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Settimana dell'Università 2015 (22)
Settimana dell'Università 2015

Dal 16 al 22 novembre un’intera settimana
 dedicata dalla F.U.C.I. all’Università.

Roma, 7 novembre 2015 – E’ ancora un’opportunità scegliere e vivere l’esperienza universitaria oggi? I giovani la scelgono quale opzione di qualità per la propria vita o perché scelta ormai scontata e condizionata?

Quesiti urgenti da portare all’attenzione della Società e della Chiesa italiane, secondo la F.U.C.I.  -Federazione Universitaria Cattolica Italiana - che decide di dedicare anche quest’anno un’intera settimana al confronto e al dibattito sulla realtà universitaria d’Italia, perché l’esperienza di migliaia di giovani negli atenei  non rimanga un’esperienza in secondo piano, priva di attenzione e progettualità, ma un’opportunità e un investimento per il Paese intero, nella formazione dei suoi giovani, professionisti e uomini del domani.

style="text-align: justify;" /><em><strong>Dal 16 al 22 novembre </strong></em>prossimi la <em><strong>“Settimana dell’Università”</strong></em> comprenderà <em><strong>eventi e incontri in più di 30 città universitarie d’Italia.</strong></em></p> <p style="text-align: justify;">Un format g"unto ormai alla sua <em><strong>VIII edizione</strong></em> che vuole essere «<em>spazio e stimolo per un confronto vivo sull’Università Italiana, un laboratorio di indagine e osservazione per ridare impulso e attenzione alle sue esigenze e opportunità</em>»<em>.</em></p> <p style="text-align: justify;">Queste le parole "el <em><strong>Presidente Nazionale Maschile della Federazione, Marco Fornasiero</strong>, </em>mentre <em><strong>Marianna Valzano, Presidentessa Nazionale Femminile,</strong></em> aggiunge inoltre che «<em>i giovani italiani ci sono, sono vivi e hanno un desiderio profondo di progettare il loro presente e il loro futuro in corresponsabilità con gli adulti e la società tutta</em>».</p> <p style="text-align: justify;"><em><strong>L’evento "imbolo della Settimana </strong></em>sarà quest’anno a <em><strong>Milano, il 18 novembre</strong> </em>a partire dalle ore 15,00 presso <em><strong>l’Università degli studi Bicocca</strong></em>.</p> <p style="text-align: justify;">Tra gli interlocutori che si c"nfronteranno con i ragazzi in una tavola rotonda di analisi e studio della realtà Universitaria Italiana, <em><strong>l’On. Davide Faraone</strong>,</em> Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.</p> <p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni sul progetto"<a href="http://www.fuci.net/">www.fuci.net</a>, <a href="mailto:presi"enza@fuci.net">presidenza@fuci.net</a></p> <p style=""ext-align: justify;">Per info e accredito stampa all’evento "i Milano: <a href="mailto:ufficiostampa@fuci.net" target="_blank" rel="noopener noreferrer">"fficiostampa@fuci.net</a></p> <p> </p> <p style="margin-bottom: 37px;"><strong>Ufficio stampa FUCI</strong><br /> "ia della Conciliazione, 1<br /> 00193 – Roma<br /> Tel.  <a href="tel:3395671119" target="_blank" rel="noopener noreferrer">3395671"19</a><br /> <a href="mailto:ufficiostampa@fuci.net" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ufficio"tampa@fuci.net</a></p> <p>{phocadownload view=category|id=217|text=Documenti sull'evento|target=b}</p>"" View items...


A cura di Filippo Polidori Incaricato Regionale maschile Marche

Ho frequentato le giornate di fine anno di Camaldoli nel 2016 e sono state l’occasione in cui ho riscoperto l’accoglienza della comunità camaldolese. Avendo vissuto le settimane teologiche con tutta la loro profondità ed intensità mi mancava un’esperienza che facesse da contrappunto, che mostrasse la fraternità in una gioia contenuta e familiare. Le giornate di fine anno sono state l’esperienza perfetta, il tempo scorre piacevole, scandito dalla liturgia monastica ed accompagnato dalle riflessioni tenute con cura e profondità.
Gli orari non sono assolutamente proibitivi, lasciano molto tempo alla responsabilità del singolo e del gruppo, permettendo di ritrovarsi nei locali del monastero, di esplorare il bosco casentinese che cresce tutt’intorno, oppure visitare i suggestivi paesi limitrofi.
Tutto ciò fa l’occasione perfetta per un tempo di riposo vero in cui nutrirsi di sana riflessione, e lasciarsi avvolgere da un fraternità cortese e gioiosa. Dell’occasione ho un ricordo bello ed intenso, come di un dono offertomi dalla comunità monastica ed di un esercizio dello spirito per ricordarsi quello che si è chiamati ad essere.

Per saperne di più e iscriversi alle giornate di fine anno, troverai tutte le informazioni nel link di seguito:

 

"In Dialogo sulla preghiera"

A cura della Presidenza Nazionale F.U.C.I.

