Amore: il corpo e le sue espressioni

A cura di Veronica Bunagura, R.A.F. membro della Commissione Cultura

«Il termine Pornografia deriva dal greco “porne”, che significa “prostituta” o “prostituzione” e dalla parola “graphein” che significa “scritti”: la pornografia consiste nella rappresentazione grafica del sesso o della sessualità in generale ma, nello specifico, ai fini commerciali». Alla luce di ciò analizziamo questo fenomeno. Il corpo è stato da sempre oggetto di raffigurazioni, protagonista indiscusso delle opere più belle al mondo, eppure la maggior parte di queste hanno come protagonisti donne e uomini completamente senza vesti, o semicoperti. Nel Palazzo del Tè di Mantova, edificato per le relazioni proibite dei Gonzaga, o in alcuni degli affreschi di Pompei, sono raffigurate addirittura scene erotiche che nessuno interpreta come pornografiche bensì come vere opere d’arte;  ancora, nessuno è eccitato dalla coppia a letto rappresentata nel Palazzo del Podestà di San Gimignano o di fronte ai nudi di Tiziano. Nel corso dei secoli è cambiata la concezione del nudo grazie alle diverse correnti e al modo di interpretare l’arte che, comunque, ha costantemente condizionato la società. Via via è mutato il concetto di pudore. Inizialmente si celebrava la bellezza e la sinuosità del corpo umano, la perfezione delle sue curve: Botticelli raffigura divinità completamente nude e Michelangelo arriva addirittura a ricoprire le pareti della Cappella Sistina di puttini senza veli. Dopo secoli di cambiamenti, di concezioni diverse e contrastanti si arriva al 1564, anno in cui a Daniele da Volterra – meglio conosciuto come il “Braghettone” – viene commissionato il compito di coprire le nudità della Cappella Sistina, proprio perché ritenute scandalose. Dunque il rapporto tra il corpo e l’arte,  e poi via via, il cinema e la fotografia, non è mai stato facile, a causa di una serie di problematiche legate ai tabù, alla moralità e ad altre questioni che hanno da sempre limitato l’esposizione del corpo nudo. Nel passato cinematografico italiano, ad esempio, i nudi femminili erano...

 

 

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