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Settimana dell'Università 2015 (22)
Settimana dell'Università 2015

Dal 16 al 22 novembre un’intera settimana
 dedicata dalla F.U.C.I. all’Università.

Roma, 7 novembre 2015 – E’ ancora un’opportunità scegliere e vivere l’esperienza universitaria oggi? I giovani la scelgono quale opzione di qualità per la propria vita o perché scelta ormai scontata e condizionata?

Quesiti urgenti da portare all’attenzione della Società e della Chiesa italiane, secondo la F.U.C.I.  -Federazione Universitaria Cattolica Italiana - che decide di dedicare anche quest’anno un’intera settimana al confronto e al dibattito sulla realtà universitaria d’Italia, perché l’esperienza di migliaia di giovani negli atenei  non rimanga un’esperienza in secondo piano, priva di attenzione e progettualità, ma un’opportunità e un investimento per il Paese intero, nella formazione dei suoi giovani, professionisti e uomini del domani.

Dal 16 al 22 novembre prossimi la “Settimana dell’Università” comprenderà eventi e incontri in più di 30 città universitarie d’Italia.

Un format giunto ormai alla sua VIII edizione che vuole essere «spazio e stimolo per un confronto vivo sull’Università Italiana, un laboratorio di indagine e osservazione per ridare impulso e attenzione alle sue esigenze e opportunità».

Queste le parole del Presidente Nazionale Maschile della Federazione, Marco Fornasiero, mentre Marianna Valzano, Presidentessa Nazionale Femminile, aggiunge inoltre che «i giovani italiani ci sono, sono vivi e hanno un desiderio profondo di progettare il loro presente e il loro futuro in corresponsabilità con gli adulti e la società tutta».

L’evento simbolo della Settimana sarà quest’anno a Milano, il 18 novembre a partire dalle ore 15,00 presso l’Università degli studi Bicocca.

Tra gli interlocutori che si confronteranno con i ragazzi in una tavola rotonda di analisi e studio della realtà Universitaria Italiana, l’On. Davide Faraone, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Per ulteriori informazioni sul progetto www.fuci.net, presidenza@fuci.net

Per info e accredito stampa all’evento di Milano: ufficiostampa@fuci.net

 

Ufficio stampa FUCI
Via della Conciliazione, 1
00193 – Roma
Tel.  3395671119
ufficiostampa@fuci.net

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Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita;

     chi crede in me, anche se muore, vivrà."

Gv 11,25

 

 

 

 

                                                         

                                                          a cura di Matilde Boldrini

 


Mediterraneo, frontiere di speranza

"La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle."
(Sant'Agostino)

 

In occasione del 66° Congresso Nazionale di Pavia e Vigevano, la FUCI si troverà ad affrontare una delle tematiche più problematiche e complesse del nostro tempo: la scommessa del Mediterraneo. Un eterno conflitto tra guerra e pace che trova protagonisti quei popoli che, pur bagnati dalle stesse acque, si trovano così distanti tra loro da sembrare apparentemente inconciliabili.

Come possiamo ad oggi vivere sulla nostra pelle, quel Mediterraneo che si studiava a scuola come luogo pieno di meraviglie, sta divenendo sempre più teatro di tragedie umanitarie, sconfitte politiche ed incomprensioni culturali. Un mare che si presenta come un ponte tra civiltà e che si dimostra, invece, un insormontabile muro di divisione; da luogo di potenziale sviluppo economico, artistico, ambientale e culturale a luogo di povertà, disagio e sofferenza al solo cambio di prospettiva.

Non si può negare che molti popoli mediterranei siano caratterizzati da un’origine storica, economica ed ambientale comune; da un diverso punto di vista, però, la cultura e le tradizioni appaiono sensibilmente differenziate, tanto da delineare un grosso spartiacque.

Da una parte, paesi attivi nelle politiche economiche e sociali in stretta relazione con le maggiori potenze mondiali e con i paesi di più forte influenza commerciale, i quali assecondano lo sviluppo industriale e tecnologico divenendo essi stessi innovatori e seguaci della politica del welfare e dell’economia capitalista, partecipano in prima linea ai meeting sulle questioni di interesse internazionale, e alle organizzazioni che si occupano di predisporre il mantenimento di un assetto di giustizia generale tra le Nazioni, facendosi portavoci delle istanze di tutela dei diritti umani, della pace e della democrazia.