“«Benedetto il Signore Dio di Israele» La preghiera di ebrei e cristiani” è il titolo dei Colloqui Ebraico-Cristiani 2017, un appuntamento, giunto alla trentottesima edizione, che si svolge presso il Monastero di Camaldoli. Si tratta di un’importante occasione di incontro e dialogo improntato sull’amicizia e sulla condivisione. La riflessione di quest’anno affronta l’importante e centrale tema della preghiera, con l’intento di far emergere alcuni aspetti specifici della preghiera nelle due tradizioni religiose, cogliendo tratti comuni e punti di incontro. Si possono scorgere vie comuni di dialogo e di impegno nel mondo, attraverso la comprensione dell’esperienza della preghiera nel modo in cui Ebrei e Cristiani la vivono e la interpretano.

Un momento importante è la tradizionale Tavola Rotonda dei giovani moderata dalla Presidente Nazionale femminile Gabriella Serra e nella quale sono intervenuti: Filippo Tedeschi, giovane ebreo di Torino, dove studia Storia, e Vicepresidente dell’UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia; Marco Agricola, giovane protestante di Siracusa che studia Teologia alla Facoltà Teologica Valdese di Roma; Giacomo Ghedini, giovane cattolico di Padova, Vicepresidente giovani diocesano di AC, già Segretario del Consiglio Centrale FUCI, dottorando in Storia a Bologna.

La tavola rotonda, dal taglio esperienziale, ha posto al centro la preghiera nell’esperienza personale, andando a riconoscerne l’importanza e allo stesso tempo le difficoltà nella vita di un giovane oggi. La riflessione si è poi spostata sulla Parola partendo da un breve passo biblico sulla preghiera e significativo per la propria vita. Filippo, Marco e Giacomo hanno sottolineando elementi fondamentali dell’esperienza concreta di preghiera quotidiana. Filippo ha evidenziato l’importanza della preghiera come “impegno collettivo oltre che del singolo”. Marco, invece, ha rimarcato il significato della preghiera come “dialogo di cui non sempre si riesce a capire la risposta, come abbandono a Qualcuno che ci ama”. Giacomo, infine, riprendendo il pensiero di Etty Hillesum, ha ricordato che “siamo noi che dobbiamo custodire Dio dentro noi stessi, cercando di conservare ancora un posticino per Dio dentro di noi”.

In conclusione, il frutto di questo incontro ha portato alla seguente riflessione: la preghiera ha e dovrebbe avere un ruolo fondamentale nella vita di ogni essere umano giovane o meno giovane, per fare in modo che sia la base per il Dialogo. La tavola rotonda è stata un momento di importante condivisione, terminato con un dibattito tra i presenti.

La Settimana dell’Università, che quest’anno si svolgerà dal 27 Novembre al 3 Dicembre, è un momento che permetta ai gruppi di vivere maggiormente un luogo che dovrebbe essere quello in cui passiamo gran parte delle nostre giornate. Perché allora l’esigenza di pensare una settimana apposita per fare quello che di base ogni fucino dovrebbe fare? Ovvero vivere in modo pieno e caritatevole l’università?

Con il passare del tempo ci siamo sempre più rinchiusi nelle nostre salette, timorosi di come altri giovani potrebbero reagire a una proposta cattolica in università. Quasi come se essere credenti ed essere universitari fossero due aspetti inconciliabili. Quasi come se nessun giovane avesse bisogno di credere in qualcosa o relazionarsi con qualcuno.

La nostra proposta tenta di concretizzare ciò che la mozione d’indirizzo, dal titolo “Università come centro della vita fucina”, vuole esprimere: Essere Fucini in Azione, in Università per gli universitari, in un’ottica di rinnovamento delle proposte con cui ci rivolgiamo ai nostri colleghi. La nostra Federazione ha sì ben più di 120 anni, ma non può permettersi di rimanere bloccata sulle modalità dell’epoca della sua fondazione se vuole con coraggio guardare al futuro.

L’obiettivo per questa settimana è far sì che la nostra presenza possa essere riconoscibile in Università, così che si possa dire “loro sono i ragazzi della Fuci”. Come fare?

Essere Chiesa in uscita per un giovane universitario cattolico, soprattutto per un fucino, significa farsi presenza, non aver paura di parlare ai nostri colleghi della proposta fucina, pensando a priori che possano considerarci come bigotti o che semplicemente non gli interessi la proposta.

Farsi presenza dunque, è pensare a qualcosa di concreto da fare nelle nostre Università: di seguito troverete delle proposte di attività a cui sono state date nomi differenti con un hashtag che, utilizzato durante la Settimana dell’Università e accompagnato dalle foto che posterete su Facebook, Twitter, Instagram vi permetterà di vedere cosa fanno gli altri fucini in giro per l’Italia:

#FuciEvent: l’organizzazione di un evento pubblico in Università che possa essere realmente d’aiuto agli universitari, per fare ciò si può individuare una tematica che risulti essere sensibile per il territorio in cui vi trovate (ad esempio per il Centro Italia potrebbe essere il livello di sicurezza delle Università dopo il terremoto o a che punto è la ricostruzione delle città); altrimenti si potrebbe pensare di approfondire alcune delle tematiche delle mozioni approvate al Congresso di Pavia – Vigevano, o incamminarsi sulla riflessione che porterà al prossimo Sinodo 2018 su “Giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Vi chiediamo di farci partecipi delle vostre iniziative, contattando il vostro delegato di presidenza, così da potervi essere di sostegno e presenza reale nel territorio.

