#CongressoNazionale: conosciamo le storie dei gruppi che ci ospiteranno...#FUCIPavia e #FUCIVigevano

 #CongressoNazionale: conosciamo le storie dei gruppi che ci ospiteranno...

  

#FUCIPavia

a cura di Anna Manfredini e Giovanni Giacchetta

 

Il gruppo FUCI di Pavia, insieme al gruppo di Vigevano, quest'anno ha scelto di intraprendere un percorso piuttosto impegnativo, nell’organizzazione e preparazione del  66° Congresso Nazionale; un impegno che si è fatto più determinato e denso di aspettative, soprattutto in queste ultime settimane che lo precedono, nell’ultimare i preparativi finali e completare quanto occorre per ospitare ed accogliere al meglio tutta la Federazione impegnata nel suo momento pubblico di maggior rilevanza. Convincerci della scelta di ospitare il Congresso Nazionale a Pavia non è stato semplice. Molti e vari inizialmente erano i dubbi e le perplessità che ci facevano esitare: avremmo avuto abbastanza forze su cui contare, insieme alle capacità e competenze necessarie? Saremmo riusciti a collaborare e coordinarci nel modo migliore con i ragazzi di Vigevano? Le domande e le preoccupazioni erano molte, ma alla fine abbiamo deciso di accettare la sfida e di metterci alla prova. Durante tutto l'anno, in vista dell'appuntamento di maggio, abbiamo iniziato ad incontrarci con il gruppo di Vigevano, pianificando ed organizzando i vari aspetti, mettendo in moto la macchina organizzativa congressuale, quindi dividendoci i ruoli, distribuendoci i compiti e cercando di risolvere le inevitabili difficoltà che man mano emergevano nel procedere del lavoro organizzativo. Non abbiamo voluto, però, che questo intenso lavoro di preparazione tecnica assorbisse completamente ed in maniera esclusiva il nostro tempo e le nostre energie, impedendoci di guardare al senso dei nostri sforzi. Non sono mai mancati in tutti questi mesi, infatti, momenti dedicati a riflessione, preghiera, ascolto, testimonianza e discussione critica su argomenti di attualità e politica, che ci hanno aiutato e permesso di crescere come gruppo, spiritualmente e culturalmente. Tra le varie questioni affrontate abbiamo cercato di approfondire quanto più possibile le nostre conoscenze relative al tema centrale del congresso: “Mediterraneo, frontiere di speranza”, ampliando i nostri orizzonti con l'intenzione di partecipare ai lavori ed all'elaborazione delle tesi congressuali nel più attivo dei modi. La crescita del gruppo, inoltre, in questo tempo di ferventi preparativi, è stata anche numerica. Tra i motivi che ci trattenevano inizialmente dall'assumerci un impegno ed una responsabilità tanto grandi quali quelli che l'organizzazione del Congresso avrebbe richiesto, infatti, c'era anche il fatto che il nostro gruppo nel passaggio dallo scorso all'attuale anno aveva perso molti elementi, ridimensionandosi fortemente. Non solo, quindi, avevamo il problema di poter fare certo affidamento inizialmente soltanto su un numero molto ristretto di membri, ma anche quello di dover trovare urgentemente un modo per coinvolgere nuove persone, per evitare che il gruppo si spegnesse, recuperando le forze necessarie per proseguire il proprio cammino il prossimo anno. La combinazione tra l'entusiasmo ed il fermento per l'organizzazione del Congresso e gli incontri dedicati a riflessione, meditazione e confronto si è mostrata anche in questo vincente: tanti nuovi volti si sono via via aggiunti alle riunioni che hanno costituito il nostro impegno fisso per tutto l'anno ed oggi il gruppo è molto più numeroso, energico e attivo. L'organizzazione del Congresso, quale evento di respiro nazionale, inoltre, ci ha spinti ad incuriosirci maggiormente alla storia della FUCI pavese, che abbiamo scoperto essere uno dei più antichi d’ Italia, e conoscere e cercare informazioni sul suo sviluppo dal 1896, anno della sua fondazione, ad oggi: abbiamo fatto ricerche nell'archivio della Diocesi e pubblicato articoli su quotidiani locali, organizzando inoltre incontri con alcuni ex-fucini pavesi affinché ci raccontassero la loro esperienza e ciò che, anche a distanza di molti anni, era rimasto loro dalla FUCI. Abbiamo potuto conoscere, ascoltare e confrontarci con Nicoletta Carlo Stella, presidentessa del gruppo FUCI locale nel ’94, anno in cui è svolto l'ultimo Congresso a Pavia. La nostra preparazione al congresso, quindi, non si è limitata ad una mera organizzazione di aspetti tecnico-logistici, ma è stata l'occasione per intraprendere un percorso denso di appuntamenti, ritrovi e condivisione che ci ha uniti, fatto maturare e divertire, portandoci alla data del 4 maggio pieni di entusiasmo, passione e forza da trasmettere.