Dall’altra parte, i paesi caratterizzati fin dall’antichità da una situazione di sottomissione alle grosse potenze mondiali, i quali presentano una cultura imperniata da forti difformità strutturali della società: una povertà estrema che si unisce ad una ricchezza spropositata; un’arretratezza storico-culturale che convive con una spinta alla ricerca di formazione e predominio culturale; una religione maggioritaria che si inserisce nelle scelte socio-politiche dei popoli che si trovano a convivere con religioni minoritarie focalizzate sulla riflessione introspettiva e personale; un progetto islamico moderato e costruttivo che si scontra con un’interpretazione del Corano assolutistica ed incontrovertibile. Tali paesi vivono un ruolo centrale e di interesse internazionale principalmente per le risorse che i loro territori naturalmente offrono, mentre la loro storia dimostra che si tratta di popolazioni fatte continuamente oggetto di sfruttamento, prima esperienza tra tutte quella del colonialismo.

Sotto un aspetto prettamente storico-religioso la secolarizzazione dei paesi europei ha portato questi stessi a separare nettamente la politica, attività terrena, dal sentimento religioso; nei paesi mediterranei orientali e meridionali, come già sopra si accennava, invece, politica e religione sono aspetti fortemente connessi, che trovano anzi forza ed iniziativa l’una nell’altra. Secondo tale aspetto, purtroppo, il mondo di oggi sta soffrendo la fatica di dover affrontare un male spinoso, quello del terrorismo dell’ ISIS, che si insinua all’interno del legame che politica e religione mantengono da sempre nelle regioni islamiche, confondendo i due aspetti e deviando il pensiero comune. Un controllo politico che viene erroneamente, ma volontariamente, connesso alla richiesta di un Dio, al fine di collegare un’attività umana non ad un mero orientamento politico, ma ad un disegno divino, con l’obiettivo di dominare non solo le azioni degli uomini ma anche i desideri del loro spirito.

Si tratta anche di un Mediterraneo pieno di scontri tra civiltà. Gli aspetti di vicinanza a livello storico-geografico, socio-umanitario, valoristico-religioso si nascondono sempre più dietro al disagio socio-politico ed individualistico-morale degli uomini del nostro tempo. Molti sono i protagonisti, gli attori del Mediterraneo. Prima fra tutte l’Unione Europea, fondata su forti fondamenta fatte di diritti consolidati e di risorse comuni, la quale si ritrova prima referente per le problematiche mediterranee, sia sulle questioni di confine, sia sulle questioni migratorie interne degli Stati Membri. In secondo luogo l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) si trova a dover affrontare le problematiche dovute ai rapporti tra i Paesi mediterranei, alle politiche democratiche non ovunque ben accette, e alle infinite conseguenze delle guerre meridionali ed orientali che, sia in terra sia in mare, stanno decretando la morte di un sempre più elevato numero di persone. A livello politico, ci si chiede se piuttosto che respingere i problemi come se non ci appartenessero, non si debbano sempre più attivare politiche di promozione dell’accoglienza, della spinta al dialogo e della sensibilizzazione per una coerente e veritiera informazione e conoscenza.

È allora un obiettivo sociale ed umanitario quello che prima di tutto dobbiamo perseguire al fine di essere cittadini informati e consapevoli, soggetti attivi nelle politiche sociali, per dare all’ Italia e all’ Europea quella spinta in più per osservare le questioni del Mediterraneo non più come meri problemi, quanto piuttosto come una sfida da accettare. Ma è possibile perseguire un tale obiettivo umanitario per una società che sembrerebbe abbracciare e far proprio scetticismo ed individualismo?

 

 

" Ad oggi, ci riconosciamo portatori di un'idea di Europa in crisi, ove la necessitá di recuperare lo spirito di vantaggio economico e sociale di allora diviene prerogativa sostanziale al fine di poter tornare a parlare di uno sviluppo reale degli scambi e delle relazioni, delle garanzie ai cittadini e del rapporto con gli stati esteri.

