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Il Cardinale Gualtiero Bassetti nuovo presidente della CEI

Vogliamo condividere la gioia dell’elezione del Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve, alla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana.

Dopo essere stato Vescovo vicario di Firenze, vescovo di Arezzo e poi di Perugia, nel 2014 è stato nominato Cardinale da Papa Francesco, che oggi gli ha affidato il compito di guidare l’assemblea dei Vescovi Italiani.

Ringraziamo il Cardinal Bagnasco per il servizio svolto in questi anni alla Chiesa Italiana e per la vicinanza dimostrata nei confronti di noi giovani.

Al momento dell’elezione, il cardinale Bassetti ha affermato nel suo primo discorso da presidente: “Non ho programmi preconfezionati da offrire. Nella mia vita sono sempre stato improvvisatore”. Ha poi continuato dicendo: “Il Papa ci ha raccomandato di condividere tempo, ascolto, creatività e consolazione. E’ quello che cercheremo di fare insieme. ‘Vivete la collegialità’, ci ha detto il Papa, ‘Camminate insieme’: è questa la cifra che ci permette di interpretare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio. Mi incoraggiano le parole del Cardinale Bagnasco, a cui mi sento legato da sincera amicizia, quando ha augurato al nuovo presidente di ‘essere se stesso’. E questo è quello che io desidero nel profondo del mio cuore”.

Come giovani universitari ci auguriamo di poter condividere gli spazi, il tempo, la gioia di questo cammino al servizio della nostra Chiesa. In questo gli assicuriamo la nostra vicinanza e preghiera, certi che con la sua sensibilità svolgerà con solidarietà e umanità questo nuovo servizio, in linea con lo spirito di Papa Francesco.

La Presidenza Nazionale F.U.C.I.

In ricordo di Falcone, modello di legalità per tutti noi

Ricordiamo oggi l’anniversario della strage di Capaci: 25 anni fa Giovanni Falcone, noto magistrato antimafia, insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è stato ucciso da una bomba posizionata da Cosa Nostra sull’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, all’altezza dello svincolo di Capaci.

Giovanni Falcone è, insieme a Paolo Borsellino, il simbolo della lotta dello Stato alla mafia, modello morale e di vita per tutti i cittadini, in qualsiasi ambito lavorativo e personale.

È fondamentale che questi testimoni rimangano impressi nelle nostre menti e nei nostri cuori, e che ci spingano a costruire sempre il Bene, a combattere con coraggio e determinazione contro tutte le mafie e ovunque necessario, nelle sfide della contemporaneità, che, per alcuni aspetti, sono uguali e, per altri, mutate nel tempo e nel contesto rispetto al secolo scorso, tenendo sempre fisso lo sguardo sulla speranza di costruire un mondo più giusto

Vi consigliamo di visitare questo sito, a cura di Rai Cultura, dedicato all’approfondimento sulla Giornata della legalità: http://www.cultura.rai.it/webdoc-legalita/index.html - welcome .

 

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” (Giovanni Falcone)

 

L’augurio e la promessa che oggi vogliamo fare è proprio questa: essere e continuare ad essere quelle gambe.

#legalità #gratitudine #memoria #impegno #PalermoChiamaItalia #23maggio

Tesi Congressuali “Mediterraneo, Frontiere di Speranza”

In preparazione del 66° Congresso Nazionale, la Commissione Tesi Congressuali ha studiato il tema del Mediterraneo e prodotto un documento che ha costituito la base di partenza delle riflessioni e del confronto.

Attraverso il lavoro nei laboratori e le relazioni delle sessioni tematiche, il documento è stato discusso ed emendato, completandolo con le conclusioni, che vogliono essere l'espressione della responsabilità che da giovani studenti universitari cattolici vogliamo assumerci di fronte alle sfide e alle frontiere che il Mediterraneo ci pone.

Pubblichiamo di seguito il testo delle Tesi approvate.

A.A.A. Assemblea Federale, cercasi un aiuto!!

A.A.A. Assemblea Federale, cercasi un aiuto!!!

 

Il 66° Congresso Nazionale della FUCI è ormai alle porte e con esso si avvicina anche il momento più atteso dell’anno : L’ASSEMBLEA FEDERALE!!

