Cronache da una società in evoluzione: la condizione sociale della donna

a cura di Davide Sabatini, R.A.F. membro della Commissione Formazione alla Politica

Immaginate di essere campioni di un sondaggio nel quale vi venga rivolta una domanda del genere: “Quali credi che saranno i maggiori ostacoli nella tua vita lavorativa?”. Sarebbe interessante analizzare i risultati, anche fra gli stessi fucini (alcuni dei quali alle porte del mondo del lavoro), ma non sembra troppo irrealistico che qualcuno, almeno fra i più apprensivi, possa rispondere qualcosa come: “conciliare il lavoro con la famiglia”. Ora, fra quelli che avessero dato una risposta simile (o che la condividessero ex post) credete vi siano più donne o uomini? Essendo il sondaggio inventato, non è possibile, per quanto interessante, avere dati statistici affidabili nel merito. Lo scrivente, ad esempio, sarebbe fra quanti riterrebbero che quella risposta sia più frequente fra le donne che fra gli uomini. Questo piccolo esperimento mentale, proponibile anche all’interno dei nostri gruppi, potrebbe essere utile a riflettere in due diverse direzioni: da un lato sarebbe indicativo di una percezione soggettiva di svantaggio, per cui sarebbe costruttivo confrontarsi sul merito dei fattori che producono queste condizioni sfavorevoli; dall’altro lato sarebbe comunque interessante osservare per quanti valga l’associazione di pensiero donna- lavoro-famiglia-problema. Chiaramente se nessuno fra gli intervistati si trovasse in una simile situazione, ci sarebbe solo da gioire e, semmai, prendersela con il pessimismo di chi scrive. Ma lasciando agli interessati la valutazione di psicologia sociale, la riflessione che questo testo vuole suscitare riguarda il punto di merito, e cioè: quali sono le cause, e le possibili soluzioni, della svantaggiata condizione sociale della donna? In particolare ci si soffermerà su tre punti principali: maternità, occupazione femminile...

 

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