In questo giorno, a 60 anni dal giorno in cui ci si è visti insieme come qualcosa di piú, l'auspicio è quello di poter tornare a riconoscere le convenienze di un futuro nell'Unione Europea; di vedere ancora gli scambi commerciali e la circolazione dei cittadini in un'ottica di apertura e di scambio che va oltre alla mera innovazione tecnologico-economica di ciascuno stato, ma che abbraccia ancora una volta quei principi di cooperazione e sviluppo cui abbiamo tratto tesoro dai giorni dell'istituzione della CEE, perchè, si sottolinea, in quel momento non solo è stato fatto un passo avanti rispetto alla CECA, ma si è riconosciuta valida l'unità europea e vantaggiosa la ricerca di strumenti comuni per il bene di tutti. "

Per celebrare i 60 anni dei trattati di Roma, vi raggiungiamo con questo articolo a cura di Matilde Boldrini.

Buona lettura!

 

 

 

Lo scorso 6 marzo, Papa Francesco, in vista della XVI Assemblea nazionale dell’AC in programma dal 28 aprile al 1 maggio, ha nominato S.E.mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno, come nuovo Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica.

Il nuovo assistente che, senza lasciare la sua diocesi, ricoprirà entrambi gli incarichi, definisce l’Azione Cattolica come "un'Associazione impegnata a intrecciare in maniera così stretta, da essere inestricabile, il Vangelo e la vita; un'Associazione chiamata a intercettare in ogni dimensione umana un'attesa che la speranza cristiana ha il compito di allargare; un'Associazione che, per il suo radicamento popolare e con la sua passione educativa, favorisce la scoperta dello stile sinodale e promuove una partecipazione vigile alla vita civile". Anche Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Azione cattolica, ha salutato la nomina di Mons. Sigismondi, sottolineando come “quella dell’AC è una bella storia, a cui siamo certi mons. Sigismondi darà un contributo prezioso, condividendo con tutta l’associazione l’impegno per dare concreta attuazione al progetto di Chiesa che Papa Francesco ci ha consegnato nell’Evangelii gaudium”.

Nel suo discorso di ringraziamento, inoltre, Mons. Sigismondi ha rivolto un pensiero «commosso e grato» anche al suo caro predecessore, monsignor Bianchi, a cui chiede «di vegliare sulla “famiglia grande e bella” dell’AC». Il nuovo assistente ecclesiastico ha ricordato anche il prossimo importante incontro della grande famiglia dell’Azione Cattolica con il Pontefice in piazza San Pietro il prossimo 29 aprile, che darà inizio alle celebrazioni per i 150 anni della sua fondazione. Mons. Sigismondi ha concluso il suo discorso citando le parole di Carlo Carretto, riponendo in queste l’inizio di un cammino tutto da reinventare:

"Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima[...] ! No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te. E poi, dove andrei? A costruirne un’altra? Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò, sarà la mia Chiesa, non più quella di Cristo”. La nostra Federazione porge un caloroso benvenuto a mons. Sigismondi, augurando a Lui un buon servizio e un buon cammino associativo.

 

Come ormai ben sapete, quest’anno la Settimana dell’Università, sarà dal 20 al 26 marzo 2017.

La tematica che ci accompagnerà nel costruire opportunità di relazione e di incontro e nell’ abitare l’Università è:

Tra valutazione e riconoscimento del merito, quale progetto di Università?”

Ci poniamo l’obiettivo di avvicinarci maggiormente e di creare consapevolezza verso il tema della valutazione delle Università, che riguarda tutti noi studenti.

In particolare, l’evento nazionale per la IX Settimana dell’Università quest’anno verrà svolto il 22 marzo p.v. presso l’Università degli studi di Camerino. La scelta di questo luogo non è casuale, ma si pone in un spirito di vicinanza verso un territorio, che in questo ultimo anno si è trovato a vivere un evento traumatico come quello del terremoto.

Per questo evento pubblico, abbiamo pensato ad una conferenza con diversi esperti in questo campo che ci aiutino ad approfondire il tema. Avremo con noi il Professor Vincenzo Zara, Rettore dell’Università del Salento, la Professoressa Lucia Biondi, ricercatrice e professoressa presso l’Università di Roma Tre, e il Professor Gian Cesare Romagnoli, docente presso l’Università di Roma Tre e past president dell’AIDU. Inoltre, interverranno, tramite video, universitari di più gruppi provenienti da diversi luoghi d’Italia per rivolgere alcune domande ai relatori e rappresentanti di realtà locali che hanno lavorato per la ricrescita del territorio dopo gli eventi sismici subiti. Interverrà a tal proposito il Rettore di UNICAM, Flavio Corradini, per esporci il progetto “#ilfuturononcrolla”; Stefania Scuri e Samuele Grasselli, volontari dell’associazione “#iononcrollo”, ci parleranno della loro esperienza.