Aspetta,cosa? Non sai che cosa è? Don’t you worry, ti spieghiamo noi!

 

l 66° Congresso Nazionale della FUCI è ormai alle porte e con esso si avvicina anche il momento più atteso dell’anno : L’ASSEMBLEA FEDERALE!!

Aspetta,cosa? Non sai che cosa è? Don’t you worry, te la spieghiamo noi!

L'assemblea federale è il luogo dove tutti i membri della federazione sono chiamati a partecipare per poter tracciare insieme il percorso da intraprendere per il prossimo anno federativo, è uno dei momenti di più alta espressione democratica e di responsabilità della FUCI!

Infatti, l'assemblea federale è composta da tutti i Presidenti dei gruppi riconosciuti aderenti alla F.U.C.I., dai membri del Consiglio Centrale della F.U.C.I. (gli Incaricati Regionali + i 4 Consiglieri centrali eletti dall'Assemblea Federale + i membri della Presidenza Nazionale), dai delegati di AC e MEIC e dai due Presidenti dell’Assemblea Federale. 

Ogni componente dell’Assemblea Federale ha diritto ad un voto. I due Presidenti dell'Assemblea possono esprimere insieme un solo voto, decisivo in caso di parità. 

Due Incaricati Regionali per la stessa regione hanno diritto ad un voto ciascuno. Tutti, anche chi non ha diritto di voto (presidenti dei gruppi in formazione, Assistenti e fucini “semplici”) hanno diritto di parola e sono invitati ad esercitarlo. 

Abbiamo capito da chi è composta l’Assemblea, adesso vedremo quali sono i momenti salienti: 

STATO DELLA FEDERAZIONE:

E’ il primo momento dell’Assemblea Federale che si svolgerà Sabato 6 Maggio, consiste in una relazione redatta ogni anno dalla Presidenza Nazionale, in cui viene fatto un bilancio della vita federativa dell’anno, mettendo in luce i punti di forza e le sfide da cui partire, ponendo spunti di riflessione per l’anno successivo.

Al termine della relazione ogni fucino potrà esprimersi e contribuire alla riflessione sul futuro di tutta la Federazione.

CANDIDATURA DEI RAPPRESENTANTI ALL’ASSEMBLEA FEDERALE

Successivamente allo stato della federazione, avviene la presentazione delle candidature a Rappresentante all’assemblea federale (RAF)

Chi sono i RAF?

I RAF sono dei fucini che si mettono a disposizione della Federazione nel rappresentare tutti i suoi membri in Consiglio Centrale, inoltre andranno a comporre le Commissioni Nazionali di Studio che hanno la funzione di approfondire le tematiche che si decideranno di affrontare  nell’anno successivo. Devono avere, quindi, una particolare propensione per lo studio e l’approfondimento delle tematiche. 

PRESENTAZIONE DELLE MOZIONI

Durante il pomeriggio di Sabato 6 Maggio, ci sarà la presentazione delle mozioni di indirizzo.

Cosa sono?

Le mozioni di indirizzo sono delle proposte di riflessione e di azione di tutta la Federazione per l’anno successivo. Tutti i presidenti sono chiamati a discutere, all’interno dei propri gruppi, le mozioni presentate e a decidere insieme quali possono essere gli argomenti più interessanti per il gruppo. In questo modo, i presidenti si fanno espressione della volontà dei gruppi, votando con consapevolezza e responsabilità le mozioni proposte.

MOZIONI D’ORDINE

Con le mozioni d’ordine si possono modificare le procedure di svolgimento dei lavori assembleari. Nel momento in cui vengono presentate delle mozioni d’ordine, si interrompono immediatamente i lavori. I Presidenti dell’Assemblea Federale possono decidere di approvare o rigettare immediatamente la mozione d’ordine, oppure possono (come di solito è norma) sottoporre la mozione d’ordine all’approvazione dell’Assemblea stessa. Ogni membro dell’Assemblea Federale ha comunque la facoltà di richiedere che si metta ai voti la mozione d’ordine presentata.

