Pornotossina: deviant society, deviant behaviors

a cura di Andrea Modica, R.A.F. membro della Commissione Formazione alla Politica

“Un’enorme fetta dell’umanità vive con una disabilità, ma non sappiamo come parlarne”. Il sottotitolo dell’incontro che ha animato la Biblioteca Ariostea in occasione di Internazionale ha centrato il punto. Aprire un articolo con uno snocciolamento veloce di dati e statistiche mi sembrava eccessivamente brutale per un tema come questo, mi limiterò piuttosto a provare a dare una visione generale sulla percezione e rielaborazione societaria di un tema delicato come la pornografia. Come viene percepita? Quali sono le sue ricadute sul tessuto sociale? E perché ancora oggi rimane un tabù così forte da far gridare allo scandalo anche dove non dovrebbe esserci? Il porno ha cambiato fortemente la nostra percezione del sesso e Internet ha modificato e ampliato la nostra concezione del porno, pur tuttavia la pornografia è caduta oramai nelle mani dei social network. E cambia nuovamente.
“La tendenza moderna della pornografia è molto diversa da quella di un tempo, è più sociale e prevede l’interazione tra le persone, il racconto di storie. Si lasciano commenti, like, è più coinvolgente per gli utenti”, spiega Mauro Coletto, dottorando alla IMT School for Advanced Studies di Lucca che studia le dinamiche dei deviant behaviors nelle comunità online. Ma cos’è esattamente un “deviant behavior”? Letteralmente un comportamento deviante, categoria nella quale la sociologia annovera sì il consumo di materiale pornografico, l’adult content, ma anche l’autolesionismo, l’utilizzo di sostanze stupefacenti, l’abuso di alcol, i disordini alimentari e il bracconaggio. Tutti comportamenti considerati “inappropriati” ma che coinvolgono un enorme numero di persone e attraverso i social arrivano a un pubblico ancora più ampio. “Si tratta di comportamenti che...

 

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