 Ecco a voi la locandina ufficiale!!!

Vi aspettiamo!

 

Avete messo in calendario la IX Settimana dell’Università?

Non dimenticate che il 21 marzo Libera celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Ci saranno i parenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un'emozione forte. E ci saranno i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla. Per questo motivo è un dovere civile ricordarli tutti. Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell'Italia intera.

Quest’anno l’evento nazionale di Libera dal tema “Luoghi di speranza, testimoni di bellezzasarà a Locri,in Calabria, che rappresenterà il cuore di quei tanti luoghi di speranza che il prossimo 21 marzo si uniranno in un’unica voce . Saranno oltre 4000 i luoghi diffusi in ogni parte d’Italia, in Europa e America Latina dove verranno ricordate le storie delle vittime innocenti delle mafie, attraverso la lettura dei nomi e momenti di riflessione e di approfondimento.

Ogni regione d’Italia, infatti, avrà una città in cui ci sarà la lettura pubblica dei nomi. Ognuno scenderà in piazza per essere presente e vivere insieme questo importante momento. Come studenti, la nostra piazza è l’università, in cui dobbiamo farci promotori di legalità. Formarsi alla legalità è un dovere che noi giovani abbiamo, essa deve far parte della nostra sete di conoscenza e ricerca; è, inoltre, una tappa imprescindibile del nostro essere studenti cristiani.

Impegno, responsabilità, coraggio e speranza: queste saranno le parole chiavi della giornata del 21 marzo e noi fucini non possiamo che incarnarle e farle vivere nella nostra quotidianità.

I due eventi saranno strettamente connessi tra di loro, attraverso iniziative che alcuni gruppi fuci faranno con Libera, con la partecipazione dei nostri gruppi fuci della Calabria a Locri e anche a livello comunicativo.

Vi invitiamo a visitare il sito di Libera per informarvi sui luoghi in cui ci sarà la lettura dei nomi così da partecipare e rendere vivo il legame tra le nostre due realtà.

 

 

“Ti sciuperai le scarpe, ma crescerai lungo il cammino” *

 

Visita di Papa Francesco all’Università Roma Tre

 

Lo scorso venerdì 17 febbraio, Papa Francesco per la prima volta ha fatto visita ad un ateneo pubblico romano: l’Università Roma Tre ha, infatti, invitato il Santo Padre a respirare e vivere per una mattina l’aria universitaria, in mezzo a moltissimi giovani che, insieme al Rettore Prof. Mario Panizza, lo hanno accolto con gioia e curiosità. Il Santo Padre ha risposto a varie domande proposte da alcuni giovani studenti sui temi della violenza, della guerra, della fede.

Nel suo discorso, il Papa ha definito l’università “un luogo di dialogo nelle differenze […],luogo in cui si elabora la cultura dell’incontro e dell’accoglienza delle persone di tradizioni culturali e religiose diverse”, uno spazio quindi in cui è possibile unire mille diversità, culturali, sociali, religiose armonizzandole insieme come note musicali di durata e altezze diverse, ma tutte utili alla creazione di una bellissima opera musicale. È proprio dalle diversità che nasce infatti l’armonia più bella: senza differenze, senza confronti, nulla di bello nasce per davvero.

Subito risalta il legame che queste parole hanno con il tema di quest’anno della nostra Federazione : “UNIrelediVERSITA’ ”. L’università è come un porto dove, ogni giorno, arrivano barche diverse, piene di persone, portatrici di altrettante straordinarie differenze ed è proprio questo il nostro campo di battaglia, questo il luogo della nostra missione quotidiana: essere universitari testimoni della fede, attivi nelle proprie università. Le università sono luoghi privilegiati “in cui si formano le coscienze, in un serrato confronto tra le esigenze del bene, del vero e del bello, e la realtà con le sue contraddizioni” e qui, sembrano riecheggiare le parole di Papa Paolo VI e della sua Coscienza Universitaria.

