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Cultura (16)

 

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A cura di Veronica Bunagura, R.A.F. membro della Commissione Cultura

«Il termine Pornografia deriva dal greco “porne”, che significa “prostituta” o “prostituzione” e dalla parola “graphein” che significa “scritti”: la pornografia consiste nella rappresentazione grafica del sesso o della sessualità in generale ma, nello specifico, ai fini commerciali». Alla luce di ciò analizziamo questo fenomeno. Il corpo è stato da sempre oggetto di raffigurazioni, protagonista indiscusso delle opere più belle al mondo, eppure la maggior parte di queste hanno come protagonisti donne e uomini completamente senza vesti, o semicoperti. Nel Palazzo del Tè di Mantova, edificato per le relazioni proibite dei Gonzaga, o in alcuni degli affreschi di Pompei, sono raffigurate addirittura scene erotiche che nessuno interpreta come pornografiche bensì come vere opere d’arte;  ancora, nessuno è eccitato dalla coppia a letto rappresentata nel Palazzo del Podestà di San Gimignano o di fronte ai nudi di Tiziano. Nel corso dei secoli è cambiata la concezione del nudo grazie alle diverse correnti e al modo di interpretare l’arte che, comunque, ha costantemente condizionato la società. Via via è mutato il concetto di pudore. Inizialmente si celebrava la bellezza e la sinuosità del corpo umano, la perfezione delle sue curve: Botticelli raffigura divinità completamente nude e Michelangelo arriva addirittura a ricoprire le pareti della Cappella Sistina di puttini senza veli. Dopo secoli di cambiamenti, di concezioni diverse e contrastanti si arriva al 1564, anno in cui a Daniele da Volterra – meglio conosciuto come il “Braghettone” – viene commissionato il compito di coprire le nudità della Cappella Sistina, proprio perché ritenute scandalose. Dunque il rapporto tra il corpo e l’arte,  e poi via via, il cinema e la fotografia, non è mai stato facile, a causa di una serie di problematiche legate ai tabù, alla moralità e ad altre questioni che hanno da sempre limitato l’esposizione del corpo nudo. Nel passato cinematografico italiano, ad esempio, i nudi femminili erano...

 

 

A cura di Veronica Bonagura, membro della Commissione Cultura

«Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi». È questa la dedica di uno dei libri più venduti nel 2017, “Storie della buonanotte per bambine ribelli”: un libro per bambine, ma forse adatto alle donne di ogni età, in cui si raccontano le vite di 100 donne straordinarie, esempi di forza e coraggio femminile che, a modo loro, hanno cambiato il mondo e la sua storia. Ad oggi, sembra scontato che la donna abbia pari dignità dell’uomo e i suoi stessi diritti, sembra quasi offensivo parlare ancora della condizione femminile perché, solo facendolo, secondo alcune, si fa discriminazione di genere ma, per giungere a questa normalità, le donne hanno dovuto subire, nel corso dei secoli, continui maltrattamenti e discriminazioni. Oggi parliamo di un mondo in cui la rivoluzione femminile ha generato conquiste tali da sovvertire l’organizzazione sociale in cui la donna rivestiva un posto irrilevante sul piano pubblico: due tra i leader politici europei più importanti degli ultimi decenni sono donne, Margaret Thatcher e Angela Merkel; dopo la Brexit, Londra si è affidata a Theresa May; Hillary Clinton si è quasi insediata alla Casa Bianca; Samantha Cristoforetti è l’astronauta più famosa del secolo; in Italia Laura Boldrini, dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti, è Presidente della Camera dei Deputati e Roberta Pinotti è la prima donna a rivestire l’incarico di ministro della difesa e prima di lei, Rosa Jervolino agli Interni e Emma Bonino agli Esteri avevano già interrotto il monopolio maschile in Ministeri chiave come Interni ed Esteri, da sempre appannaggio di uomini. Ancora, è il caso di ricordare la vicenda di “Asia Argento, la donna che «ha segnato la storia del costume nel 2017, esponendosi subito, insieme alle attrici americane che scoperchiavano il grande capitolo delle molestie contro le donne, da Harvey Weinstein in avanti» o l’emozione di Emma Bonino, perché «le sue lacrime in Senato il giorno dell’approvazione della legge sul testamento biologico hanno ricordato a un Paese deluso dalla politica che c’è chi ancora la fa perché ci crede». E poi: la piccola (grande) Bebe Vio, che testimonia sui social e nella vita reale che essere speciali significa proprio riuscire a far capire che il tuo punto debole diventa quello di cui vai...

