#UNIrelediVERSITA'

Cari fucini tutti,

 

La nostra riflessione per questo anno federativo vuole concentrarsi su un tema che attualmente risulta molto attuale e importante: “Unire le Diversità, Comunità cantiere di speranza”.  

Vogliamo approfondirne il senso a partire dall’acronimo della parola F.U.C.I. :

Federazione: quando facciamo riferimento a una federazione stiamo considerando realtà  che, pur mantenendo una loro identità e autonomia organizzativa, danno vita ad una realtà che ha una dimensione superiore e che “cerca” di essere comunità  che vive valori e scopi comuni. Ciò presuppone il cercare di unire diverse realtà che decidono -volontariamente- di seguire un percorso comune, sapendo di dover tenere legata l’unicità del singolo con i valori condivisi nel gruppo e nella federazione.. è questo che è successo nella storia della nostra federazione in cui singoli circoli locali hanno scelto di mettersi in rete ed è quello che continuano a fare ancora oggi.

Università: l’università è il luogo all’interno del quale siamo chiamati ad agire; è il luogo in cui viviamo, ci relazioniamo e ci formiamo. La bellezza data dalla nostra esperienza universitaria è il poter condividere sensibilità diverse, incontrare volti e idee profondamente differenti, mettere in relazione i saperi, non cadendo nella sterile iperspecializzazione. Ciò è rappresentativo dell’ “unire le diversità” all’interno dell’università ed è questo che  può portare un forte contributo di crescita per il singolo, per il gruppo e per la federazione.

Cattolica: questo aggettivo sintetizza la scelta più profonda del vivere nella nostra realtà guidati dagli insegnamenti di Cristo, a volte un po’ scomodi e ingombranti, ma che ci permettono di fare la differenza. Essere cristiani laici all’interno di questa società significa, oggi, avere un dose di coraggio, significa camminare su strade poco battute, che ci richiedono di essere sempre aperti all’altro, decentrati rispetto al nostro “io”, perchè riconosciamo nell’Altro (con la lettera maiuscola) il centro, e negli altri i fratelli con cui condividere il cammino e senza i quali saremmo isole deserte. Questa scelta ci sprona ad essere attori partecipi della società e della nostra vita, non lasciandola passare in superficie ma trasformandola concretamente e tentando di trasfigurare anche le più semplici azioni quotidiane.  Questo è anche il messaggio che ci ha lasciato Papa Francesco nella GMG tenutasi questa Estate a Cracovia.

Veniamo all’ultima lettera dell’acronimo, “Italiana”: quest’ultimo termine unisce al suo interno le diversità territoriali che sono il frutto di storie e  culture differenti. Allo stesso tempo, permette di riconoscersi tutti parti  di una stessa storia e di una stessa identità, cercando di condividerne i valori, che rendono possibile l'unione delle molteplici diversità

La sfida che cerchiamo di costruire insieme, ogni giorno, è ambiziosa e allo stesso tempo stimolante, in quanto permette a tante diversità di poter mettersi in gioco, di poter  crescere e arricchirsi grazie all’incontro con l’altro. Da due uguali infatti, non c’è possibilità di crescita. Al contrario, il confronto con l’altro, anche se a volte può generare paura e chiusura, permette una  “compromissione” di qualcosa di noi,  permette alle nostre diversità di interagire e di confrontarsi. Questo è quello di cui forse oggi abbiamo più bisogno:  pensarci INSIEME in maniera differente e rivoluzionaria, non avendo paura di andare controcorrente e uscendo da quelli che sono gli stereotipi della società e del sentito dire, tenendo ben presente che nel camminare insieme siamo tutti influenti e influenzati dai passi degli altri.

La nostra esperienza fucina non può solo fermarsi all’ambiente universitario, ma deve essere in grado di estendersi alla società e alla nostra vita lavorativa e familiare. È questa la sfida che è chiamato ad intraprendere ogni fucino: essere Fuci anche fuori da un contesto universitario e oltre l’esperienza di un periodo ristretto.  

In questa prospettiva, quindi, vogliamo iniziare questo anno accademico  per comprendere a pieno quella che è la bellezza del poter essere giovani universitari impegnati. È importante che ogni gruppo abbia ben chiaro quale sia il suo percorso e cerchi di essere comunità viva con l’obiettivo di generare qualcosa di diverso e di nuovo rispetto al punto dal quale si era partiti. Soprattutto è importante conoscere chi affronta questo cammino insieme a noi; fare comunità significa accogliere, condividere; significa creare il giusto clima di serenità e confronto; non è forse questo che può attrarre altri giovani e fare in modo che riconoscano in questa esperienza una ricchezza per gli anni universitari?

Ad ognuno di noi, è richiesto  uno sforzo superiore del semplice fissare la data di un incontro, dello scrivere un verbale o di raccogliere i soldi delle tessere. Ci viene chiesto di avere un’attenzione particolare alla cura della formazione, della persona e dei membri del proprio gruppo, dovendo affrontare situazioni che a volte possono essere scomode o ingombranti. Essere gruppo Fuci significa permettere a ciascun membro di poter crescere e confrontarsi, non solo frequentando gli incontri a livello locale ma anche interessandosi alla propria realtà regionale e aprendosi alla vita nazionale più in generale.  Tutto ciò permette di maturare un senso di appartenenza e adesione alla Federazione che ci fa essere sicuri nel rispondere alla domanda che spesso ci viene fatta: che cos’è la F.U.C.I.?

 

Vi auguriamo che questo nuovo anno possa essere seme per qualcosa da coltivare nei prossimi mesi ed anni, frutti che probabilmente voi e noi non potremo raccogliere ma di cui altri trarranno beneficio.

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