ELEZIONI DEI RAPPRESENTANTI DELL’ASSEMBLEA FEDERALE IN CONSIGLIO CENTRALE

Le operazioni di voto si effettueranno dalle 18.30 alle 19.00 di sabato 6 Maggio 2017, con la possibilità di esprimere un massimo di tre preferenze. Lo spoglio delle schede, la comunicazione dell’esito delle votazioni e la proclamazione degli eletti sono affidati alla Commissione per la Verifica dei Poteri, che comunicherà i nominativi domenica 7 Maggio. 

La votazione delle mozioni e dei documenti avverrà domenica mattina.

Chi volesse presentare emendamenti alle mozioni e alle Tesi Congressuali lo potrà fare entro le 22.00 di sabato 6 Maggio 2017, compilando gli appositi moduli da richiedere alla Commissione per la Verifica dei Poteri.

N.B. Per tutte le mozioni è necessario che il proponente abbia diritto di voto, affinché queste possano essere espressione di un gruppo, di una regione o di altro organo della Federazione. È in un percorso o in una riflessione collegiale che i testi delle mozioni possono riflettere al meglio il valore democratico dei lavori assembleari. 

COMMISSIONE PER LA VERIFICA DEI POTERI

CHI SONO?

Sono dei ragazzi che vengono eletti dal Consiglio Centrale, non hanno diritto di voto e si offrono per controllare il regolare svolgimento dell’Assemblea Federale.

Alcuni di loro hanno voluto condividere lo spirito con cui si apprestano a intraprendere questo servizio:

Virginia Ghini: “Fucini sentiamoci parte della nostra federazione, sfruttiamo questo momento di incontro e di condivisione! Cogliamo la ricchezza e la gioia nel conoscerci e nel confrontare i nostri percorsi! Ci dia il congresso lo slancio giusto, ci faccia sentire responsabili, sempre accompagnati e guidati!”

Giovanni Labrini:“Il congresso nazionale è l'agorà della fuci, un luogo in cui poter tracciare  insieme, in nome della ricerca ,il comune cammino della federazione. Ogni fucino dovrebbe partecipare a questo momento di democrazia e condivisione , momento in cui, carichi di responsabilità, tutti i fucini sono chiamati a continuare il percorso indicatoci saggiamente dai nostri predecessori, in un continuo rinnovamento di quello spirito fucino che, critico ,inquieto, e mai sazio, dovrebbe caratterizzare la vita di ogni universitario consapevole”.

COSA FANNO?

Verificano la regolare costituzione dell’Assemblea Federale

Vidimano le tessere per il voto e li rilasciano agli aventi diritto di voto

verificano la regolarità delle votazioni e controllano il numero degli aventi diritto di voto

prendono atto delle uscite, ricevendo in custodia la tessera di voto prima dell’abbandono dell’aula

ricevono e numerano le mozioni di indirizzo progressivamente secondo l’ordine di consegna

ricevono le candidature a rappresentante dell’ Assemblea Federale in Consiglio Centrale.

Ringraziamo Pietroemanuele Iacono, Virginia Ghini, Giacomo Ghedini e Giovanni Labrini per questo mettersi a disposizione della Federazione

 

Allora? Tutto chiaro? Per eventuali dubbi, domande e perplessità riguardanti gli aspetti più tecnici dell’assemblea potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Trovate tutti i documenti utili al link:

 

Ci vediamo al congresso!

#FUOCOAMMARE…Verso il "Mediterraneo"

#FUOCOAMMARE…Verso il “Mediterraneo”

 

a cura di Laura Colautti e Giulio Bartoli

Vi presentiamo la recensione del documentario FUOCOAMMARE del 2016 diretto da Gianfranco Rosi, premiato nello stesso anno con l'Orso d'oro per il miglior film al Festival di Berlino, per approfondire la tematica del mediterraneo che andremo ad affrontare nel LXVI Congresso Nazionale F.U.C.I.

