News

News (239)

Children categories

Settimana dell'Università 2015 (22)
Settimana dell'Università 2015

Dal 16 al 22 novembre un’intera settimana
 dedicata dalla F.U.C.I. all’Università.

Roma, 7 novembre 2015 – E’ ancora un’opportunità scegliere e vivere l’esperienza universitaria oggi? I giovani la scelgono quale opzione di qualità per la propria vita o perché scelta ormai scontata e condizionata?

Quesiti urgenti da portare all’attenzione della Società e della Chiesa italiane, secondo la F.U.C.I.  -Federazione Universitaria Cattolica Italiana - che decide di dedicare anche quest’anno un’intera settimana al confronto e al dibattito sulla realtà universitaria d’Italia, perché l’esperienza di migliaia di giovani negli atenei  non rimanga un’esperienza in secondo piano, priva di attenzione e progettualità, ma un’opportunità e un investimento per il Paese intero, nella formazione dei suoi giovani, professionisti e uomini del domani.

style="text-align: justify;" /><em><strong>Dal 16 al 22 novembre </strong></em>prossimi la <em><strong>“Settimana dell’Università”</strong></em> comprenderà <em><strong>eventi e incontri in più di 30 città universitarie d’Italia.</strong></em></p> <p style="text-align: justify;">Un format g"unto ormai alla sua <em><strong>VIII edizione</strong></em> che vuole essere «<em>spazio e stimolo per un confronto vivo sull’Università Italiana, un laboratorio di indagine e osservazione per ridare impulso e attenzione alle sue esigenze e opportunità</em>»<em>.</em></p> <p style="text-align: justify;">Queste le parole "el <em><strong>Presidente Nazionale Maschile della Federazione, Marco Fornasiero</strong>, </em>mentre <em><strong>Marianna Valzano, Presidentessa Nazionale Femminile,</strong></em> aggiunge inoltre che «<em>i giovani italiani ci sono, sono vivi e hanno un desiderio profondo di progettare il loro presente e il loro futuro in corresponsabilità con gli adulti e la società tutta</em>».</p> <p style="text-align: justify;"><em><strong>L’evento "imbolo della Settimana </strong></em>sarà quest’anno a <em><strong>Milano, il 18 novembre</strong> </em>a partire dalle ore 15,00 presso <em><strong>l’Università degli studi Bicocca</strong></em>.</p> <p style="text-align: justify;">Tra gli interlocutori che si c"nfronteranno con i ragazzi in una tavola rotonda di analisi e studio della realtà Universitaria Italiana, <em><strong>l’On. Davide Faraone</strong>,</em> Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.</p> <p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni sul progetto"<a href="http://www.fuci.net/">www.fuci.net</a>, <a href="mailto:presi"enza@fuci.net">presidenza@fuci.net</a></p> <p style=""ext-align: justify;">Per info e accredito stampa all’evento "i Milano: <a href="mailto:ufficiostampa@fuci.net" target="_blank" rel="noopener noreferrer">"fficiostampa@fuci.net</a></p> <p> </p> <p style="margin-bottom: 37px;"><strong>Ufficio stampa FUCI</strong><br /> "ia della Conciliazione, 1<br /> 00193 – Roma<br /> Tel.  <a href="tel:3395671119" target="_blank" rel="noopener noreferrer">3395671"19</a><br /> <a href="mailto:ufficiostampa@fuci.net" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ufficio"tampa@fuci.net</a></p> <p>{phocadownload view=category|id=217|text=Documenti sull'evento|target=b}</p>"" View items...

A.A.A. Assemblea Federale, cercasi un aiuto!!!

 

Il 66° Congresso Nazionale della FUCI è ormai alle porte e con esso si avvicina anche il momento più atteso dell’anno : L’ASSEMBLEA FEDERALE!!

Aspetta,cosa? Non sai che cosa è? Don’t you worry, ti spieghiamo noi!

 

l 66° Congresso Nazionale della FUCI è ormai alle porte e con esso si avvicina anche il momento più atteso dell’anno : L’ASSEMBLEA FEDERALE!!

Aspetta,cosa? Non sai che cosa è? Don’t you worry, te la spieghiamo noi!

L'assemblea federale è il luogo dove tutti i membri della federazione sono chiamati a partecipare per poter tracciare insieme il percorso da intraprendere per il prossimo anno federativo, è uno dei momenti di più alta espressione democratica e di responsabilità della FUCI!

Infatti, l'assemblea federale è composta da tutti i Presidenti dei gruppi riconosciuti aderenti alla F.U.C.I., dai membri del Consiglio Centrale della F.U.C.I. (gli Incaricati Regionali + i 4 Consiglieri centrali eletti dall'Assemblea Federale + i membri della Presidenza Nazionale), dai delegati di AC e MEIC e dai due Presidenti dell’Assemblea Federale. 

