Il corpo delle donne: la retorica femminista e i nuovi linguaggi mediatici

a cura di Davide Sabatini, R.A.F. membro della Commissione Formazione alla Politica

Questo documento si propone di analizzare il problema sociale della pornografia attraverso una riflessione critica sui concetti di emancipazione femminile e mercificazione del corpo della donna. Spesso nei dibattiti pubblici questi termini vengono sbandierati come strumenti retorici di affermazione di una pluralità di rivendicazioni, anche molto eterogenee fra loro, con l’effetto di creare un clima di caccia alle streghe più che un costruttivo metodo con cui affrontare le sfide sociali. In tempi recenti si è assistito ad un ritorno massiccio della questione a fronte degli scandali nel mondo dello spettacolo, ma sono più o meno sempre presenti parole di denuncia dello sfruttamento del corpo femminile, non solo nei casi più drammatici delle molestie, ma anche rispetto a pubblicità sessiste e con contenuti sessuali espliciti. In questa sede ci si soffermerà più sull’aspetto mediatico della percezione della pornografia nell’opinione pubblica, piuttosto che sulla condizione sociale della donna, analizzando in particolare il caso delle attiviste ucraine del movimento Femen. Questa esperienza di protesta mostra, infatti, come l’ostentazione del corpo femminile, tradizionalmente considerata segno di assoggettamento a una cultura maschilista, possa essere strumento di lotta politica femminista, per quanto -paradossalmente- attraverso i meccanismi propri del sistema che si vorrebbe combattere. Il gruppo si dichiara “femminista” e protesta contro il turismo sessuale, la prostituzione, le agenzie matrimoniali internazionali, la discriminazione sessuale e altri problemi sociali che coinvolgono le donne nel paese. Le sue manifestazioni seguono uno schema sempre uguale: gruppi ristretti di ragazze (per lo più studentesse tra i 18 e i 25 anni) si spogliano in luoghi pubblici gridando slogan ed esponendo cartelli. L’idea è che l’esposizione del nudo femminile...

 

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