#FuciBreak: organizzare banchetti informativi sulle attività della Fuci, sui corsi universitari, su come orientarsi in città o in Università. Così come già in passato alcuni gruppi hanno sperimentato con successo, (per esempio a Milano si organizzano i Vespritz e a Reggio Calabria si è organizzato un momento di condivisione in mensa su tematiche di attualità che veniva chiamato FUCI Break in cui si cercava di portare anche i propri colleghi) questi momenti potrebbero essere affiancati dall’offerta di un caffè caldo, di uno spritz o qualcosa da mangiare. (Potete sfruttare al meglio la vostra fantasia e la vostra abilità in cucina).

 #FuciMaps: giornata dedicata all’orientamento in entrata, nelle scuole superiori; ciò può servire per essere strumento di aiuto per le future matricole. L’orientamento non è soltanto in entrata ma anche in uscita: infatti, potrebbe essere importante organizzare momenti di approfondimento su come orientarsi nel mondo del lavoro una volta terminata l’Università. In questo si possono coinvolgere altre associazioni per l’orientamento nelle scuole e nell’introduzione al mondo del lavoro.

#FuciStalking: sappiamo che state già ridendo, ma potrebbe rivelarsi utile! Potreste pensare di realizzare una brochure, volantini, flyers con gli incontri che fate durante i mesi successivi, con i vostri contatti e distribuirli in biblioteca, mensa, fare volantinaggio nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani.

#FuciPlus: ogni fucino del gruppo dovrà prendersi l’impegno di portare una persona nuova alla riunione del gruppo (ovviamente sono esclusi fidanzati, fratelli e cugini).

#FuciGadget: testimoniare in Università che si è Fuci: potreste indossare la maglietta della FUCI, regalare una penna della Fuci a un vostro collega, distribuire Fuci ma cos’è o quaderni e segnalibri fucini. (Se avete bisogno di materiale federativo potete richiederlo al vostro delegato di Presidenza Nazionale). Tutte queste attività non sono scollegate tra loro, ma possono essere effettuate contemporaneamente e nello stesso giorno; per esempio, potete fare volantinaggio (#FuciStalking) mentre avete indosso la maglietta della Fuci (#FuciGadget); oppure organizzare un evento pubblico (#FuciEvent) e prendervi l’impegno di portare almeno una o due persone in gruppo o anche a una semplice riunione (#FuciPlus)!

Quest’anno la Settimana dell’Università si caratterizza per la concretezza e la semplicità: anche per i gruppi che trovano difficoltoso organizzare il classico evento pubblico o anche una semplice riunione di gruppo, è possibile, con poco, realizzare una delle attività proposte. Tra una lezione e l’altra, in attesa di andare al ricevimento dal prof, a mensa… basta poco per fare tanto!

I gruppi diocesani

Anche per i gruppi diocesani che non hanno sedi universitarie di riferimento, è possibile organizzare le attività proposte. Si possono individuare i luoghi che nelle vostre città risultano essere di forte aggregazione giovanile: biblioteche, piazze, bar, oratorio. Farsi presente in diocesi come realtà di pastorale universitaria è anche qui fondamentale: non possiamo sempre aspettare che gli altri ci vengano a cercare ma dobbiamo essere noi i primi promotori di noi stessi.

In alternativa, si può comunque pensare di collaborare con i gruppi vicini che sono sedi universitarie, per esempio partecipando o aiutando alla preparazione dell’evento pubblico del gruppo più vicino. Come avrete compreso quest'anno non ci sarà un evento nazionale, ma preferiamo vivere, come Presidenza Nazionale, le attività che a livello locale organizzerete, perciò non esitate a contattare il vostro delegato per comunicare eventi e attività che volete organizzare, saremo felici di essere con voi!

Non dimenticate di pubblicare foto con gli hashtag delle attività che fate! Così potremo essere connessi e in comunicazione tra noi!

“Ed ecco perché l'anima della nostra associazione,  che è anima religiosa, è tale da non ammettere sostituzioni: chi vede le cose esteriormente potrebbe credere che sia uno dei fenomeni sporadici e contingenti della vita studentesca, sorto per il favore o per il bisogno di particolari circostanze transeunti; mentre invece essa, se pur nella contingenza si esprime con particolari forme, di apologia o di polemica, di studio o di svago, scaturisce da un fondo perenne ed intangibile, che è la fede, che è la grazia, portate nell'ambiente più favorevole a rendere palesi e gioiose le armonie spirituali ch'esse stabiliscono nei cuori. L'amicizia nostra solo l'esperienza può sapere, non dire, cos'è.” 