Ogni componente dell’Assemblea Federale ha diritto ad un voto. I due Presidenti dell'Assemblea possono esprimere insieme un solo voto, decisivo in caso di parità. 

Due Incaricati Regionali per la stessa regione hanno diritto ad un voto ciascuno. Tutti, anche chi non ha diritto di voto (presidenti dei gruppi in formazione, Assistenti e fucini “semplici”) hanno diritto di parola e sono invitati ad esercitarlo. 

Abbiamo capito da chi è composta l’Assemblea, adesso vedremo quali sono i momenti salienti: 

STATO DELLA FEDERAZIONE:

E’ il primo momento dell’Assemblea Federale che si svolgerà Sabato 6 Maggio, consiste in una relazione redatta ogni anno dalla Presidenza Nazionale, in cui viene fatto un bilancio della vita federativa dell’anno, mettendo in luce i punti di forza e le sfide da cui partire, ponendo spunti di riflessione per l’anno successivo.

Al termine della relazione ogni fucino potrà esprimersi e contribuire alla riflessione sul futuro di tutta la Federazione.

CANDIDATURA DEI RAPPRESENTANTI ALL’ASSEMBLEA FEDERALE

Successivamente allo stato della federazione, avviene la presentazione delle candidature a Rappresentante all’assemblea federale (RAF)

Chi sono i RAF?

I RAF sono dei fucini che si mettono a disposizione della Federazione nel rappresentare tutti i suoi membri in Consiglio Centrale, inoltre andranno a comporre le Commissioni Nazionali di Studio che hanno la funzione di approfondire le tematiche che si decideranno di affrontare  nell’anno successivo. Devono avere, quindi, una particolare propensione per lo studio e l’approfondimento delle tematiche. 

PRESENTAZIONE DELLE MOZIONI

Durante il pomeriggio di Sabato 6 Maggio, ci sarà la presentazione delle mozioni di indirizzo.

Cosa sono?

Le mozioni di indirizzo sono delle proposte di riflessione e di azione di tutta la Federazione per l’anno successivo. Tutti i presidenti sono chiamati a discutere, all’interno dei propri gruppi, le mozioni presentate e a decidere insieme quali possono essere gli argomenti più interessanti per il gruppo. In questo modo, i presidenti si fanno espressione della volontà dei gruppi, votando con consapevolezza e responsabilità le mozioni proposte.

MOZIONI D’ORDINE

Con le mozioni d’ordine si possono modificare le procedure di svolgimento dei lavori assembleari. Nel momento in cui vengono presentate delle mozioni d’ordine, si interrompono immediatamente i lavori. I Presidenti dell’Assemblea Federale possono decidere di approvare o rigettare immediatamente la mozione d’ordine, oppure possono (come di solito è norma) sottoporre la mozione d’ordine all’approvazione dell’Assemblea stessa. Ogni membro dell’Assemblea Federale ha comunque la facoltà di richiedere che si metta ai voti la mozione d’ordine presentata.

ELEZIONI DEI RAPPRESENTANTI DELL’ASSEMBLEA FEDERALE IN CONSIGLIO CENTRALE

Le operazioni di voto si effettueranno dalle 18.30 alle 19.00 di sabato 6 Maggio 2017, con la possibilità di esprimere un massimo di tre preferenze. Lo spoglio delle schede, la comunicazione dell’esito delle votazioni e la proclamazione degli eletti sono affidati alla Commissione per la Verifica dei Poteri, che comunicherà i nominativi domenica 7 Maggio. 

La votazione delle mozioni e dei documenti avverrà domenica mattina.

Chi volesse presentare emendamenti alle mozioni e alle Tesi Congressuali lo potrà fare entro le 22.00 di sabato 6 Maggio 2017, compilando gli appositi moduli da richiedere alla Commissione per la Verifica dei Poteri.

N.B. Per tutte le mozioni è necessario che il proponente abbia diritto di voto, affinché queste possano essere espressione di un gruppo, di una regione o di altro organo della Federazione. È in un percorso o in una riflessione collegiale che i testi delle mozioni possono riflettere al meglio il valore democratico dei lavori assembleari. 

COMMISSIONE PER LA VERIFICA DEI POTERI

CHI SONO?

Sono dei ragazzi che vengono eletti dal Consiglio Centrale, non hanno diritto di voto e si offrono per controllare il regolare svolgimento dell’Assemblea Federale.

Alcuni di loro hanno voluto condividere lo spirito con cui si apprestano a intraprendere questo servizio:

Virginia Ghini: “Fucini sentiamoci parte della nostra federazione, sfruttiamo questo momento di incontro e di condivisione! Cogliamo la ricchezza e la gioia nel conoscerci e nel confrontare i nostri percorsi! Ci dia il congresso lo slancio giusto, ci faccia sentire responsabili, sempre accompagnati e guidati!”

