Conclusa la 67^ Assemblea Generale dei vescovi ad Assisi

Si è tenuta in questa settimana, dal 10 al 13 Novembre ad Assisi, la 67° Assemblea Generale dei vescovi italiani, sotto la guida di S. E. R. il Card. Angelo Bagnasco. Il confronto si è soffermato sui temi della vita e della formazione permanente dei presbiteri.

L’attenzione al ministero presbiterale si radica in una premura più ampia, affinché la Chiesa interpreti sempre più prontamente il proprio ruolo missionario nel mondo. Così, fin dalla Prolusione del Cardinale Presidente, un cenno di premura è stato riservato ai temi del Medio Oriente, della famiglia, della politica e del lavoro, dei giovani. “Che cosa sarà di tanti giovani? Quali vie li attendono se sono costretti a rimanere ai bordi di una società che sembra rifiutarli? Quali loschi personaggi – in Italia e altrove – sono pronti a farne scempio per i loro interessi? È questa la globalizzazione? Quella dell’indifferenza, dell’interesse e del malaffare, anziché quella dello scambio virtuoso e di una vita degna per tutti, a partire da chi ha meno o niente?” Sono alcune delle domande che il Cardinal Bagnasco ha provocatoriamente rivolto ai suoi interlocutori. Il proposito di accompagnare le giovani generazioni si concretizza in progetti concreti elaborati dalla Pastorale Giovanile, affinché la prossima Giornata Mondiale della Gioventù si inserisca senza soluzione di continuità in un percorso personale e comunitario di vita e di fede. Inoltre, è particolarmente ai giovani che si rivolge l’incoraggiamento del Cardinale Presidente a una ripresa culturale del Paese. “Pensare che ora siamo in mezzo ad un groviglio da risolvere solo con capacità e determinazione, sarebbe vero ma incompleto, riduttivo” – sostiene Bagnasco – “in realtà, insieme all’Europa, non attraversiamo soltanto una crisi economica e strutturale, ma siamo in mezzo ad una crisi culturale da prendere sul serio”. Fiduciosi nelle potenzialità dell’impegno educativo, desideriamo infine esprimere una parola di solidarietà alla scelta della Chiesa italiana di sostenere tanti giovani e studenti universitari che, in regioni del mondo non troppo distanti dalle nostre, soffrono discriminazioni per la loro specificità religiosa, etnica, sociale. E’ nella tutela delle persone e della loro formazione che risiede un elemento di speranza e una promessa di salvezza.

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