Il Papa ha anche dato una testimonianza della propria fede da uomo, da cristiano: “Voglio parlarvi da persona a persone, e dare testimonianza di chi sono. Mi professo cristiano e la trascendenza alla quale mi apro e guardo ha un nome: Gesù. Sono convinto che il suo Vangelo è una forza di vero rinnovamento personale e sociale. Parlando così non vi propongo illusioni o teorie filosofiche o ideologiche, neppure voglio fare proselitismo. Vi parlo di una Persona che mi è venuta incontro, quando avevo più o meno la vostra età, mi ha aperto orizzonti e mi ha cambiato la vita. Questa Persona può riempire il nostro cuore di gioia e la nostra vita di significato. E’ il mio compagno di strada; Lui non delude e non tradisce. E’ sempre con noi. Si pone con rispetto e discrezione lungo il sentiero della nostra vita, ci sostiene soprattutto nell’ora dello smarrimento e della sconfitta, nel momento della debolezza e del peccato, per rimetterci sempre in cammino. Questa è la testimonianza personale della mia vita ”. È una testimonianza autentica: sono le parole di un uomo, prima di essere quelle di un Papa, parole che spronano i giovani cristiani a non aver paura della propria fede, ma anzi a viverla ogni giorno, con coraggio, facendo di essa la propria fonte di energia per ricominciare, per difendersi e per trovare sempre quella forza necessaria per essere se stessi: “ Non abbiate paura di aprirvi agli orizzonti dello Spirito, e se ricevete il dono della fede – perché la fede è un dono – non abbiate paura di aprirvi all’incontro con Cristo e di approfondire il rapporto con Lui. La fede non limita mai l’ambito della ragione, ma lo apre a una visione integrale dell’uomo e della realtà, preservando dal pericolo di ridurre la persona a ‘materiale umano’. Con Gesù le difficoltà non spariscono, ma si affrontano in modo diverso, senza paura, senza mentire a sé stessi e agli altri; si affrontano con la luce e la forza”.

 

Davanti ad una realtà complicata, piena di trappole, illusioni, l’Università deve avere come unico  obiettivo quello di una educazione integrale della persona, e noi giovani studenti, dobbiamo imparare ad essere scintille del rinnovamento della nostra società.

Bisogna che noi studenti, in particolare noi fucini, recuperiamo la voglia di fare ma soprattutto di essere: di essere studenti, apprezzando la bellezza di questi anni di studio e di ricerca che ci vengono donati, pur nelle mille difficoltà e fatiche con il coraggio e la fede di affrontarle; di essere giovani, rivalutando tutte le relazioni personali che instauriamo,  vivendole con la passione tipica della nostra età, senza rimanere indifferenti a niente, ma, gioiosamente, vivere da protagonisti di questa realtà, che ha bisogno della fantasia delle nostre idee e dei nostri piccoli ma innovativi passi per andare avanti e migliorare.

I fucini devono riscoprire l’importanza del loro ruolo all’interno delle proprie università, farsi voce e rendersi autentici testimoni della propria fede personale, riscoprendosi essere quelle “sentinelle del mattino” di cui parlava San Giovanni Paolo II, pronte a vegliare, a fare strada, ad illuminare anche e soprattutto nei momenti più buii, perché “speranza” della Chiesa e della società.

Questa la nostra missione: essere nelle nostre comunità costruttori di speranza e creatori di legami fatti di fili diversissimi tra di loro, di mille colori e materiali diversi , ma, come ci ricorda l’immagine che quest’anno ci accompagna, uniti in un unico nodo, stretto, indistruttibile, resistente anche al logorio del tempo perché radicato in un Oltre invisibile, ma certo e indissolubile.

Noi fucini siamo quei fili, ognuno di essi necessario e indispensabile, e la FUCI è il nostro nodo in cui ci riconosciamo intrecciati. Sta a noi rendere quel nodo più forte e più saldo, ricordando sempre che ogni cosa è possibile, riconoscendo che gli ostacoli e le difficoltà ci sono, ma che possono essere affrontate custodendo sempre quello straordinario coraggio di credere nelle nostre università e nel futuro, di impegnarci e di sperare nonostante tutto. E’questo il compito che Papa Francesco ci ha affidato: “ Di fronte a questa drammatica realtà, giustamente voi vi chiedete: quale dev’essere la nostra risposta? Certamente non un atteggiamento di scoraggiamento e di sfiducia. Voi giovani, in particolare, non potete permettervi di essere senza speranza, la speranza è parte di voi stessi. Quando manca la speranza, di fatto manca la vita.”.