Alla ricerca di una chiave di lettura di questo documentario, lo spunto viene dai titoli di coda dove compaiono “nel ruolo di sé stessi” i nomi degli attori: Rosi filma i lampedusani – un’umanità variegata, eroi, bambini e gente comune, ciascuno con le proprie manie, chi più chi meno consapevole della storia che passa attraverso la loro isola – con occhio terzo, da estraneo, non giudicante. E ci fa riconoscere in loro: siamo noi, nel ruolo di noi stessi, a giocare a sparare sui cactus con la fionda e poi cercare di ripararli (un parallelismo con il nostro tentativo di risolvere manu militari le situazioni di conflitto, primavere arabe in primis?- voluto o non voluto non si può fare a meno di pensarci); siamo noi che dobbiamo rieducare i nostri occhi pigri a vedere le disgrazie del mondo; siamo noi che ci portiamo dietro tutte quelle ansie da prestazione che confliggono con la nausea del navigare in mare aperto, con la nostra incapacità di governare una barca anche solo in porto con un poco di vento; siamo noi che soffriamo tutte quelle malattie psicosomatiche che manifestano la nostra debolezza; siamo noi a cercare nell’oscurità e ad imitare il verso degli uccelli notturni, per sfidare la paura del buio. Sembra un mondo adolescente, sostanzialmente immaturo quello che descrive Rosi, in cui a maggior ragione risaltano le figure eroiche, epiche quasi, di Pietro Bartòlo con la sua cruda cronaca del proprio lavoro (“È dovere di ogni uomo che sia un uomo aiutare queste persone […] Come si fa ad abituarsi a vedere bambini morti? […] Tutto questo ti lascia un vuoto nello stomaco, tanta rabbia, ti fa pensare. Per me sono degli incubi che rivivo, spesso, spesso ..!”) e le figure dei migranti-aedi con quello che sembra un moderno canto del mare, non un canto di vittoria però, ma un ricordo degli innocenti affogati, su cui il mare si è richiuso (“Non potevamo restare in Nigeria, molti morivano, c'erano i bombardamenti. Siamo scappati nel deserto, nel Sahara molti sono morti, sono stati uccisi, stuprati. Non potevamo restare. Siamo scappati in Libia, ma in Libia c'era l'ISIS e non potevamo rimanere. Abbiamo pianto in ginocchio: cosa faremo? Le montagne non ci nascondevano, la gente non ci nascondeva, siamo scappati verso il mare. Nel viaggio in mare sono morti in tanti. Si sono persi in mare. La barca aveva novanta passeggeri. Solo trenta sono stati salvati, gli altri sono morti.”) Come i calamari pescati dal giovane Samuele cadono nella barca da pesca, così i corpi esanimi dei migranti si accasciano sul fondo del motoscafo che li salva.

Due persone anziane, verso la fine del film, bevono il caffè sulle note di una canzone dalla musica tanto bella da aver perso nella memoria collettiva tutte le parole, eccetto quelle che danno il nome al documentario, Chi focu a mmari ca c’è stasira. Sembra una storia d’amore che nel ripetersi ogni giorno uguale, come ogni giorno con lo stesso metodo e la stesa cura la donna rassetta il letto o prepara il caffè con lo zucchero per il marito, ha superato i limiti del tempo, vince ogni male e collega la vicenda attuale con un altro capitolo di storia. Quando nella Seconda Guerra Mondiale, in quel lontano ’43, la nave italiana “Maddalena” fu bombardata e prese fuoco nel porto. Due tragedie legate da questa coppia, e che forse possono trovare la loro unica possibilità di redenzione nell’amore fedele che questa coppia sembra rappresentare.

 

#CongressoNazionale: conosciamo le storie dei gruppi che ci ospiteranno...#FUCIPavia e #FUCIVigevano

 #CongressoNazionale: conosciamo le storie dei gruppi che ci ospiteranno...

  

#FUCIPavia

a cura di Anna Manfredini e Giovanni Giacchetta

 