  

#FUCIVigevano

a cura di: Susanna Brogin

 

Un anno fa abbiamo detto il nostro sì, non senza se e senza ma. In una sera di maggio, tra discussioni, votazioni, preoccupazioni, il gruppo di Vigevano, insieme al gruppo pavese, si è impegnato nell'organizzare del 66° Congresso Nazionale F.U.C.I. Da quando abbiamo partecipato ai primi eventi regionali e nazionali, abbiamo respirato lo spirito Fucino, l’essere Federazione, “il valore di giovani uniti da una “coscienza universitaria”, cioè̀ coscienza critica, educazione ad uno stile di vita rigoroso e maturo, senso di responsabilità̀, una volontaria e appassionata disciplina di pensiero” come diceva Papa Paolo VI, un percorso universitario che guardasse oltre lo studio e gli esami e che li unisse nella condivisione e nella preghiera. Questo stile di vita ci ha guidati nel nostro cammino di approfondimento e preghiera, attraverso alti e bassi, entusiasmo e scoraggiamento. Il gruppo di Vigevano è nato sei anni fa, per volere dell’allora Vescovo Vincenzo di Mauro, grande sostenitore dei giovani della Diocesi di Vigevano che ha spinto alcuni dei ragazzi già impegnati nella vita delle parrocchie a creare il gruppo F.U.C.I. cittadino, e si è da subito distinto per aver creato anzitutto un gruppo di amici, prima di semplici giovani studenti universitari che si ritrovano insieme per sviluppare diversi percorsi. Grazie al sostegno dell’allora Incaricata Regionale della Lombardia Irene Saonara, già dalla fase “in formazione” ci siamo immersi nel mondo della F.U.C.I., partecipando a ogni evento che ci potesse schiarire le idee riguardo cosa fosse davvero questa Federazione. Dalle Assemblee Regionali ai Congressi Nazionali, dal Modulo Presidenti alla Commissione Tesi Congressuali, siamo stati accolti da subito con grande calore e da qui è nato l’entusiasmo del gruppo vigevanese. L’emozione di ospitare nella nostra città un evento di tale portata ci ha dunque sopraffatti di emozioni. Consapevoli dell’importanza dell’appuntamento e inconsci della mole di lavoro che richiedesse, ben nascosto dietro le quinte, abbiamo intrapreso quest’avventura. La F.U.C.I. è la scelta di chi vuole essere con consapevolezza nel proprio presente, senza “lasciarsi vivere” dalla realtà̀, ma sapendo al contrario anticipare e prepararsi ad accogliere il divenire della vita e della storia. Con il nostro sì abbiamo voluto essere parte della storia di questa Federazione, analizzando con spirito critico un argomento più che mai attuale “Mediterraneo, frontiere di speranza”, tema del Congresso 2017. L'organizzazione ha richiesto tutto il nostro impegno, dagli rodati presidenti alle matricole che si saranno chieste più volte in cosa si siano imbarcarti. Le preoccupazioni di non riuscire a fare tutto al meglio si sono unite a quelle di dover abbandonare per un anno i percorsi di formazione: all’inizio eravamo sopraffatti, ma da amici, insieme, con l'aiuto reciproco dei gruppi di Pavia e Vigevano, ce l'abbiamo fatta, un passo alla volta. La preparazione e la preghiera sono state affiancate dai percorsi del gruppo e lo studio di ciascuno, secondo le parole di Papa Montini, storico Assistente Nazionale della F.U.C.I., che ricordava in un discorso alla Presidenza Nazionale che “lo studio è la risposta alla vocazione fondamentale di portare a compimento il proprio essere persone dotate di ragione e volontà, operando il discernimento nell’interstizio tra libertà creativa e rigore critico”. Divisione dei lavori, brain-storming, nottate, lettere ufficiali, sopralluoghi, ricerche, sorrisi, lacrime, risate, disperazione. Ognuno il suo incarico, tutti impegnati nel sostenerci, nessuno lasciato da solo. Ogni venerdì il gruppo si è riunito, ogni venerdì ci siamo avvicinati, abbiamo riscoperto come aiutarci a vicenda, ad esserci per l’altro, ogni venerdì ci siamo anche allontanati, ciascuno con il suo percorso universitario, impegni, lavoro, si è dovuto imparare a creare tempo per tutto. Abbiamo cercato di far nostra la grande scelta e la grande scommessa fondamentale della F.U.C.I. del pensiero critico, del metodo della continua domanda, dell’instancabile interrogarsi e mettere in discussione il già̀ trovato. Dal 4 al 7 maggio vedremo i frutti di mesi e mesi di lavoro, vivendo in prima persona la felicità di ospitare nella nostra città natale il Congresso della Federazione che sarà la degna conclusione di un percorso che è stato una montagna russa di emozioni. 

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66° Congresso Nazionale Pavia-Vigevano

 

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