

 a cura di Massimiliano Puppi, R.A.F. membro della Commissione Teologica

È difficile oggigiorno parlare del tema del corpo poiché a partire da una certa filosofia impostasi con l’avvento della modernità il corpo è stato espulso da qualsiasi riflessione filosofica che prediligeva invece l’intelletto. A partire infatti da Cartesio, l’intelletto, la razionalità, ha assunto un’importanza sempre maggiore arrivando addirittura con Hegel ad annullare il corpo stesso. L’avvento delle scienze umane ha però creato una finestra di dialogo con la quale la filosofia del ‘900 ha dovuto confrontarsi. La riflessione che vado a svolgere si muove a partire dalla domanda di Deleuze “che cosa può un corpo?”. Il corpo infatti è la realtà singolare che permette al soggetto l’accesso al mondo, difatti ogni esperienza che un soggetto compie la può compiere a partire da un corpo. Si può scardinare così la cartesiana divisione dell’uomo in anima e corpo, meglio in intelletto/razionalità e corpo/fisicità, per affermare l’essere umano quale monade in cui si dà l’impossibilità di scindere i processi. In altre parole, cercando di semplificare il discorso, possiamo affermare che l’essere umano è all’interno del creato come corpo pensante dove è impossibile determinare quale delle due istanze prevalga sull’altra poiché stabilite in una circolarità ermeneutica. Cartesio stesso stabiliva la residenza dell’anima nell’ipofisi, visione semplicistica ma che stabiliva il risiedere delle facoltà intellettive in un organo del corpo stesso. Questo denota la preesistenza del corpo sulle...

 

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