Giovanni Labrini:“Il congresso nazionale è l'agorà della fuci, un luogo in cui poter tracciare  insieme, in nome della ricerca ,il comune cammino della federazione. Ogni fucino dovrebbe partecipare a questo momento di democrazia e condivisione , momento in cui, carichi di responsabilità, tutti i fucini sono chiamati a continuare il percorso indicatoci saggiamente dai nostri predecessori, in un continuo rinnovamento di quello spirito fucino che, critico ,inquieto, e mai sazio, dovrebbe caratterizzare la vita di ogni universitario consapevole”.

COSA FANNO?

Verificano la regolare costituzione dell’Assemblea Federale

Vidimano le tessere per il voto e li rilasciano agli aventi diritto di voto

verificano la regolarità delle votazioni e controllano il numero degli aventi diritto di voto

prendono atto delle uscite, ricevendo in custodia la tessera di voto prima dell’abbandono dell’aula

ricevono e numerano le mozioni di indirizzo progressivamente secondo l’ordine di consegna

ricevono le candidature a rappresentante dell’ Assemblea Federale in Consiglio Centrale.

Ringraziamo Pietroemanuele Iacono, Virginia Ghini, Giacomo Ghedini e Giovanni Labrini per questo mettersi a disposizione della Federazione

 

Allora? Tutto chiaro? Per eventuali dubbi, domande e perplessità riguardanti gli aspetti più tecnici dell’assemblea potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Trovate tutti i documenti utili al link:

 

Ci vediamo al congresso!

#FUOCOAMMARE…Verso il “Mediterraneo”

 

a cura di Laura Colautti e Giulio Bartoli

Vi presentiamo la recensione del documentario FUOCOAMMARE del 2016 diretto da Gianfranco Rosi, premiato nello stesso anno con l'Orso d'oro per il miglior film al Festival di Berlino, per approfondire la tematica del mediterraneo che andremo ad affrontare nel LXVI Congresso Nazionale F.U.C.I.

Alla ricerca di una chiave di lettura di questo documentario, lo spunto viene dai titoli di coda dove compaiono “nel ruolo di sé stessi” i nomi degli attori: Rosi filma i lampedusani – un’umanità variegata, eroi, bambini e gente comune, ciascuno con le proprie manie, chi più chi meno consapevole della storia che passa attraverso la loro isola – con occhio terzo, da estraneo, non giudicante. E ci fa riconoscere in loro: siamo noi, nel ruolo di noi stessi, a giocare a sparare sui cactus con la fionda e poi cercare di ripararli (un parallelismo con il nostro tentativo di risolvere manu militari le situazioni di conflitto, primavere arabe in primis?- voluto o non voluto non si può fare a meno di pensarci); siamo noi che dobbiamo rieducare i nostri occhi pigri a vedere le disgrazie del mondo; siamo noi che ci portiamo dietro tutte quelle ansie da prestazione che confliggono con la nausea del navigare in mare aperto, con la nostra incapacità di governare una barca anche solo in porto con un poco di vento; siamo noi che soffriamo tutte quelle malattie psicosomatiche che manifestano la nostra debolezza; siamo noi a cercare nell’oscurità e ad imitare il verso degli uccelli notturni, per sfidare la paura del buio. Sembra un mondo adolescente, sostanzialmente immaturo quello che descrive Rosi, in cui a maggior ragione risaltano le figure eroiche, epiche quasi, di Pietro Bartòlo con la sua cruda cronaca del proprio lavoro (“È dovere di ogni uomo che sia un uomo aiutare queste persone […] Come si fa ad abituarsi a vedere bambini morti? […] Tutto questo ti lascia un vuoto nello stomaco, tanta rabbia, ti fa pensare. Per me sono degli incubi che rivivo, spesso, spesso ..!”) e le figure dei migranti-aedi con quello che sembra un moderno canto del mare, non un canto di vittoria però, ma un ricordo degli innocenti affogati, su cui il mare si è richiuso (“Non potevamo restare in Nigeria, molti morivano, c'erano i bombardamenti. Siamo scappati nel deserto, nel Sahara molti sono morti, sono stati uccisi, stuprati. Non potevamo restare. Siamo scappati in Libia, ma in Libia c'era l'ISIS e non potevamo rimanere. Abbiamo pianto in ginocchio: cosa faremo? Le montagne non ci nascondevano, la gente non ci nascondeva, siamo scappati verso il mare. Nel viaggio in mare sono morti in tanti. Si sono persi in mare. La barca aveva novanta passeggeri. Solo trenta sono stati salvati, gli altri sono morti.”) Come i calamari pescati dal giovane Samuele cadono nella barca da pesca, così i corpi esanimi dei migranti si accasciano sul fondo del motoscafo che li salva.