(Giovanni Battista Montini, da “ Coscienza Universitaria”) 

La Presidenza Nazionale

Gabriella, Gianmarco, Anna, Luigi, Sara, Mara e don Antonio

 

Come ogni anno, all’inizio del percorso federativo, per vivere al meglio il nostro servizio alla Chiesa e all’Università, decidiamo di dedicare tempo alla formazione.

Lo facciamo quest’anno con due appuntamenti:

  • Per il MODULO PRESIDENZA
    dal 20 al 22 OTTOBRE a Roma.
  • Per il MODULO ASSISTENTI,
    29 GENNAIO – 1 FEBBRAIO 2018 Assisi

Questi momenti formativi diventeranno occasione privilegiata per riflettere sui contenuti, lo stile e il metodo federativi, abbracciando la Federazione nei suoi ruoli di responsabilità a tutti i livelli.

5° Modulo Presidenza 2017 

Per quanto riguarda il Modulo Presidenza la partecipazione è aperta, ai due presidenti di gruppo o diocesani, ai tesorieri e ai segretari di gruppo,  nell’ottica di costituire sempre di più una equipe di presidenza che possa portare avanti un lavoro comunitario. Il Modulo è aperto anche a chi non ha ancora un ruolo e ha intenzione di approfondire meglio la struttura federativa.

Nelle due giornate di formazione tra relazioni e laboratori, la riflessione sarà un confronto sulla “scelta dell’assumersi una responsabilità all’interno delle nostre realtà, sottolineando l’importanza delle relazioni, del prendersi cura l’uno dell’altro e riscoprendo la gioia dell’essere parte di una Federazione.”

Al link qui sotto potete trovare una breve presentazione dell'incontro, il programma e le note tecniche.

Le iscrizioni al modulo presidenti sono già aperte!

Potete completare l’adesione all’iniziativa accedendo alla piattaforma Adesioni, come da indicazioni nella lettera tecnica del modulo al link sotto.

  

10° Modulo Assistenti 2017

Il Modulo Assistenti di quest’anno, in occasione del 150˚ dell’Azione Cattolica, si propone la partecipazione all’appuntamento di Assisi con un momento particolare dedicato agli assistenti FUCI.

Il Convegno, al quale sono invitati gli assistenti, regionali, diocesani e parrocchiali di AC (ma anche sacerdoti interessati) sarà l’occasione per riflettere sulla partecipazione dei presbiteri all’interno dell’Azione Cattolica, in una stagione di Chiesa straordinariamente intensa e piena di stimoli.

A breve programma e modalità di partecipazione.

Per info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. *

Tra i documenti potete trovare una lettera di Don Antonio indirizzata a tutti gli assistenti.

 * dal sito di Azione Cattolica Italiana      

 

Cari fucini,

dopo aver riflettuto durante lo scorso anno federativo sull’importanza di unire le diversità e di costruire una rete di relazioni, una comunità, quest’anno vogliamo proseguire il nostro percorso cogliendo le proposte dell’Assemblea Federale dello scorso 6 e 7 maggio 2017 a Pavia-Vigevano e concentrandoci su un tema che avrà come titolo:

SU UNA STRADA COMUNE

Testimoniare un orizzonte di ricerca

Come Federazione Universitaria Cattolica Italiana vogliamo metterci in cammino insieme, su una strada comune, con uno stile di apertura e confronto, riscoprendo i nostri valori, le nostre scelte: in particolar modo quella universitaria e di fede. Sentiamo l’importanza di mettere al centro della nostra riflessione la testimonianza del Vangelo in università e fra i nostri coetanei, inserendoci nel cammino sinodale riguardante “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

La parola “sinodo” deriva dal greco e significa letteralmente “camminare insieme”; vorremmo ripartire da questo concetto per cercare di pensare alle riflessioni che porteremo avanti nel prossimo anno in un’ottica di comunità, che vuole continuare sulla strada intrapresa nello scorso anno, riflettendo, insieme, su percorsi diversi che hanno un cammino in comune. Vogliamo parlare di discernimento, usando modalità nuove e più vicine ai giovani, e attualizzando il significato di questa parola nei contesti in cui ci troviamo; intraprendere un cammino vocazionale non ha come unico sviluppo quello di iniziare un percorso verso la vita consacrata, quanto piuttosto fare una scelta di vita che quotidianamente viene ripensata e riconfermata.

Forte è la necessità di riscoprire quelli che sono i nuovi modi di inserirsi all’interno della società, di comprendere come vivere al meglio la vita universitaria, politica e soprattutto relazionale. Dobbiamo essere in grado di trasmettere e testimoniare ciò in cui crediamo non solo all’amico cattolico che viene con noi a messa, ma anche al compagno di università che non frequenta la Chiesa oppure a quell’amico che ha scelto di non frequentare l’università e ha deciso di lavorare.

Si sente il bisogno di ritornare a vivere l’Università veramente come se fosse la nostra casa, riempiendo gli spazi sia fisicamente sia intellettualmente. Vogliamo agire e riflettere di Università, con l’Università, per l’Università, in Università.

