La pornografia come negazione dell’Eros

A cura di Ludovica Le Moli, R.A.F. membro della Commissione Cultura

Discutere sull’affettività è indubbiamente impresa ardua e complessa: vuol dire indagare la sfera emozionale della vita dell’individuo, avendo cura di evitare ogni forma di banalizzazione.
Le emozioni, infatti, non sono da intendersi come semplici sensazioni, piacevoli o meno, quanto piuttosto come strumento formidabile di conoscenza della propria vita interiore; esse rappresentano il punto di riferimento per la comprensione della condizione umana, caratterizzata dalla percezione del proprio limite, che si configura come senso di fragilità e solitudine, e contemporaneamente dal tentativo di superarlo tramite il confronto con l’altro da sé. Capiamo, dunque, di muoverci all’interno di un campo sempre aperto, il cui tentativo di tracciarne i confini è vano: quello della relazione interpersonale tra individui. È vero, infatti, che attraverso le emozioni l’uomo esprime il bisogno dell’autocomprensione, ma anche il desiderio di valicare i confini della propria individualità e di entrare in contatto con gli altri. Potremmo dire che è proprio dal contatto, mediato dalle emozioni, tra individui che nascono i sentimenti che popolano la sfera affettiva umana. Dunque, provare a riflettere sul linguaggio con cui l’affettività si esprime è importante in ragione del fatto che sempre più frequentemente gli individui vivono una condizione di analfabetismo emozionale che oggi si manifesta da un lato attraverso la scissione tra vita emozionale e vita razionale, da considerarsi invece come aspetti integranti di un’unica realtà, fondamentale per uno sviluppo armonioso ed equilibrato della persona umana, dall’altro tramite l’affermarsi di una falsa equivalenza tra libertà e fine di ogni pudore: ciò emerge in maniera evidente nell’ambito della sessualità, la quale spesso, nella falsa difesa dell’emancipazione e della tanto rivendicata libertà in ambito sessuale, viene drammaticamente banalizzata. In particolare, ci si dimentica che la sessualità fa proprio il linguaggio della genitalità quale espressione di amore profondo e duraturo e, ormai spogliata del suo significato più profondo, si trasforma in un vero e proprio prodotto di consumo: il frenetico raggiungimento della soddisfazione individuale. È proprio il suddetto atteggiamento che, in parte, ha contribuito alla sempre più diffusa fruizione di materiale pornografico. 
La pornografia, in particolare, ha agito un sovvertimento dei principi dell’intimità, operando una vera e propria destrutturazione della sfera affettiva e relazionale tra individui: il pericolo che ne deriva non risiede...

Rate this item
(0 votes)

Seguici su Twitter

Seguici su YouTube

 

L'APP ufficiale della FUCI