Due persone anziane, verso la fine del film, bevono il caffè sulle note di una canzone dalla musica tanto bella da aver perso nella memoria collettiva tutte le parole, eccetto quelle che danno il nome al documentario, Chi focu a mmari ca c’è stasira. Sembra una storia d’amore che nel ripetersi ogni giorno uguale, come ogni giorno con lo stesso metodo e la stesa cura la donna rassetta il letto o prepara il caffè con lo zucchero per il marito, ha superato i limiti del tempo, vince ogni male e collega la vicenda attuale con un altro capitolo di storia. Quando nella Seconda Guerra Mondiale, in quel lontano ’43, la nave italiana “Maddalena” fu bombardata e prese fuoco nel porto. Due tragedie legate da questa coppia, e che forse possono trovare la loro unica possibilità di redenzione nell’amore fedele che questa coppia sembra rappresentare.

 

 #CongressoNazionale: conosciamo le storie dei gruppi che ci ospiteranno...

  

#FUCIPavia

a cura di Anna Manfredini e Giovanni Giacchetta

 

Il gruppo FUCI di Pavia, insieme al gruppo di Vigevano, quest'anno ha scelto di intraprendere un percorso piuttosto impegnativo, nell’organizzazione e preparazione del  66° Congresso Nazionale; un impegno che si è fatto più determinato e denso di aspettative, soprattutto in queste ultime settimane che lo precedono, nell’ultimare i preparativi finali e completare quanto occorre per ospitare ed accogliere al meglio tutta la Federazione impegnata nel suo momento pubblico di maggior rilevanza. Convincerci della scelta di ospitare il Congresso Nazionale a Pavia non è stato semplice. Molti e vari inizialmente erano i dubbi e le perplessità che ci facevano esitare: avremmo avuto abbastanza forze su cui contare, insieme alle capacità e competenze necessarie? Saremmo riusciti a collaborare e coordinarci nel modo migliore con i ragazzi di Vigevano? Le domande e le preoccupazioni erano molte, ma alla fine abbiamo deciso di accettare la sfida e di metterci alla prova. Durante tutto l'anno, in vista dell'appuntamento di maggio, abbiamo iniziato ad incontrarci con il gruppo di Vigevano, pianificando ed organizzando i vari aspetti, mettendo in moto la macchina organizzativa congressuale, quindi dividendoci i ruoli, distribuendoci i compiti e cercando di risolvere le inevitabili difficoltà che man mano emergevano nel procedere del lavoro organizzativo. Non abbiamo voluto, però, che questo intenso lavoro di preparazione tecnica assorbisse completamente ed in maniera esclusiva il nostro tempo e le nostre energie, impedendoci di guardare al senso dei nostri sforzi. Non sono mai mancati in tutti questi mesi, infatti, momenti dedicati a riflessione, preghiera, ascolto, testimonianza e discussione critica su argomenti di attualità e politica, che ci hanno aiutato e permesso di crescere come gruppo, spiritualmente e culturalmente. Tra le varie questioni affrontate abbiamo cercato di approfondire quanto più possibile le nostre conoscenze relative al tema centrale del congresso: “Mediterraneo, frontiere di speranza”, ampliando i nostri orizzonti con l'intenzione di partecipare ai lavori ed all'elaborazione delle tesi congressuali nel più attivo dei modi. La crescita del gruppo, inoltre, in questo tempo di ferventi preparativi, è stata anche numerica. Tra i motivi che ci trattenevano inizialmente dall'assumerci un impegno ed una responsabilità tanto grandi quali quelli che l'organizzazione del Congresso avrebbe richiesto, infatti, c'era anche il fatto che il nostro gruppo nel passaggio dallo scorso all'attuale anno aveva perso molti elementi, ridimensionandosi fortemente. Non solo, quindi, avevamo il problema di poter fare certo affidamento inizialmente soltanto su un numero molto ristretto di membri, ma anche quello di dover trovare urgentemente un modo per coinvolgere nuove persone, per evitare che il gruppo si spegnesse, recuperando le forze necessarie per proseguire il proprio cammino il prossimo anno. La combinazione tra l'entusiasmo ed il fermento per l'organizzazione del Congresso e gli incontri dedicati a riflessione, meditazione e confronto si è mostrata anche in questo vincente: tanti nuovi volti si sono via via aggiunti alle riunioni che hanno costituito il nostro impegno fisso per tutto l'anno ed oggi il gruppo è molto più numeroso, energico e attivo. L'organizzazione del Congresso, quale evento di respiro nazionale, inoltre, ci ha spinti ad incuriosirci maggiormente alla storia della FUCI pavese, che abbiamo scoperto essere uno dei più antichi d’ Italia, e conoscere e cercare informazioni sul suo sviluppo dal 1896, anno della sua fondazione, ad oggi: abbiamo fatto ricerche nell'archivio della Diocesi e pubblicato articoli su quotidiani locali, organizzando inoltre incontri con alcuni ex-fucini pavesi affinché ci raccontassero la loro esperienza e ciò che, anche a distanza di molti anni, era rimasto loro dalla FUCI. Abbiamo potuto conoscere, ascoltare e confrontarci con Nicoletta Carlo Stella, presidentessa del gruppo FUCI locale nel ’94, anno in cui è svolto l'ultimo Congresso a Pavia. La nostra preparazione al congresso, quindi, non si è limitata ad una mera organizzazione di aspetti tecnico-logistici, ma è stata l'occasione per intraprendere un percorso denso di appuntamenti, ritrovi e condivisione che ci ha uniti, fatto maturare e divertire, portandoci alla data del 4 maggio pieni di entusiasmo, passione e forza da trasmettere.