Sentiamo, inoltre, la necessità di riscoprirci come Federazione, di capire nuovamente cosa significhi essere F.U.C.I. e come poter rinnovarsi, nello stile del cambiamento e dell’evoluzione che ci contraddistingue come giovani. Ad ognuno di noi sta riscoprire e far riscoprire ai nostri colleghi cosa significhi essere giovani universitari impegnati; ad ognuno di noi, è richiesto uno sforzo superiore del semplice fissare la data di un incontro, dello scrivere un verbale o di raccogliere i soldi delle tessere. Ci viene chiesto di avere un’attenzione particolare alla cura della persona, dei membri del proprio gruppo e dei giovani più in generale.

Siamo i primi che si devono interrogare su quali siano le necessità dei giovani in questa società, accettando la sfida e provando a dare una risposta ai loro bisogni.

I Vescovi hanno deciso di soffermare la loro attenzione su di noi giovani, iniziando il percorso del Sinodo 2018. Vogliamo essere il soggetto di questa società e non solo l’oggetto di studio ed è per questo che pensiamo sia necessario intraprendere questa strada comune dando la nostra testimonianza. Essere gruppo Fuci significa permettere a ciascun membro di poter crescere e confrontarsi, non solo frequentando gli incontri a livello locale, ma anche interessandosi alla propria realtà regionale e aprendosi alla vita nazionale più in generale, inserendosi sempre nella società che ci circonda.

Qui sul sito potete trovare il calendario degli appuntamenti nazionali dell’anno accademico 2017/2018 con le tematiche che in essi verranno affrontate.

Vi auguriamo che questo nuovo anno possa essere l’inizio di quella strada comune che ci accompagnerà nel percorso della nostra vita e che spetta a noi costruire, passo dopo passo.

Relazione Introduttiva

Cari fucini, è per noi un piacere poter dare avvio a questa Settimana Teologica che ha come tema l’Ecumenismo, un argomento così rilevante per noi cristiani, che ci vede in costante confronto e in continua discussione.

Rivalorizzare il senso della settimana teologica.

 L’essere qui a Camaldoli è per noi oggi motivo di grande gioa.

Questa settimana può essere occasione per ascoltare, approfondire e riscoprire i nostri amati valori fucini di cui spesso ci facciamo portatori, ma che forse troppo spesso non riusciamo più a trasmettere come vorremmo.

In un momento così delicato per la nostra Federazione, dobbiamo sentire la necessità di riaffermare e riscoprire più che mai la nostra identità. Dobbiamo comprendere l’importanza dell’essere fucini oggi, all’interno dei luoghi che viviamo quotidianamente, primo fra tutti l’Università.

È importante che ognuno di NOI nel suo piccolo semini un granello di senape, affinché possa nascere un raccolto fruttuoso; i risultati probabilmente non saranno immediati, ma qualcuno dopo di noi potrà apprezzarne la bellezza. Apportare un contributo in qualcosa in cui si crede è anche quello che noi giovani dovremmo essere chiamati a fare non solo all’interno della FUCI, ma all’interno del contesto ecclesiale, sociale e culturale. Un anno fa alla Giornata mondiale della gioventù, Papa Francesco ci ha invitati a non essere giovani divano ma ad essere giovani che possano lasciare un’impronta all’interno del mondo e della società in cui viviamo.

Le settimane teologiche di Camaldoli sono per NOI Fucini un’occasione di riflessione, di confronto e dialogo arricchente.  Questo luogo che da anni ci accoglie è per Noi una casa, un punto di riferimento. In questo tempo di riposo, abbiamo scelto di investire le nostre energie in una formazione spirituale, culturale e relazionale caratteristica della proposta formativa della F.U.C.I.

Perché dei giovani si devono occupare di teologia.

Verrebbe da chiedersi: come possono giovani universitari occuparsi di teologia? Nel percorso federativo e in modo particolare nelle settimane teologiche facciamo esperienza di come la teologia non sia affare solo di esperti; essa interroga la nostra vita, ne raggiunge i principi e le azioni. Riusciamo a scorgere quanto sia proprio l’esperienza umana a dare significato e a plasmare la teologia, in quel suo essere studio di Dio e del rapporto con l’uomo e con il mondo. Come studenti universitari sentiamo l’esigenza di approfondire, non solo l’ambito di studio che abbiamo scelto, ma anche tutto ciò che può esserci utile per una formazione culturale che possa accompagnarci soprattutto nel nostro percorso di approfondimento spirituale.

In tale dialettica tra teologia e vita ci inseriamo come laici, con il desiderio di raggiungere in profondità il significato e il senso di una vita pienamente cristiana. Come ribadito nell’Evangelii Gaudium, “La vocazione e la missione propria dei fedeli laici è la trasformazione delle varie realtà terrene affinché ogni attività umana sia trasformata dal Vangelo[1]. In questo essere “nel mondo”, si evince la responsabilità e la tensione teologica del laico, che ascolta e legge il tempo in cui vive nelle sue sfumature più concrete e quotidiane, rileggendole non in un’ottica di utilità e profitto ma con le chiavi della fede.

