#BimestredellAccoglienza: Valerio ci invita a "Non guardate la vita dal balcone"!

a cura di Valerio Olivieri, universitario 

 

 

"NON GUARDATE LA VITA DAL BALCONE"

Faccio mio l'invito di Papa Francesco rivolto in diverse occasioni ai giovani per descrivere e raccontare della mia esperienza in F.U.C.I.. Mi chiamo Valerio ho 23 anni e frequento il IV anno di Teologia presso la Facoltà Teologica Pugliese a Molfetta l'Istituto Teologico "Regina Apuliae". Ho conosciuto la Fuci quasi per caso in seguito ad un esame sostenuto nel quale, approfondendo le realtà laicali impegnate nei diversi ambiti della vita sociale, ho incrociato la F.U.CI.. Mi sono informato e dato da fare per comprendere se nella mia Regione, la Puglia, fosse presente. Questo "l'evento" storico che ha determinato la mia ricerca, mentre il motivo più profondo è stato l'invito del Papa a non guardare la vita dal balcone, a non vivacchiare, a dare un senso alla nostra esistenza a essere protagonisti, in altri termini a dare spessore al mio essere studente universitario, maturando la consapevolezza, come ci ricorda don Lorenzo Milani, che lo studio, la ricerca, l'approfondimento non servo tanto solo alla realizzazione professionale di ciascuno, ma a renderci più Umani e nello stesso tempo avvicinarsi a Dio e ai fratelli. Lo scorso Maggio ho avuto modo di conoscere meglio la F.U.C.I. partecipando da uditore, al Congresso Nazionale nella storica città universitaria di Urbino. Quattro giornate segnate dalla preghiera, dal confronto con grandi ospiti su grandi temi del nostro essere giovani cristiani cattolici europei oggi, dal semplice ma pieno di senso incrocio di sguardi e strette di mano a conclusione dei pasti, hanno innescato in me il desiderio di far parte di questa famiglia che è la F.U.C.I.. In quei giorni ancora una volta sono stato chiamato ad "uscire" da me stesso per aprirmi agli altri,in particolare all'Altro per eccellenza (Dio) per rinnovare il mio impegno ad essere luce del mondo e sale della terra in facoltà, a casa, in parrocchia, con gli amici. L'augurio che rivolgo a me e a voi tutti è che chi ci incontra possa trovare in noi compagni di fede, testimoni gioiosi sulle mille e sfaccettate vie di Emmaus delle nostre città.

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