Invito al Tesseramento - Anno 1950-51

Pubblichiamo l'articolo con cui, nel 1950 attraverso Ricerca, si spiegava il senso di aderire alla Federazione. Ritroviamo ancora oggi alcuni spunti utili per comprendere cosa significa per noi sentirci inseriti in questo cammino e progetto di formazione della persona in università.

È tipicamente fucino, e ci è molto caro, un certo spirito di libertà dalle forme,di ricerca delle cose essenziali. Il tesseramento non è rigorosamente una cosa essenziale e molti si meraviglieranno del posto che gli vien fatto su Ricerca, con tanta insistenza е per la seconda volta. Certo i gruppi di studio sono più importanti, e la preghiera, e l’esercizio di carità, ed è bene di nonessere attaccati troppo alla forma del numero e credere nelle idee. Questo è bello, ma ora vorrei proprio dimostrare che tra questi stessi principi potremmo dedurre sempre il posto giusto alle applicazioni, anche minute e meno vistose. Oggi in particolare vorrei che non si sfuggisse l’urgenza dell'impegno organizzativo assunto in vista di valori più sostanziali da difendere e conservare ad ogni costo. Che se questo prezzo della loro difesa fosse solo la rinunzia alla nostra pigrizia, al nostro egoismo, alla nostra ottusità, allora un invito a capire il senso proprio di ciascun elemento della vita fucina si risolverebbe in invito tutto interiore alla coerenza, che deve tradursi a fatica, fin nelle ultime conseguenze. Si tratta anche di un invito alla vigilanza spirituale; ad essere davvero liberi, davvero aperti e sensibili alle richieste del momento attuale e non fissati in una formula di libertà di spirito che potrebbe essere solo di disimpegno.

È un appello ad essere vivi se oggi ci si manifesta l’importanza della fedeltà nel compimento di questo dovere del tesseramento, non possiamo sottrarci, mettendo in pericolo così il deposito prezioso di idee e di opere che la Chiesa ci ha affidato per noi e per l'università. Cerchiamo piuttosto di essere equilibrati, di non passare da una posizione unilaterale all’altra senza risolverne interiormente la contraddizione. Non vogliamo far massa nel senso deteriore della parola, ma vogliamo che tutti quelli che vivono lo spirito della Fuci si sentano impegnati totalmente, anche in questo che non è l'ultimo dei modi per sostenerla ed affermarla. Non vogliamo crescere per forza, sarebbe troppo povera e sterile cosa. Ma sentiamo tutti la gravità morale di un disinteresse che tolga, sia pure a una sola anima la possibilità di partecipare ai beni che abbiamo ricevuto.

Cerchiamo formalmente di costruire solo nella fatica profonda dello studio, della preghiera dell’amore. Ma di fronte a una società che dà troppo credito al numero, non abbiamo il diritto di crearci, noi stessi, ostacoli al nostro lavoro, dando di noi un’espressione numerica inferiore a quella reale. Inoltre tesserarci significa la cura di sviluppare la nostra unità spirituale fin nelle concretizzazioni più neglette, e ricevere Ricerca, allargando così il giro delle nostre idee e del nostro metodo, in quella che è ai beni che е la loro massima espressione ufficiale.

E vale ancora la pena di ricordare il valore di questo contributo per la vita organizzata della nostra comunità. Finché saremo uomini, e non puri spiriti queste considerazioni avranno una loro importanza e potranno concludersi con un richiamo a guardarsi dalla superbia per essere piuttosto umili e attenti alla perfezione anche delle piccole cose.

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