Il tema dell’Ecumenismo

In questa settimana avremo modo di approfondire sotto vari punti di vista il tema dell’Ecumenismo. Saremo accompagnati dalle lezioni dei professori e avremmo modo di confrontarci all’interno dei laboratori. Avremo così la possibilità di analizzare più da vicino quale è stata la storia del movimento ecumenico, quali le attuali situazioni di dialogo e quali le prospettive per il futuro.

Il cammino ecumenico che le chiese hanno intrapreso, ha come base gli insegnamenti di Gesù. Prima di tutto, vivere il comandamento dell’amore reciproco e il servizio all’altro in un continuo rinnovamento del percorso di perdono e riconciliazione intrapreso. Nonostante ciò, per secoli i cristiani sono stati in contrasto tra di loro; e questo va contro quello che è il messaggio del Vangelo: troppi sono coloro che hanno instaurato guerre in nome di una religiosità forse distorta.

Allo stesso tempo, molti sono anche coloro che condividono la volontà di un’unità, fondata sulla pace e la fratellanza.

Un’unità che non è uniformità, ma piuttosto una pluralità in cui riconoscersi e mettersi al servizio gli uni degli altri.

L’immagine è quella di due fratelli che camminano accanto, su una strada comune che può avere percorsi differenti, ma che allo stesso tempo può avere come meta quell’unità che anche il Signore Gesù ha voluto per i suoi discepoli: “siano una cosa sola, perché il mondo creda”.

Qual è allora l’importanza per la nostra fede di vivere un cammino ecumenico? Questo è solo uno dei tanti aspetti sui quali ci interrogheremo durante questa settimana.

Citando Enzo Bianchi: “Conoscerne gli inizi, le difficoltà, i progressi e le contraddizioni, significa […] imparare a discernere l’azione di Dio nella storia, spesso nonostante le diserzioni al vangelo presenti nelle chiese. Significa anche rinunciare alla comoda giustificazione che affida l’unità dei cristiani al giorno “che lo Spirito vorrà”, perché fare spazio all’opera dello Spirito è una precisa responsabilità dei Cristiani e delle chiese, chiamati qui e ora a intraprendere concreti passi di comunione.”

Quello che ci serve allora è acquisire una mentalità che possa essere il più ecumenica possibile, cioè aperta all’ascolto e al confronto, in quanto solo da una mentalità nuova può nascere un nuovo modo di relazionarsi e crescere insieme. Cercare un dialogo ecumenico può esserci di aiuto anche per instaurare un dialogo interreligioso, di cui oggi si sente una necessità sempre più forte, per permettere una pace che per molti territori sembra essere ormai troppo lontana da ricordare. Tutto questo si inserisce all’interno del percorso tematico dell’anno federativo che si sta concludendo: “UNIrelediVERSITA, comunità cantiere di speranza”.

Riprendendo quanto detto poco fa, essere portatori di unità, non significa essere portatori di uniformità. Cercare di sopprimere le diversità non permette quell’arricchimento che deriva dal dialogo e dal confronto, che nasce dall’accostare due punti di vista differenti e che porta ad una visione della realtà più complessa, ma allo stesso tempo più veritiera. Come cristiani, come cattolici e come giovani, affinché questo possa realmente avvenire, siamo chiamati a dialogare, a confrontarci, a metterci in relazione con chi ci è a fianco.

Ci auguriamo che in questa settimana ciascuno possa accostare la propria unicità a quella dell’altro per dare vita a quel poliedro a cui tante volte fa riferimento il Papa, ma che già da un anno è sullo sfondo delle nostre tessere! Buona settimana!

 

A cura della

Presidenza Nazionale 

 

[1] Papa Francesco, Evangelii Gaudium n.201

 

L’Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana, Sua Eccellenza Mons. Gualtiero Sigismondi, ha provveduto alla nomina di Don Antonio Mastantuono quale Assistente Ecclesiastico Nazionale ad interim della F.U.C.I. - Federazione Universitaria Cattolica Italiana.

La Presidenza Nazionale e la Federazione tutta accolgono con grande gioia la nomina di un nuovo Assistente Ecclesiastico, punto di riferimento pastorale indispensabile in questo percorso di crescita, che vivono i giovani universitari cattolici italiani.

Don Antonio Mastantuono è nativo di Larino in provincia di Campobasso, dove è stato Parroco della “B. M. Vergine delle Grazie”. Ha già ricoperto incarichi di notevole rilevanza nell’ambito associativo, tra i quali: Assistente Nazionale Ecclesiastico del Movimento Lavoratori di AC (2005-2008) e del Movimento per l’Impegno Educativo dell’AC (2005-2014). Inoltre, dal 2016 ricopre il ruolo di Vice Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana.

A Don Antonio va il nostro più sincero ringraziamento per la disponibilità offerta a tutta la Federazione nell’accogliere questo incarico e l’augurio di un buon servizio a fianco degli Universitari Cattolici Italiani.

La Federazione si affida alla Sua cura pastorale nei confronti dei giovani e dell’esperienza che Essa stessa offre negli Atenei Italiani.

