Brevi note sul concetto di Discernimento

a cura di Massimiliano Puppi,

R.A.F. membro della Commissione Teologica

Riflettendo con gli altri membri delle Commissioni di studio, abbiamo sentito la necessità di approfondire e chiarire un vocabolo che è in questo momento sulla bocca di tutti, ma che non per tutti ha un significato limpido e manifesto: il Discernimento.

Uso

L’uso del termine sembrerebbe oggi concernere il campo della decisione in situazione1. Nonostante ciò, questo vocabolo assume sfumature diverse, significando talvolta “giudicare rettamente”, talvolta “attitudine a comprendere giustamente”. Deriva direttamente dal termine greco δια-κρισεις (“al di qua o al di là della scelta”). È curioso il fatto che il termine non appaia in nessun dizionario teologico o biblico apparendo abbastanza indeterminato e controverso l’uso in questo campo. Diversa è la situazione parlando dell’ambito spirituale, dove, con le influenze di S. Ignazio e degli scritti dei gesuiti, la parola discernimento prende forme complesse e non univoche2 che poi andrò ad esplicitare. Di converso, nell’attività magisteriale di questi ultimi anni è diventato un termine molto “in voga”, soprattutto nei documenti di Papa Francesco, che ne fa largo uso. Da questo primo rilievo puramente terminologico, possiamo rilevare come riferendoci al discernimento sia difficile una comprensione univoca e scevra da incomprensioni...

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