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La bussola della #FUCI

A cura della Presidenza Nazionale F.U.C.I. 

 

La Bussola della F.U.C.I.

 

In tempo di Adesioni ecco un laboratorio per riscoprire il metodo della F.U.C.I.

 

 

1° momento: introduzione al laboratorio e attività iniziale

 

I ragazzi vengono invitati a sedersi in cerchio. Ad ogni fucino vengono distribuiti uno o più post-it (in relazione a quanto si vuole duri questa prima fase) in ognuno dei quali viene scritta una parola o un concetto capaci di riassumere o di esprimere una caratteristica di ciò che si intende per metodo in relazione alla F.U.C.I..

Pensate e scritte le parole che ritengono la risposta più adeguata alla domanda di definizione del metodo, i ragazzi dovranno riporle all’interno di una scatola posta al centro del cerchio.

Dopo aver mischiato i post-it, ognuno di loro dovrà alzarsi per pescarne uno e cercare di interpretare la parola scritta. Fatto questo, chi l’avrà scritta dovrà rivelarsi e ribattere o confermare l’interpretazione data, integrandola. Così per tutti i post-it presenti.

2° momento: la rosa dei venti

Realizzata in un cartellone precedentemente predisposto o sul pavimento con dello scotch, sarà presente una rosa dei venti. Ad ogni punto cardinale verrà associata una domanda:
Nord: perché?
Est: cosa è?
Sud: come?
Ovest: per chi e con chi? 

Ogni fucino dovrà riflettere su quali punti cardinali collocare i post-it pescati e incollarli. 

Tendenzialmente, però, si vedrà che nel collocarli i ragazzi porranno “istintivamente” al “Nord” parole che appartengono alla tensione e alla diffusione di una cultura incentrata sulla Verità. Rispondendo alla domanda “cosa è” porranno post-it di carattere morale, vedendo nella risposta il motivo e il fine per il perfezionamento intellettuale; alla domanda “come” collocheranno parole che hanno a che fare con i presupposti di unità e intensità spirituali; a “Ovest” concetti che appartengono all’ambito sociale.

Possono verificarsi dei casi in cui la collocazione sarà meno immediata e, nel dubbio, il ragazzo in questione potrà farsi aiutare dai compagni o incollare il post-it al centro della rosa dei venti. Possono anche succedere dei casi ibridi: “S-O”, “N-E”, etc. E casi in cui alcuni punti cardinali rimangono scoperti, così come alcuni post-it.

È il momento della condivisione: i ragazzi esprimono le ragioni che li hanno condotti a collocare un certo post-it su un determinato punto cardinale, i dubbi che hanno avuto nel farlo, gli interrogativi che si sono posti all’osservare alcuni punti cardinali più ricchi di altri o nel vedere che alcuni post-it sono rimasti esclusi dalla collocazione. Occorre interrogarsi infatti sul significato che assume un punto di riferimento o un post-it non appaiato, sul dubbio che è emerso e su come questo “problema aperto” può essere risolto. Infatti, questa rosa dei venti non solo dice che un metodo ci dota di punti di riferimento esterni a noi, contribuendo al nostro orientamento e, quindi, alla direzione che prendiamo nelle nostre scelte quotidiane, ma soprattutto ci dice in cosa consiste quel metodo, di quali elementi si compone. La rosa dei venti è essa stessa il metodo!

Sarà stupendo, poi, alla fine, vedere come il metodo universitario e il metodo fucino coincidano!
“Tutto parla di ricerca, approfondimento, critica, rigorosità scientifica, di metodo critico, interpretazione dei fatti, di ordine delle conoscenze, di rapporto tra principi generali e applicazioni scientifiche e determinate.”

Al termine dell’attività possono essere consegnati alcuni documenti utili per l’approfondimento. Quello che ho scelto, perché particolarmente inerente, è “Spiritus Veritatis” di G. B. Montini. Ma ci si può sbizzarrire! 

 

 

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