Il gruppo FUCI di Pavia, insieme al gruppo di Vigevano, quest'anno ha scelto di intraprendere un percorso piuttosto impegnativo, nell’organizzazione e preparazione del  66° Congresso Nazionale; un impegno che si è fatto più determinato e denso di aspettative, soprattutto in queste ultime settimane che lo precedono, nell’ultimare i preparativi finali e completare quanto occorre per ospitare ed accogliere al meglio tutta la Federazione impegnata nel suo momento pubblico di maggior rilevanza. Convincerci della scelta di ospitare il Congresso Nazionale a Pavia non è stato semplice. Molti e vari inizialmente erano i dubbi e le perplessità che ci facevano esitare: avremmo avuto abbastanza forze su cui contare, insieme alle capacità e competenze necessarie? Saremmo riusciti a collaborare e coordinarci nel modo migliore con i ragazzi di Vigevano? Le domande e le preoccupazioni erano molte, ma alla fine abbiamo deciso di accettare la sfida e di metterci alla prova. Durante tutto l'anno, in vista dell'appuntamento di maggio, abbiamo iniziato ad incontrarci con il gruppo di Vigevano, pianificando ed organizzando i vari aspetti, mettendo in moto la macchina organizzativa congressuale, quindi dividendoci i ruoli, distribuendoci i compiti e cercando di risolvere le inevitabili difficoltà che man mano emergevano nel procedere del lavoro organizzativo. Non abbiamo voluto, però, che questo intenso lavoro di preparazione tecnica assorbisse completamente ed in maniera esclusiva il nostro tempo e le nostre energie, impedendoci di guardare al senso dei nostri sforzi. Non sono mai mancati in tutti questi mesi, infatti, momenti dedicati a riflessione, preghiera, ascolto, testimonianza e discussione critica su argomenti di attualità e politica, che ci hanno aiutato e permesso di crescere come gruppo, spiritualmente e culturalmente. Tra le varie questioni affrontate abbiamo cercato di approfondire quanto più possibile le nostre conoscenze relative al tema centrale del congresso: “Mediterraneo, frontiere di speranza”, ampliando i nostri orizzonti con l'intenzione di partecipare ai lavori ed all'elaborazione delle tesi congressuali nel più attivo dei modi. La crescita del gruppo, inoltre, in questo tempo di ferventi preparativi, è stata anche numerica. Tra i motivi che ci trattenevano inizialmente dall'assumerci un impegno ed una responsabilità tanto grandi quali quelli che l'organizzazione del Congresso avrebbe richiesto, infatti, c'era anche il fatto che il nostro gruppo nel passaggio dallo scorso all'attuale anno aveva perso molti elementi, ridimensionandosi fortemente. Non solo, quindi, avevamo il problema di poter fare certo affidamento inizialmente soltanto su un numero molto ristretto di membri, ma anche quello di dover trovare urgentemente un modo per coinvolgere nuove persone, per evitare che il gruppo si spegnesse, recuperando le forze necessarie per proseguire il proprio cammino il prossimo anno. La combinazione tra l'entusiasmo ed il fermento per l'organizzazione del Congresso e gli incontri dedicati a riflessione, meditazione e confronto si è mostrata anche in questo vincente: tanti nuovi volti si sono via via aggiunti alle riunioni che hanno costituito il nostro impegno fisso per tutto l'anno ed oggi il gruppo è molto più numeroso, energico e attivo. L'organizzazione del Congresso, quale evento di respiro nazionale, inoltre, ci ha spinti ad incuriosirci maggiormente alla storia della FUCI pavese, che abbiamo scoperto essere uno dei più antichi d’ Italia, e conoscere e cercare informazioni sul suo sviluppo dal 1896, anno della sua fondazione, ad oggi: abbiamo fatto ricerche nell'archivio della Diocesi e pubblicato articoli su quotidiani locali, organizzando inoltre incontri con alcuni ex-fucini pavesi affinché ci raccontassero la loro esperienza e ciò che, anche a distanza di molti anni, era rimasto loro dalla FUCI. Abbiamo potuto conoscere, ascoltare e confrontarci con Nicoletta Carlo Stella, presidentessa del gruppo FUCI locale nel ’94, anno in cui è svolto l'ultimo Congresso a Pavia. La nostra preparazione al congresso, quindi, non si è limitata ad una mera organizzazione di aspetti tecnico-logistici, ma è stata l'occasione per intraprendere un percorso denso di appuntamenti, ritrovi e condivisione che ci ha uniti, fatto maturare e divertire, portandoci alla data del 4 maggio pieni di entusiasmo, passione e forza da trasmettere.