A cura di Ludovica Le Moli, R.A.F. membro della Commissione Cultura

Discutere sull’affettività è indubbiamente impresa ardua e complessa: vuol dire indagare la sfera emozionale della vita dell’individuo, avendo cura di evitare ogni forma di banalizzazione.
Le emozioni, infatti, non sono da intendersi come semplici sensazioni, piacevoli o meno, quanto piuttosto come strumento formidabile di conoscenza della propria vita interiore; esse rappresentano il punto di riferimento per la comprensione della condizione umana, caratterizzata dalla percezione del proprio limite, che si configura come senso di fragilità e solitudine, e contemporaneamente dal tentativo di superarlo tramite il confronto con l’altro da sé. Capiamo, dunque, di muoverci all’interno di un campo sempre aperto, il cui tentativo di tracciarne i confini è vano: quello della relazione interpersonale tra individui. È vero, infatti, che attraverso le emozioni l’uomo esprime il bisogno dell’autocomprensione, ma anche il desiderio di valicare i confini della propria individualità e di entrare in contatto con gli altri. Potremmo dire che è proprio dal contatto, mediato dalle emozioni, tra individui che nascono i sentimenti che popolano la sfera affettiva umana. Dunque, provare a riflettere sul linguaggio con cui l’affettività si esprime è importante in ragione del fatto che sempre più frequentemente gli individui vivono una condizione di analfabetismo emozionale che oggi si manifesta da un lato attraverso la scissione tra vita emozionale e vita razionale, da considerarsi invece come aspetti integranti di un’unica realtà, fondamentale per uno sviluppo armonioso ed equilibrato della persona umana, dall’altro tramite l’affermarsi di una falsa equivalenza tra libertà e fine di ogni pudore: ciò emerge in maniera evidente nell’ambito della sessualità, la quale spesso, nella falsa difesa dell’emancipazione e della tanto rivendicata libertà in ambito sessuale, viene drammaticamente banalizzata. In particolare, ci si dimentica che la sessualità fa proprio il linguaggio della genitalità quale espressione di amore profondo e duraturo e, ormai spogliata del suo significato più profondo, si trasforma in un vero e proprio prodotto di consumo: il frenetico raggiungimento della soddisfazione individuale. È proprio il suddetto atteggiamento che, in parte, ha contribuito alla sempre più diffusa fruizione di materiale pornografico. 
La pornografia, in particolare, ha agito un sovvertimento dei principi dell’intimità, operando una vera e propria destrutturazione della sfera affettiva e relazionale tra individui: il pericolo che ne deriva non risiede...

a cura di Veronica Bonagura, R.A.F. membro della Commissione Cultura

L’evangelizzazione di studio e università è uno dei carismi della nostra Federazione, un terreno su cui siamo stati mandati per testimoniare la Parola di Dio. È un terreno arduo, a volte difficile, poiché è quello in cui si gioca il confronto tra fede e agnosticismo, dove si è affermato il concetto proprio dell'Occidente contemporaneo secolarizzato, nel quale la fede viene vista come oscuramento del sapere e il sapere come superamento della fede. È il luogo, cioè, dove si è affermata la falsa antitesi fede-scienza che la nostra...

 

a cura di Ludovica Le Moli, R.A.F. membro della Commissione Cultura

È ancora possibile credere in Dio?

Il problema religioso, certamente, affonda le sue radici nei secoli della modernità e si esprime nel disagio, a tratti drammatico, dell’uomo moderno che non riesce a trovare un senso duraturo alla propria esistenza. Tale disagio si estende a tutte le dimensioni umane: dalle relazioni affettive più variegate alle dinamiche strettamente familiari. Sembrerebbe che lo stile di vita dell’odierna società occidentale, sempre più saldamente incentrato sull’individualismo, abbia consolidato nel tempo una nuova forma di non- credenza: un ateismo pratico che si basa sull’...

 

 

Desideriamo con questo documento sollecitare la Federazione tutta a una rinnovata sinergia che favorisca il lavoro di approfondimento e permetta la collaborazione tra i membri delle Commissioni Nazionali di studio e i fucini tutti.

Ci piacerebbe che si instaurasse un rapporto diretto e proficuo soprattutto con i presidenti di gruppo, principali intermediari dei lavori delle Commissioni con il gruppo; per questo abbiamo deciso di attrezzarci al meglio e condividervi alcuni strumenti di lavoro e informazioni:

  • I nomi e i contatti dei referenti delle Commissioni:

    -  Comm. Università: Lucia Gentile, Sara Lucariello e Gianmarco Mancini

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    -  Comm. Cultura: Marialudovica Le Moli, Veronica Bonagura e Gabriella Serra

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    -  Comm. Teologica: Massimiliano Puppi, Mara Tessadori e Luigi Santoro

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    -  Comm. Formazione alla Politica: Andrea Modica, Davide Sabatini e Anna Del Bene

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La Commissione Cultura propone alcune riflessioni sull'espressione dialogo interreligioso, considerata in una prospettiva cristiana.

La Commissione Cultura, in riferimento alla mozione Zanini "In pace con tutti gli uomini. Ecumenismo e dialogo interreligioso", descrive l'insegnamento della Chiesa Cattolica sul dialogo nell'arco di questi 50 anni.

 

Con la mozione Orofino, noi giovani della F.U.C.I. abbiamo proprio scelto di approfondire la chiamata all'impegno politico.

Ma di quale politica vogliamo occuparci?

Sentiamo la necessità di ripartire dalle basi che generano il “fare politica”, perché solo un processo formativo che sensibilizzi al pensare l’altro nei suoi bisogni e desideri, nei valori e nei principi, attraverso cui successivamente progettare azioni politiche, può effettivamente generare il cambiamento che come cittadini auspichiamo.

Con questo semplice documento, auspichiamo di stimolare, tramite alcuni spunti e citazioni tratte da svariate fonti soprattutto del patrimonio comune della Dottrina Sociale della Chiesa, la riflessione dei singoli e dei gruppi attorno ad alcune parole, colonne portanti della buona politica

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