Il coraggio della donna nella società contemporanea

A cura di Veronica Bonagura, membro della Commissione Cultura

«Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi». È questa la dedica di uno dei libri più venduti nel 2017, “Storie della buonanotte per bambine ribelli”: un libro per bambine, ma forse adatto alle donne di ogni età, in cui si raccontano le vite di 100 donne straordinarie, esempi di forza e coraggio femminile che, a modo loro, hanno cambiato il mondo e la sua storia. Ad oggi, sembra scontato che la donna abbia pari dignità dell’uomo e i suoi stessi diritti, sembra quasi offensivo parlare ancora della condizione femminile perché, solo facendolo, secondo alcune, si fa discriminazione di genere ma, per giungere a questa normalità, le donne hanno dovuto subire, nel corso dei secoli, continui maltrattamenti e discriminazioni. Oggi parliamo di un mondo in cui la rivoluzione femminile ha generato conquiste tali da sovvertire l’organizzazione sociale in cui la donna rivestiva un posto irrilevante sul piano pubblico: due tra i leader politici europei più importanti degli ultimi decenni sono donne, Margaret Thatcher e Angela Merkel; dopo la Brexit, Londra si è affidata a Theresa May; Hillary Clinton si è quasi insediata alla Casa Bianca; Samantha Cristoforetti è l’astronauta più famosa del secolo; in Italia Laura Boldrini, dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti, è Presidente della Camera dei Deputati e Roberta Pinotti è la prima donna a rivestire l’incarico di ministro della difesa e prima di lei, Rosa Jervolino agli Interni e Emma Bonino agli Esteri avevano già interrotto il monopolio maschile in Ministeri chiave come Interni ed Esteri, da sempre appannaggio di uomini. Ancora, è il caso di ricordare la vicenda di “Asia Argento, la donna che «ha segnato la storia del costume nel 2017, esponendosi subito, insieme alle attrici americane che scoperchiavano il grande capitolo delle molestie contro le donne, da Harvey Weinstein in avanti» o l’emozione di Emma Bonino, perché «le sue lacrime in Senato il giorno dell’approvazione della legge sul testamento biologico hanno ricordato a un Paese deluso dalla politica che c’è chi ancora la fa perché ci crede». E poi: la piccola (grande) Bebe Vio, che testimonia sui social e nella vita reale che essere speciali significa proprio riuscire a far capire che il tuo punto debole diventa quello di cui vai...

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