"La sfida di essere testimoni autentici"

La nostra Presidente Nazionale, Gabriella Serra, ha partecipato questa settimana al Pre-sinodo dei giovani. Ecco le sue parole al giornale Avvenire per raccontare questa esperienza e per parlare delle sfide che noi giovani ogni giorno dobbiamo affrontare. E' bello portare la nostra testimonianza come giovani universitari e impegnarci per apportare un cambiamento.

"La sfida di essere testimoni autentici"

«Alla Chiesa è chiesto di mettersi in gioco». Ma questa sfida chiama in causa «tutti: laici, giovani, anziani, sacerdoti, religiose, ognuno nel proprio ambiente, secondo il proprio impegno pastorale». Ne è convinta Gabriella Serra, presidente nazionale femminile della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), che alla riunione pre-sinodale ha portato «l’esperienza di una ventitreenne, studentessa di giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano, che vuole dedicarsi agli altri e ha un ruolo di responsabilità all’interno di un’associazione». Come «rappresentante della Fuci e in generale dei ragazzi italiani», Gabriella ha voluto offrire un contributo che fosse «non solo un racconto, ma propositivo, per poter generare un processo ed essere realmente di aiuto ai padri sinodali ». «I giovani, in particolare gli universitari, sono in ricerca, si pongono delle domande, hanno richieste e curiosità: è importante che ci sia qualcuno capace di accoglierli, senza fornire risposte preconfezionate, senza imporre un’opinione, ma cercando di ascoltare e di trasmettere il Vangelo », osserva la presidente della Fuci per la quale c’è bisogno di «non giudicare a priori, ma di capire cosa c’è in ogni ragazzo, dietro l’essere estroverso, timido o aggressivo». Secondo Gabriella, però, «l’accoglienza è una responsabilità di tutti, della Chiesa nella sua interezza: laici e consacrati». Pure i giovani, quindi, devono fare la loro parte: «chiediamo di essere ascoltati, ma siamo noi i primi a doverci mettere in ascolto dell’altro, del giovane e dell’anziano, così come ha chiesto il Papa», dice la studentessa che vede in chiave di reciprocità anche il discorso della «coerenza tra il detto e il fatto». «I ragazzi necessitano di punti di riferimento autorevoli, credibili con i fatti oltre che con le parole. La testimonianza infatti non può prescindere dal comportamento », conclude Gabriella evidenziando che «in ambiente universitario questa richiesta è molto forte e noi giovani, per primi, dobbiamo essere testimoni autentici». (S.Car.)

 

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