Non restiamo indifferenti! Il martirio dei cristiani in Oriente: il caso della Siria

a cura di Giacomo Ghedini

Non possiamo restare indifferenti

È sempre più chiaro, ormai, che il nostro mondo è immerso in quella che Papa Francesco ha definito una “Terza Guerra Mondiale a pezzi”1. Le disuguaglianze sociali, gli opportunismi politici ed economici, i fanatismi religiosi, il disprezzo dei diritti umani e dell’ambiente… Molti sono i fattori scatenanti e gli attori coinvolti. Purtroppo, si tratta di una guerra di cui riusciamo a capire poco, anche a causa di un’informazione che, pur se dotata delle grandi potenzialità della modernità, è miope e spesso non libera. Come europei, poi, questa guerra ci sembra ancora lontana. Eppure, è già tra noi: negli attentati terroristici che colpiscono le nostre città, ma anche nella paura che abbiamo di accogliere coloro che fuggono da essa.

Come giovani della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, non possiamo uniformarci alla cosiddetta “globalizzazione dell’indifferenza”2. Non desideriamo essere complici di chi pensa che la soluzione stia nel rimandare i problemi a qualunque costo, compreso quello di ingigantirli e di andar contro i propri valori, piuttosto che nell’affrontarli. Ci riferiamo ad esempio al discusso patto con la Turchia di Erdoğan sui migranti.3 Intendiamo invece, per prima cosa, sforzarci di guardare in faccia questa difficile realtà che ci circonda: in qualità di universitari, sappiamo che è anzitutto necessario studiarla per poterla comprendere. Poi, vogliamo darci da fare per cercare di trasformarla: siamo giovani, il coraggio non ci deve mancare. Infine, vogliamo incidere su questa realtà con lo stile del cristiano, essere autentici “costruttori di ponti”4.

Ma come fare, per “lasciare un’impronta che segni la storia”5?

Già da tempo, nel nostro piccolo, siamo sensibili al dramma di uno dei luoghi più colpiti da questa “guerra a pezzi”, il Medio Oriente.6 Nel prossimo futuro andremo poi ad approfondire le questioni aperte dell’area del mar Mediterraneo, cui dedicheremo il Congresso Nazionale 2017. In questi giorni, si sta svolgendo una forte mobilitazione internazionale spontanea da parte della società civile per la pace in Siria ed in particolare nella martoriata città di Aleppo.7 Lo stesso Papa Francesco si è a più riprese esposto per essa. Come F.U.C.I., vogliamo contribuire attivamente a questa giusta causa. Pubblichiamo per questo un approfondimento sui cristiani d’oriente ed in particolare di Siria e della città di Aleppo, con lo scopo di fare informazione, dare voce ad alcuni testimoni e suggerire alcune piste di pace. Siamo convinti, sulla scia di Papa Francesco, che “la violenza non è la cura per il nostro mondo frantumato”, che “nessuna religione è terrorista e la violenza è una profanazione del nome di Dio” e che “essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza”.8

Perché approfondire proprio la situazione dei cristiani?

Molte sono le vittime della tremenda guerra che ormai da anni flagella la Siria. Tra di esse, ci sono i cristiani, eredi dei nostri primi fratelli nella fede, oggi perseguitati in modo brutale. Giovani vite come le nostre stanno venendo spezzate, non potranno più proporre un’azione di pace, non potranno far nascere dalle macerie delle loro terre un nuovo germoglio che possa farle rifiorire. Noi non possiamo accettarlo in silenzio.

 

 

 
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