  

#FUCIVigevano

a cura di: Susanna Brogin

 

Un anno fa abbiamo detto il nostro sì, non senza se e senza ma. In una sera di maggio, tra discussioni, votazioni, preoccupazioni, il gruppo di Vigevano, insieme al gruppo pavese, si è impegnato nell'organizzare del 66° Congresso Nazionale F.U.C.I. Da quando abbiamo partecipato ai primi eventi regionali e nazionali, abbiamo respirato lo spirito Fucino, l’essere Federazione, “il valore di giovani uniti da una “coscienza universitaria”, cioè̀ coscienza critica, educazione ad uno stile di vita rigoroso e maturo, senso di responsabilità̀, una volontaria e appassionata disciplina di pensiero” come diceva Papa Paolo VI, un percorso universitario che guardasse oltre lo studio e gli esami e che li unisse nella condivisione e nella preghiera. Questo stile di vita ci ha guidati nel nostro cammino di approfondimento e preghiera, attraverso alti e bassi, entusiasmo e scoraggiamento. Il gruppo di Vigevano è nato sei anni fa, per volere dell’allora Vescovo Vincenzo di Mauro, grande sostenitore dei giovani della Diocesi di Vigevano che ha spinto alcuni dei ragazzi già impegnati nella vita delle parrocchie a creare il gruppo F.U.C.I. cittadino, e si è da subito distinto per aver creato anzitutto un gruppo di amici, prima di semplici giovani studenti universitari che si ritrovano insieme per sviluppare diversi percorsi. Grazie al sostegno dell’allora Incaricata Regionale della Lombardia Irene Saonara, già dalla fase “in formazione” ci siamo immersi nel mondo della F.U.C.I., partecipando a ogni evento che ci potesse schiarire le idee riguardo cosa fosse davvero questa Federazione. Dalle Assemblee Regionali ai Congressi Nazionali, dal Modulo Presidenti alla Commissione Tesi Congressuali, siamo stati accolti da subito con grande calore e da qui è nato l’entusiasmo del gruppo vigevanese. L’emozione di ospitare nella nostra città un evento di tale portata ci ha dunque sopraffatti di emozioni. Consapevoli dell’importanza dell’appuntamento e inconsci della mole di lavoro che richiedesse, ben nascosto dietro le quinte, abbiamo intrapreso quest’avventura. La F.U.C.I. è la scelta di chi vuole essere con consapevolezza nel proprio presente, senza “lasciarsi vivere” dalla realtà̀, ma sapendo al contrario anticipare e prepararsi ad accogliere il divenire della vita e della storia. Con il nostro sì abbiamo voluto essere parte della storia di questa Federazione, analizzando con spirito critico un argomento più che mai attuale “Mediterraneo, frontiere di speranza”, tema del Congresso 2017. L'organizzazione ha richiesto tutto il nostro impegno, dagli rodati presidenti alle matricole che si saranno chieste più volte in cosa si siano imbarcarti. Le preoccupazioni di non riuscire a fare tutto al meglio si sono unite a quelle di dover abbandonare per un anno i percorsi di formazione: all’inizio eravamo sopraffatti, ma da amici, insieme, con l'aiuto reciproco dei gruppi di Pavia e Vigevano, ce l'abbiamo fatta, un passo alla volta. La preparazione e la preghiera sono state affiancate dai percorsi del gruppo e lo studio di ciascuno, secondo le parole di Papa Montini, storico Assistente Nazionale della F.U.C.I., che ricordava in un discorso alla Presidenza Nazionale che “lo studio è la risposta alla vocazione fondamentale di portare a compimento il proprio essere persone dotate di ragione e volontà, operando il discernimento nell’interstizio tra libertà creativa e rigore critico”. Divisione dei lavori, brain-storming, nottate, lettere ufficiali, sopralluoghi, ricerche, sorrisi, lacrime, risate, disperazione. Ognuno il suo incarico, tutti impegnati nel sostenerci, nessuno lasciato da solo. Ogni venerdì il gruppo si è riunito, ogni venerdì ci siamo avvicinati, abbiamo riscoperto come aiutarci a vicenda, ad esserci per l’altro, ogni venerdì ci siamo anche allontanati, ciascuno con il suo percorso universitario, impegni, lavoro, si è dovuto imparare a creare tempo per tutto. Abbiamo cercato di far nostra la grande scelta e la grande scommessa fondamentale della F.U.C.I. del pensiero critico, del metodo della continua domanda, dell’instancabile interrogarsi e mettere in discussione il già̀ trovato. Dal 4 al 7 maggio vedremo i frutti di mesi e mesi di lavoro, vivendo in prima persona la felicità di ospitare nella nostra città natale il Congresso della Federazione che sarà la degna conclusione di un percorso che è stato una montagna russa di emozioni. 