 

*tratto da Pablo Neruda, Poesie

 

 

 

La Federazione si sta preparando a vivere due momenti molto importanti: la IX Settimana dell’Università che quest’anno si svolgerà dal 20 al 26 marzo e il 66°Congresso Nazionale che si terrà nelle città di Pavia e Vigevano dal 4 al 7 maggio p.v.

 Questi due eventi sono le tappe di uno stesso viaggio che la Federazione sta compiendo nel suo continuo movimento, già a partire dai percorsi all’interno dei suoi gruppi.

La Settimana dell’Università rappresenta l’occasione in cui la Federazione si sofferma sulle proprie realtà locali, ponendo attenzione alle singole università. Questo momento dà la possibilità a ciascun fucino, ma soprattutto a ciascun gruppo, di dedicarsi all’approfondimento della tematica e a cercare di essere presenza attiva e in dialogo in un luogo che è la “casa” della FUCI. In questa occasione ogni gruppo vive la propria realtà locale, conoscendola nelle sue dinamiche specifiche, ma consapevole di essere in una rete che collega gruppi e università di tutta Italia.

Il Congresso Nazionale ci permette di uscire dalle singole realtà locali per conoscere concretamente il mondo di cui siamo parte, dandoci la possibilità di incontrare coetanei appartenenti allo stesso cammino, ma provenienti da diversi atenei e realtà locali. Questo sguardo aperto all’altro diventa strumento di confronto riguardo alle problematiche contemporanee.

 In particolare, la IX Settimana dell’Università dal titolo “Tra valutazione e riconoscimento del merito, quale progetto di Università?”, pone al centro quel luogo che è per noi, parafrasando le parole di Papa Francesco, la frontiera nella quale la FUCI si radica. Ritroviamo questa stessa parola, frontiera, all’interno del titolo del 66° Congresso Nazionale “Mediterraneo: frontiere di speranza”. Il mediterraneo, nel suo essere “in mezzo alle terre”, è il luogo in cui si rende vera e concreta l’esigenza di “unire le diversità”, costruendo una “comunità” che possa essere “cantiere di speranza”. Partendo dal considerare quindi le diversità dei paesi affacciati sul Mediterraneo, vorremmo riflettere insieme sul concetto di frontiera, da non intendere esclusivamente in maniera negativa, escludente,  ma come luogo d'incontro, di conoscenza e di progettazione di nuove prospettive comunitarie..

Ma come vivere e comunicare questo viaggio?

Proprio per fare questo, abbiamo pensato di creare l’hashtag che ci accompagnerà in questo viaggio, #abitareleFrontiere .

Vi chiediamo di usare questo hashtag nel raccontare la preparazione, le idee, gli approfondimenti che in tutti i gruppi svilupperete, in vista soprattutto di questi due appuntamenti, , creando un’unica linea comunicativa che possa legare la  FUCI in ogni sua realtà.

 

 

Perchè FUCI? 

La FUCI ci permettere di vivere la fede in un clima di amicizia, di condivisione. La gioia sorge nello stare insieme e nel vivere la fede attraverso l'incontro e la condivisione. FUCI è ricerca culturale e spirituale. 

"La fede è un dono che ci è dato perché sia condiviso; è un talento ricevuto perché porti frutto; è una luce che non deve rimanere nascosta, ma illuminare tutta la casa. È il dono più importante che ci è stato fatto nella nostra esistenza e che non possiamo tenere per noi stessi." (Benedetto XVI)

Attraverso la Fede viviamo nella #luce la nostra #casafucina!!

 

Il 28 gennaio la Chiesa celebra la memoria liturgica di San Tommaso d'Aquino, Dottore della Chiesa e patrono degli studenti e la FUCI celebra la "giornata fucina" come occasione per proporre la figura di San Tommaso alla riflessione di tutti gli universitari. In un tempo lontano, la giornata fucina veniva ricordata il 7 marzo di ogni anno, e per moltissimi anni, gli universitari aderenti alla FUCI la celebravano dando luogo a convegni, tavole rotonde e dibattiti all’interno delle proprie facoltà. La celebrazione di San Tommaso e l’invito allo studio delle sue opere e all’apprendimento del suo metodo filosofico hanno motivato e innervato le iniziative educative della “giornata fucina”. In particolare, e soprattutto, "la sua ricchissima offerta culturale è servita a dare disciplina nella pedagogia della FUCI e ordine all’intelligenza nella ricerca della verità; ha aiutato a scoprire che il richiamo alla razionalità, il costante ritorno alla ragione, in mezzo al turbinio dei sistemi filosofici e delle mode culturali prive di fondamento, sono caposaldi decisivi per la crescita della persona e lo sviluppo della società".