Rivolgiamo un ringraziamento particolare per la passione e l’impegno che Padre Michele Pischedda, già Assistente Ecclesiastico Nazionale, ha dedicato alla FUCI nei suoi sei anni di servizio per la Federazione e gli auguriamo che questa esperienza possa continuare a dare sempre frutto nel suo ministero.

Carissimi,

Vi raggiungiamo in questo periodo di esami e di impegno universitario con il desiderio di presentarvi e illustrarvi due proposte per la prossima estate. Saranno un’opportunità per vivere un momento di riposo, confronto, riflessione e amicizia, qual è per noi ogni anno il tempo vissuto insieme nel monastero di Camaldoli.

Dal 30 Luglio al 5 Agosto vivremo insieme la Settimana Teologica, quest’anno dedicata al tema “Ecumenismo, il coraggio di una strada comune”, attraverso un approfondimento teologico, culturale e rivolto alla società attuale. Questa esperienza è stata fortemente voluta, a partire dal 1934, da Giovanni Battista Montini, che con alcuni giovani provenienti dall’esperienza fucina si recò presso Camaldoli con l’intento di fare del Monastero il luogo di riferimento per i Laureati di AC e F.U.C.I.

La Settimana verterà sul tema dell’Ecumenismo, cercando di comprendere quali sono le origini storiche di questo movimento, quali i momenti di rottura e quali, invece, gli aspetti di unione e comunione. Approfondiremo gli aspetti teologici, che sottendono ai processi di costruzione del movimento ecumenico e quale tipo di Chiesa si stia costruendo.

Per rendere il clima di questa settimana ancora più ecumenico ci piacerebbe che partecipassero ragazzi delle varie confessioni del cristianesimo, quindi non esitate a invitare altri giovani e amici!

Ci sarà anche la possibilità di confrontarsi in una tavola rotonda costituita da giovani. Ci guideranno nella riflessione il Prof. Riccardo Burigana, direttore del Centro per l’Ecumenismo a Venezia, il Prof. Brunetto Salvarani, docente di Teologia della Missione e del Dialogo presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e il Prof. Fulvio Ferrario, pastore Valdese e Coordinatore della Commissione Consultiva per le Relazioni Ecumeniche della Tavola Valdese.

Lo sviluppo di questo tema prevederà lezioni con i relatori unite a momenti di dibattito e di confronto attraverso laboratori di gruppo, nel clima di condivisione e fraternità che regala Camaldoli.

Durante le Settimane Teologiche, le nostre giornate saranno scandite dai ritmi della preghiera con i monaci e non mancheranno momenti di svago a contatto con la natura e serate di divertimento, rese ricche dall’entusiasmo dei fucini di tutta Italia.

Vi invitiamo a leggere con attenzione anche la lettera tecnica e il resto del materiale che potete trovare qui sul sito nella sezione dedicata alle Settimane Teologiche.

Vi aspettiamo davvero numerosi, ricordandovi che la partecipazione non è riservata soltanto agli aderenti alla Fuci. Le settimane di Camaldoli sono una splendida occasione per invitare amici, studenti delle scuole superiori, universitari e simpatizzanti dei nostri gruppi per conoscere il clima che anima la nostra Federazione.

Vi salutiamo con affetto, nell’attesa di ritrovarci a Camaldoli nella pausa estiva!

 

La Presidenza Nazionale

 

È online il Calendario degli Appuntamenti Nazionali 2017/18 approvato dal Consiglio Centrale, il Calendario di programmazione con i temi dell'anno elaborato dalle Commissioni Nazionali di Studio F.U.C.I. 2017/18 e le Mozioni di Indirizzo approvate dall'Assemblea Federale durante lo scorso Congresso Nazionale.

Facendo tesoro della positiva esperienza dello scorso anno federativo, anche quest'anno le Commissioni Nazionali di Studio hanno pensato di suddividere il lavoro dell'anno in trimestri, distribuendo le Mozioni di Indirizzo nei vari periodi.
Tutto il materiale è disponibile anche sul Sito della Federazione.

In questo modo auspichiamo di riuscire a sostenervi nel vostro percorso fucino con riflessioni e contenuti, favorendo lo scambio e il confronto sui temi delle Mozioni oggetto di studio delle Commissioni.

Per qualsiasi chiarimento o per inviare a vostra volta materiale sugli argomenti (documenti originali in preparazione ai vostri incontri di gruppo, resoconto degli stessi, riflessioni...) potete scrivere alle caselle mail delle Commissioni:

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la Presidenza Nazionale FUCI

 

 

 

Ogni studente universitario sa quanto sia faticoso e dispendioso portare a termine un anno accademico. Ogni anno, da settembre a luglio, deve districarsi nell’intricata battaglia delle lezioni, dello studio, degli esami, dei professori non sempre dotati di quell’umanità di cui avremmo tanto bisogno, di quei compagni che pensano che la vita universitaria sia dettata più dalla competizione che dalla condivisione, dalle aspettative familiari, dalle nostre stesse aspettative che rischiano di venire deluse. Per portare a termine il percorso universitario abbiamo bisogno di un grande stimolo, abbiamo bisogno di riconsegnarci le motivazioni del percorso che abbiamo intrapreso e soprattutto abbiamo bisogno di ricordare da cosa è composta la nostra essenza, la nostra identità più profonda, che rischia di venire assorbita dalla frenetica quotidianità che non ammette soste.