 

IL DIALOGO INTERRELIGIOSO ED ECUMENICO IN MEDIO ORIENTE E IL RUOLO DELLA CHIESA

Il dialogo interreligioso ed ecumenico che da qualche decennio, tra molte difficoltà, si sta sviluppando in Medio Oriente, offre spunti notevoli di speranza a chiunque si interessi dei temi inerenti quei territori sconvolti da sanguinose e permanenti situazioni di conflitto. Situazioni drammatiche, che sono all’origine del fenomeno, praticamente senza precedenti per le sue dimensioni, delle enormi masse di migranti che si muovono verso le nazioni occidentali attraverso le rotte del Mediterraneo che stanno mettendo a dura prova le classi dirigenti e larghissima parte della cittadinanza dei nostri paesi e dell’Unione Europea. Le riflessioni contenute in questo articolo spero possano servire da primo sprone ad impegnarsi proprio su questo e tanti altri temi relativi al Mediterraneo, alle sue “frontiere di speranza”, che noi fucini prossimamente affronteremo al LXVI Congresso Nazionale della Federazione che si terrà a Pavia e Vigevano dal 4 al 7 maggio p.v.

 

 

Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita;

     chi crede in me, anche se muore, vivrà."

Gv 11,25

 

 

 

 

                                                         

                                                          a cura di Matilde Boldrini

 


Mediterraneo, frontiere di speranza

"La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle."
(Sant'Agostino)

 

In occasione del 66° Congresso Nazionale di Pavia e Vigevano, la FUCI si troverà ad affrontare una delle tematiche più problematiche e complesse del nostro tempo: la scommessa del Mediterraneo. Un eterno conflitto tra guerra e pace che trova protagonisti quei popoli che, pur bagnati dalle stesse acque, si trovano così distanti tra loro da sembrare apparentemente inconciliabili.

Come possiamo ad oggi vivere sulla nostra pelle, quel Mediterraneo che si studiava a scuola come luogo pieno di meraviglie, sta divenendo sempre più teatro di tragedie umanitarie, sconfitte politiche ed incomprensioni culturali. Un mare che si presenta come un ponte tra civiltà e che si dimostra, invece, un insormontabile muro di divisione; da luogo di potenziale sviluppo economico, artistico, ambientale e culturale a luogo di povertà, disagio e sofferenza al solo cambio di prospettiva.

Non si può negare che molti popoli mediterranei siano caratterizzati da un’origine storica, economica ed ambientale comune; da un diverso punto di vista, però, la cultura e le tradizioni appaiono sensibilmente differenziate, tanto da delineare un grosso spartiacque.

Da una parte, paesi attivi nelle politiche economiche e sociali in stretta relazione con le maggiori potenze mondiali e con i paesi di più forte influenza commerciale, i quali assecondano lo sviluppo industriale e tecnologico divenendo essi stessi innovatori e seguaci della politica del welfare e dell’economia capitalista, partecipano in prima linea ai meeting sulle questioni di interesse internazionale, e alle organizzazioni che si occupano di predisporre il mantenimento di un assetto di giustizia generale tra le Nazioni, facendosi portavoci delle istanze di tutela dei diritti umani, della pace e della democrazia.

Dall’altra parte, i paesi caratterizzati fin dall’antichità da una situazione di sottomissione alle grosse potenze mondiali, i quali presentano una cultura imperniata da forti difformità strutturali della società: una povertà estrema che si unisce ad una ricchezza spropositata; un’arretratezza storico-culturale che convive con una spinta alla ricerca di formazione e predominio culturale; una religione maggioritaria che si inserisce nelle scelte socio-politiche dei popoli che si trovano a convivere con religioni minoritarie focalizzate sulla riflessione introspettiva e personale; un progetto islamico moderato e costruttivo che si scontra con un’interpretazione del Corano assolutistica ed incontrovertibile. Tali paesi vivono un ruolo centrale e di interesse internazionale principalmente per le risorse che i loro territori naturalmente offrono, mentre la loro storia dimostra che si tratta di popolazioni fatte continuamente oggetto di sfruttamento, prima esperienza tra tutte quella del colonialismo.