Ricordiamo questa bella e antica tradizione grazie alle parole, frutto di una intervista a Romolo Pietrobelli, Presidente Nazionale della FUCI dal 1949 al 1955:

- In un tempo lontano, il 7 marzo di ogni anno, e per moltissimi anni, gli universitari aderenti alla FUCI celebravano la “giornata fucina”. In che consisteva?

 Era il giorno in cui la FUCI aveva deciso di concentrare l’attenzione alla ricorrenza della morte di Tommaso d’Aquino 1225/1270, proclamato santo nel 1313 - per proporlo alla riflessione di tutti gli universitari. 

- Recentemente la Chiesa ha fissato al 28 gennaio, nel suo nuovo calendario liturgico, la data in cui ricordare San Tommaso. È per questo motivo che oggi, 28 gennaio, ci interroghiamo su questa “tradizione” fucina nella quale FUCI e Tommaso si incontrano. È ancora praticata? Perché era stata istituita? Perché le “giornate fucine” ispirate a San Tommaso si sono svolte per molti lustri in tutta Italia, nelle varie città e talora nelle Università, dando luogo a Convegni, incontri, dibattiti culturali e spirituali di alto impegno, occasione di crescita per generazioni di universitari? La scelta di richiamarsi solennemente a San Tommaso d’Aquino per offrire ai giovani universitari un modello magistrale, un punto di riferimento, un metodo intellettuale è stato un fatto significativo nella storia della pedagogia della FUCI?

 Certamente è stata una scelta coraggiosa perché la statura culturale e spirituale di Tommaso d’Aquino è gigantesca, e ha rappresentato un impegno rigoroso. Il “dottore angelico”, come è stato definito, è diventato tale, come noto, per un curriculum di filosofo e teologo del tutto straordinario nella storia del pensiero. La Chiesa nei secoli ha utilizzato la sua produzione culturale e la sua alta ispirazione a beneficio di innumerevoli studiosi che si sono arricchiti nella meditazione delle sue opere, specialmente la Summa Theologiae e La Summa contra gentiles, tanto che si è potuto affermare da fonte autorevole (E. Gilson) che “questo studioso solitario non scrisse per il suo tempo ma per i secoli a venire”. La celebrazione di San Tommaso e l’invito allo studio delle sue opere e all’apprendimento del suo metodo hanno motivato e innervato le iniziative educative della “giornata fucina”. In particolare, e soprattutto, la sua ricchissima offerta culturale è servita a dare disciplina nella pedagogia della FUCI e ordine all’intelligenza nella ricerca della verità; ha aiutato a scoprire che il richiamo alla razionalità, il costante ritorno alla ragione, in mezzo al turbinio dei sistemi filosofici e delle mode culturali prive di fondamento, sono caposaldi decisivi per la crescita della persona e lo sviluppo della società.

 

PREGHIERA DELLO STUDENTE 

Ineffabile Creatore,

dai tesori della tua sapienza

traesti le tre gerarchie degli Angeli

e in ordine mirabile le collocasti nel cielo

e con splendida armonia disponesti le parti dell'universo.

Tu sei la vera sorgente della luce e della sapienza

e il Principio dal quale tutto dipende;

degnati di infondere nella mia oscura intelligenza

un raggio del tuo splendore

che allontani da me le tenebre del peccato e dell'ignoranza. 

Tu che sciogli e fai parlare la lingua dei bimbi,

ingentilisci la mia parola e da' alle mie labbra

la grazia della tua benedizione.

Dammi acutezza per intendere,

capacità per ritenere, misura e facilità d'imparare,

penetrazione di ciò che leggo, grazia di parola.

Dammi forza per incominciare bene il mio studio;

guidami lungo il corso della mia fatica;

dammi felice compimento.

Tu che sei vero Dio e vero uomo,

Gesù mio Salvatore, che vivi e regni per sempre.

Amen.  

(San Tommaso D'Aquino)

 

 

 

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