È in questa situazione che si scopre come l’esperienza fucina sia davvero un dono che ci dà la possibilità di avere quella spinta di cui abbiamo così tanta necessità. La settimana teologica camaldolese, proprio alla fine di quel faticoso anno universitario, va a inserirsi come una sospensione della nostra esistenza che ci dà la possibilità di attingere nuova energia a una fonte infinita di grazia.

Si comincia questo viaggio stremati e bisognosi di riposo e mentre ci si avvicina sempre più a questo meraviglioso monastero si cominciano a perdere i contatti con il mondo da cui veniamo.

Inizia tutto con la perdita della copertura telefonica: comincia a invaderci la preoccupazione che non saremo in grado, per tutta la settimana, di comunicare con le persone con cui normalmente siamo abituati ad avere una reperibilità immediata di pressoché ventiquattr’ore. Però questa specie di ansia si trasforma già dal secondo giorno in una proiezione interiore di silenzio, e scopriamo che non solo possiamo fare a meno di contattare altre persone continuamente, ma che ne abbiamo anche bisogno.

Alla percezione di questo distacco dalla nostra “smartphone-mania” fa seguito la percezione che il tempo abbia un ritmo diverso in questi giorni di ritiro. Le giornate, scandite dalla preghiera delle ore, ci consentono di tornare a far riemergere in noi quella spiritualità che spesso, nella vita di ogni giorno, mettiamo a tacere. Se normalmente facciamo fatica a trovare lo spazio per un quarto d’ora di preghiera, così presi dai tremila impegni che ci distraggono dal nostro rapporto con Dio, in questa settimana il tempo che si spende nelle preghiere quotidiane sembra tempo che feconda, che invece di scorrere lascia un’impronta, è un tempo che non va più contato guardando le lancette dell’orologio ma che ci fa ricordare quanto il dialogo con Dio abbia un forte bisogno di prescindere dalla dimensione del tempo.

La cordialità e la disponibilità dei monaci ci lascia spiazzati; siamo così abituati a vivere sgomitando e pestando i piedi ad altri, a volte più per necessità che per cattiveria, che trovare tanta accoglienza ci fa lo stesso effetto di un abbraccio potente e caloroso, scioglie il ghiaccio che abbiamo dentro e ci ricorda che un altro modo di relazionarsi con gli altri non solo esiste ma si può applicare. È una memoria di cui abbiamo bisogno, per poter vivere l’anno successivo con maggior serenità e per ricordarci che, anche se a volte abbiamo l’impressione che vivere veramente da cristiani sia un’utopia, è invece possibile anche se certamente non è semplice.

A questo clima di serafica calma e bellezza si unisce la gioia di ritrovarsi in amicizia con altri fucini provenienti da tutta Italia. È questo l’anello mancante che rende unica l’esperienza della settimana teologica camaldolese. Attraverso momenti di formazione e riflessione, momenti ludici e goliardici, si scopre la bellezza dello stare insieme riscoprendo nell’altro l’unicità della vita di ognuno. Si condividono esperienze di vita vissuta, occasione di mettersi in gioco per chi le dona e inestimabile ricchezza per chi le riceve in dono. È l’instaurarsi di relazioni con spirito di condivisione e profonda comunione che unisce tutti i fucini, senza mai dimenticare il vero collante che ci tiene uniti e che è quella “C” di Fuci così vitale nella nostra vita. Così, dopo soli sei giorni, è nato un gruppo eterogeneo ma unico. Qualcosa in noi ci fa sentire nostalgia di quei pochi giorni vissuti lontano da casa, abbracciati dalle mura del monastero, qualcosa che non pensavamo avrebbe potuto regalarci emozioni così forti ed autentiche, qualcosa che è destinato a restare inciso nella memoria dei nostri cuori. Restano i volti, le risate, l’accoglienza gioiosa dei monaci, la preghiera che ci ha mostrato che nella nostra vita c’è spazio per l’altro, per il diverso. Impariamo bene che la vera amicizia ti riempie sicuramente di gioia ma anche di rabbia, ci rendiamo conto di avere davanti una persona fragile tanto quanto lo siamo noi, ma scopriamo che, nonostante tutto, una vera amicizia è capace di restare davanti alla sofferenza e ai fallimenti dell’altro così come è in grado di gioire delle sue vittorie.

Alla fine della settimana si torna ognuno a casa propria, portandosi dietro un tesoro prezioso da custodire e da cui tornare ad attingere nei momenti di difficoltà, lasciando indietro tutta la pesantezza accumulata nell’anno, infinitamente grati per un dono così grande e inestimabile.

A cura di

Annalucia Moretti, gruppo FUCI Chieti

Silvia Bianco, gruppo FUCI L'Aquila

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