Sotto un aspetto prettamente storico-religioso la secolarizzazione dei paesi europei ha portato questi stessi a separare nettamente la politica, attività terrena, dal sentimento religioso; nei paesi mediterranei orientali e meridionali, come già sopra si accennava, invece, politica e religione sono aspetti fortemente connessi, che trovano anzi forza ed iniziativa l’una nell’altra. Secondo tale aspetto, purtroppo, il mondo di oggi sta soffrendo la fatica di dover affrontare un male spinoso, quello del terrorismo dell’ ISIS, che si insinua all’interno del legame che politica e religione mantengono da sempre nelle regioni islamiche, confondendo i due aspetti e deviando il pensiero comune. Un controllo politico che viene erroneamente, ma volontariamente, connesso alla richiesta di un Dio, al fine di collegare un’attività umana non ad un mero orientamento politico, ma ad un disegno divino, con l’obiettivo di dominare non solo le azioni degli uomini ma anche i desideri del loro spirito.

Si tratta anche di un Mediterraneo pieno di scontri tra civiltà. Gli aspetti di vicinanza a livello storico-geografico, socio-umanitario, valoristico-religioso si nascondono sempre più dietro al disagio socio-politico ed individualistico-morale degli uomini del nostro tempo. Molti sono i protagonisti, gli attori del Mediterraneo. Prima fra tutte l’Unione Europea, fondata su forti fondamenta fatte di diritti consolidati e di risorse comuni, la quale si ritrova prima referente per le problematiche mediterranee, sia sulle questioni di confine, sia sulle questioni migratorie interne degli Stati Membri. In secondo luogo l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) si trova a dover affrontare le problematiche dovute ai rapporti tra i Paesi mediterranei, alle politiche democratiche non ovunque ben accette, e alle infinite conseguenze delle guerre meridionali ed orientali che, sia in terra sia in mare, stanno decretando la morte di un sempre più elevato numero di persone. A livello politico, ci si chiede se piuttosto che respingere i problemi come se non ci appartenessero, non si debbano sempre più attivare politiche di promozione dell’accoglienza, della spinta al dialogo e della sensibilizzazione per una coerente e veritiera informazione e conoscenza.

È allora un obiettivo sociale ed umanitario quello che prima di tutto dobbiamo perseguire al fine di essere cittadini informati e consapevoli, soggetti attivi nelle politiche sociali, per dare all’ Italia e all’ Europea quella spinta in più per osservare le questioni del Mediterraneo non più come meri problemi, quanto piuttosto come una sfida da accettare. Ma è possibile perseguire un tale obiettivo umanitario per una società che sembrerebbe abbracciare e far proprio scetticismo ed individualismo?

 

 

" Ad oggi, ci riconosciamo portatori di un'idea di Europa in crisi, ove la necessitá di recuperare lo spirito di vantaggio economico e sociale di allora diviene prerogativa sostanziale al fine di poter tornare a parlare di uno sviluppo reale degli scambi e delle relazioni, delle garanzie ai cittadini e del rapporto con gli stati esteri.

In questo giorno, a 60 anni dal giorno in cui ci si è visti insieme come qualcosa di piú, l'auspicio è quello di poter tornare a riconoscere le convenienze di un futuro nell'Unione Europea; di vedere ancora gli scambi commerciali e la circolazione dei cittadini in un'ottica di apertura e di scambio che va oltre alla mera innovazione tecnologico-economica di ciascuno stato, ma che abbraccia ancora una volta quei principi di cooperazione e sviluppo cui abbiamo tratto tesoro dai giorni dell'istituzione della CEE, perchè, si sottolinea, in quel momento non solo è stato fatto un passo avanti rispetto alla CECA, ma si è riconosciuta valida l'unità europea e vantaggiosa la ricerca di strumenti comuni per il bene di tutti. "

Per celebrare i 60 anni dei trattati di Roma, vi raggiungiamo con questo articolo a cura di Matilde Boldrini.

Buona lettura!

 

 

 

Lo scorso 6 marzo, Papa Francesco, in vista della XVI Assemblea nazionale dell’AC in programma dal 28 aprile al 1 maggio, ha nominato S.E.mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno, come nuovo Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica.

Il nuovo assistente che, senza lasciare la sua diocesi, ricoprirà entrambi gli incarichi, definisce l’Azione Cattolica come "un'Associazione impegnata a intrecciare in maniera così stretta, da essere inestricabile, il Vangelo e la vita; un'Associazione chiamata a intercettare in ogni dimensione umana un'attesa che la speranza cristiana ha il compito di allargare; un'Associazione che, per il suo radicamento popolare e con la sua passione educativa, favorisce la scoperta dello stile sinodale e promuove una partecipazione vigile alla vita civile". Anche Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Azione cattolica, ha salutato la nomina di Mons. Sigismondi, sottolineando come “quella dell’AC è una bella storia, a cui siamo certi mons. Sigismondi darà un contributo prezioso, condividendo con tutta l’associazione l’impegno per dare concreta attuazione al progetto di Chiesa che Papa Francesco ci ha consegnato nell’Evangelii gaudium”.

