#VieninFUCIperchè... Parola di fucino!

A cura di Francesco Sparaventi del gruppo FUCI di Urbino

Vieni in FUCI perchè?

Premetto che inizialmente il mio ingresso nella Fuci non è stato voluto, ma grazie a una serie di incontri, con alcune persone, ci sono finito dentro. Tuttavia fin dalle scuole superiori ho sempre desiderato ardentemente condividere la fede in Gesù, tramandatami dai miei genitori, con un gruppo di coetanei. Mi rendevo conto che il contesto educativo familiare, pur ricco e arricchente, non mi bastava più e avevo bisogno di condividere la quotidianità e vivere relazioni più profonde con persone della mia età. Quindi posso dire con stupore che, questo mio desiderio si è realizzato in un modo che non mi sarei mai immaginato. Qui ho trovato persone che mi hanno accolto e fatto sentire voluto bene per ciò che sono. Non avevo bisogno di dimostrare nulla. Per loro ero e sono importante per il fatto che ci sono. In questo sussiste il mio valore, nel fatto di esistere. Mi si è aperto un mondo e ho iniziato a sentirmi libero, libero di essere me stesso. Ѐ stato un processo graduale di conoscenza. All’inizio partecipavo sporadicamente solo agli incontri del giovedì. Mi hanno colpito sempre tanto. Tutto era strutturato in maniera ordinata e accogliente per farti sentire a casa. I relatori poi, professori o sacerdoti erano sempre molto ben preparati e umanamente disponibili. Poi successivamente, ho iniziato a frequentare questi ragazzi al di là degli incontri settimanali, ho iniziato a fidarmi e abbiamo iniziato a condividere tanto della nostra vita, con alcuni addirittura oserei dire tutto. Dalle lezioni all’università, lo studiare insieme, il raccontarsi la propria vita personale, i propri affetti. Tutto viene messo in gioco e sei tu stesso a metterti in gioco. Ti senti vivo e avverti che inizi a prendere in mano la tua vita, inizi a vivere veramente e non più a vivacchiare, come diceva il patrono del nostro gruppo di Urbino, Pier Giorgio Frassati. Il tutto grazie anche all’aiuto, al sostegno e alla vicinanza affettuosa dei nostri assistenti di gruppo. Quindi, il motivo per il quale venire in Fuci è perché ti permette di vivere un cammino umano e culturale, in un contesto comunitario, di consegnare le proprie fragilità al fratello che ci sta accanto. Abbiamo bisogno come il pane di questo. La vita non possiamo viverla da soli. Forse, il male più grande che ci attanaglia oggi è la solitudine. Tornare a vivere insieme è la soluzione a tanti mali che abitano dentro e fuori di noi. 

Cosa rende il tuo gruppo FUCI unico?

Ciò che rende il mio gruppo di Urbino unico è la bellezza di vivere relazioni vere, gratuite e profonde. Per me la parola che mi ha sconvolto totalmente in questo cammino fucino e che è stata una scoperta è stata la parola relazione. Mai avrei pensato che mi caratterizzasse così nel profondo e che fosse una parola che mi appartenesse tanto e che mi dicesse chi sono. Nella mia vita sono sempre stato a contatto con diversi gruppi e persone e mi sono quasi sempre trovato bene. Nella Fuci ho capito che non è questione di trovarsi bene o no. Vivere relazioni vere è una necessità. Ѐ necessario condividere la vita per scoprire chi sono. Ѐ necessario per scoprirmi amato e voluto bene. Qui ho trovato degli amici che hanno dato una svolta, in positivo, alla mia esistenza. Quindi il gruppo è molto aperto e accogliente anche nei confronti di chi si avvicina per la prima volta e chi è da più tempo nel gruppo si fa accanto a chi generalmente, soprattutto all’inizio, vive difficoltà.

Cosa diresti a una matricola per far sì che venga a un incontro del tuo gruppo FUCI?

A una matricola direi di provare a venire a vedere perché siamo un gruppo di studenti che vuole vivere appieno il percorso universitario, quindi vivere la realtà universitaria a tutto tondo. Il percorso ha qualcosa da dire anche a te, qualcosa che tocca la tua vita. Quindi non perderti questa occasione. Per il resto vieni e vedi. Il proseguo lo scopriremo insieme.

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