Gesù l’ebreo. Al via il XXXV Incontro Nazionale dei Colloqui Ebraico-Cristiani a Camaldoli

Con la relazione di Paolo Sacchi, Professore Emerito dell’Università di Torino, si è aperto ieri sera il XXXV Incontro Nazionale dei Colloqui Ebraico-Cristiani ospitato dalla Comunità Monastica di Camaldoli, quest’anno dal titolo “Gesù l’ebreo. Alle origini del rapporto tra ebraismo e cristianesimo”. 

A breve distanza dal Convegno “Invocheranno il Nome dell’Eterno concordemente uniti. Prospettive sul re-incontro tra Ebrei e Cristiani” promosso dall’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della C.E.I. dal 24 al 26 novembre scorsi a Salerno, anche quest’anno l’Incontro dei Colloqui di Camaldoli, giunto alla sua trentacinquesima edizione, rinnova l’impegno di ebrei e cristiani non soltanto per un’amicizia e una conoscenza reciproche, ma anche per un confronto serrato e competente su argomenti di comune interesse.

Il tema della storicità di Gesù, nel quale risiedono le origini del rapporto tra ebraismo e cristianesimo, raccoglie studi recenti che, da parte sia ebraica che cristiana, hanno riscoperto il valore del rapporto di Gesù con la Torah, con il popolo ebraico, con la terra di Israele. Docenti ed esperti quali rav Levi (Rabbino Capo di Firenze), Alexander Rofé (Università Ebraica di Gerusalemme), Massimo Grilli (Pontificia Universit Gregoriana), Daniele Garrone (Facoltà Valdese di Teologia), Joseph Sievers (Pontificia Università Gregoriana) rav Locci (Rabbino Capo di Padova), Piero Stefani (Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna) e ancora Amos Luzzatto, Bruno Segre e altri interverranno sulla genesi del Cristianesimo e sul contesto culturale e spirituale in cui essa si colloca. La condivisione fraterna, momenti di preghiera, esperienze artistiche, lezioni e laboratori costituiranno così un percorso complesso che raggiunge le origini di ciò che siamo, come persone e come popolo.

Questa esperienza di dialogo interreligioso ed ecumenico, durante la quale anche la FUCI potrà portare il proprio contributo durante una Tavola Rotonda cui siederanno giovani ebrei, cristiani cattolici e valdesi, si inserisce pienamente nel tema dell’umanità e delle nuove sfide che la Federazione ha scelto di affrontare quest’anno e ci sprona a riscoprire le università quali luoghi privilegiati del confronto e dello scambio tra diverse esperienze religiose e culturali.

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