Nel suo discorso di ringraziamento, inoltre, Mons. Sigismondi ha rivolto un pensiero «commosso e grato» anche al suo caro predecessore, monsignor Bianchi, a cui chiede «di vegliare sulla “famiglia grande e bella” dell’AC». Il nuovo assistente ecclesiastico ha ricordato anche il prossimo importante incontro della grande famiglia dell’Azione Cattolica con il Pontefice in piazza San Pietro il prossimo 29 aprile, che darà inizio alle celebrazioni per i 150 anni della sua fondazione. Mons. Sigismondi ha concluso il suo discorso citando le parole di Carlo Carretto, riponendo in queste l’inizio di un cammino tutto da reinventare:

"Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima[...] ! No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te. E poi, dove andrei? A costruirne un’altra? Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò, sarà la mia Chiesa, non più quella di Cristo”. La nostra Federazione porge un caloroso benvenuto a mons. Sigismondi, augurando a Lui un buon servizio e un buon cammino associativo.

 

Come ormai ben sapete, quest’anno la Settimana dell’Università, sarà dal 20 al 26 marzo 2017.

La tematica che ci accompagnerà nel costruire opportunità di relazione e di incontro e nell’ abitare l’Università è:

Tra valutazione e riconoscimento del merito, quale progetto di Università?”

Ci poniamo l’obiettivo di avvicinarci maggiormente e di creare consapevolezza verso il tema della valutazione delle Università, che riguarda tutti noi studenti.

In particolare, l’evento nazionale per la IX Settimana dell’Università quest’anno verrà svolto il 22 marzo p.v. presso l’Università degli studi di Camerino. La scelta di questo luogo non è casuale, ma si pone in un spirito di vicinanza verso un territorio, che in questo ultimo anno si è trovato a vivere un evento traumatico come quello del terremoto.

Per questo evento pubblico, abbiamo pensato ad una conferenza con diversi esperti in questo campo che ci aiutino ad approfondire il tema. Avremo con noi il Professor Vincenzo Zara, Rettore dell’Università del Salento, la Professoressa Lucia Biondi, ricercatrice e professoressa presso l’Università di Roma Tre, e il Professor Gian Cesare Romagnoli, docente presso l’Università di Roma Tre e past president dell’AIDU. Inoltre, interverranno, tramite video, universitari di più gruppi provenienti da diversi luoghi d’Italia per rivolgere alcune domande ai relatori e rappresentanti di realtà locali che hanno lavorato per la ricrescita del territorio dopo gli eventi sismici subiti. Interverrà a tal proposito il Rettore di UNICAM, Flavio Corradini, per esporci il progetto “#ilfuturononcrolla”; Stefania Scuri e Samuele Grasselli, volontari dell’associazione “#iononcrollo”, ci parleranno della loro esperienza.

 Ecco a voi la locandina ufficiale!!!

Vi aspettiamo!

 

Avete messo in calendario la IX Settimana dell’Università?

Non dimenticate che il 21 marzo Libera celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Ci saranno i parenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un'emozione forte. E ci saranno i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla. Per questo motivo è un dovere civile ricordarli tutti. Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell'Italia intera.

Quest’anno l’evento nazionale di Libera dal tema “Luoghi di speranza, testimoni di bellezzasarà a Locri,in Calabria, che rappresenterà il cuore di quei tanti luoghi di speranza che il prossimo 21 marzo si uniranno in un’unica voce . Saranno oltre 4000 i luoghi diffusi in ogni parte d’Italia, in Europa e America Latina dove verranno ricordate le storie delle vittime innocenti delle mafie, attraverso la lettura dei nomi e momenti di riflessione e di approfondimento.

Ogni regione d’Italia, infatti, avrà una città in cui ci sarà la lettura pubblica dei nomi. Ognuno scenderà in piazza per essere presente e vivere insieme questo importante momento. Come studenti, la nostra piazza è l’università, in cui dobbiamo farci promotori di legalità. Formarsi alla legalità è un dovere che noi giovani abbiamo, essa deve far parte della nostra sete di conoscenza e ricerca; è, inoltre, una tappa imprescindibile del nostro essere studenti cristiani.

Impegno, responsabilità, coraggio e speranza: queste saranno le parole chiavi della giornata del 21 marzo e noi fucini non possiamo che incarnarle e farle vivere nella nostra quotidianità.

I due eventi saranno strettamente connessi tra di loro, attraverso iniziative che alcuni gruppi fuci faranno con Libera, con la partecipazione dei nostri gruppi fuci della Calabria a Locri e anche a livello comunicativo.

Vi invitiamo a visitare il sito di Libera per informarvi sui luoghi in cui ci sarà la lettura dei nomi così da partecipare e rendere vivo il legame tra le nostre due realtà.

 

Pagina 5 di 18

Seguici su Twitter

Seguici su YouTube

 

L'APP ufficiale della FUCI