  

#FUCIVigevano

a cura di: Susanna Brogin

 

Un anno fa abbiamo detto il nostro sì, non senza se e senza ma. In una sera di maggio, tra discussioni, votazioni, preoccupazioni, il gruppo di Vigevano, insieme al gruppo pavese, si è impegnato nell'organizzare del 66° Congresso Nazionale F.U.C.I. Da quando abbiamo partecipato ai primi eventi regionali e nazionali, abbiamo respirato lo spirito Fucino, l’essere Federazione, “il valore di giovani uniti da una “coscienza universitaria”, cioè̀ coscienza critica, educazione ad uno stile di vita rigoroso e maturo, senso di responsabilità̀, una volontaria e appassionata disciplina di pensiero” come diceva Papa Paolo VI, un percorso universitario che guardasse oltre lo studio e gli esami e che li unisse nella condivisione e nella preghiera. Questo stile di vita ci ha guidati nel nostro cammino di approfondimento e preghiera, attraverso alti e bassi, entusiasmo e scoraggiamento. Il gruppo di Vigevano è nato sei anni fa, per volere dell’allora Vescovo Vincenzo di Mauro, grande sostenitore dei giovani della Diocesi di Vigevano che ha spinto alcuni dei ragazzi già impegnati nella vita delle parrocchie a creare il gruppo F.U.C.I. cittadino, e si è da subito distinto per aver creato anzitutto un gruppo di amici, prima di semplici giovani studenti universitari che si ritrovano insieme per sviluppare diversi percorsi. Grazie al sostegno dell’allora Incaricata Regionale della Lombardia Irene Saonara, già dalla fase “in formazione” ci siamo immersi nel mondo della F.U.C.I., partecipando a ogni evento che ci potesse schiarire le idee riguardo cosa fosse davvero questa Federazione. Dalle Assemblee Regionali ai Congressi Nazionali, dal Modulo Presidenti alla Commissione Tesi Congressuali, siamo stati accolti da subito con grande calore e da qui è nato l’entusiasmo del gruppo vigevanese. L’emozione di ospitare nella nostra città un evento di tale portata ci ha dunque sopraffatti di emozioni. Consapevoli dell’importanza dell’appuntamento e inconsci della mole di lavoro che richiedesse, ben nascosto dietro le quinte, abbiamo intrapreso quest’avventura. La F.U.C.I. è la scelta di chi vuole essere con consapevolezza nel proprio presente, senza “lasciarsi vivere” dalla realtà̀, ma sapendo al contrario anticipare e prepararsi ad accogliere il divenire della vita e della storia. Con il nostro sì abbiamo voluto essere parte della storia di questa Federazione, analizzando con spirito critico un argomento più che mai attuale “Mediterraneo, frontiere di speranza”, tema del Congresso 2017. L'organizzazione ha richiesto tutto il nostro impegno, dagli rodati presidenti alle matricole che si saranno chieste più volte in cosa si siano imbarcarti. Le preoccupazioni di non riuscire a fare tutto al meglio si sono unite a quelle di dover abbandonare per un anno i percorsi di formazione: all’inizio eravamo sopraffatti, ma da amici, insieme, con l'aiuto reciproco dei gruppi di Pavia e Vigevano, ce l'abbiamo fatta, un passo alla volta. La preparazione e la preghiera sono state affiancate dai percorsi del gruppo e lo studio di ciascuno, secondo le parole di Papa Montini, storico Assistente Nazionale della F.U.C.I., che ricordava in un discorso alla Presidenza Nazionale che “lo studio è la risposta alla vocazione fondamentale di portare a compimento il proprio essere persone dotate di ragione e volontà, operando il discernimento nell’interstizio tra libertà creativa e rigore critico”. Divisione dei lavori, brain-storming, nottate, lettere ufficiali, sopralluoghi, ricerche, sorrisi, lacrime, risate, disperazione. Ognuno il suo incarico, tutti impegnati nel sostenerci, nessuno lasciato da solo. Ogni venerdì il gruppo si è riunito, ogni venerdì ci siamo avvicinati, abbiamo riscoperto come aiutarci a vicenda, ad esserci per l’altro, ogni venerdì ci siamo anche allontanati, ciascuno con il suo percorso universitario, impegni, lavoro, si è dovuto imparare a creare tempo per tutto. Abbiamo cercato di far nostra la grande scelta e la grande scommessa fondamentale della F.U.C.I. del pensiero critico, del metodo della continua domanda, dell’instancabile interrogarsi e mettere in discussione il già̀ trovato. Dal 4 al 7 maggio vedremo i frutti di mesi e mesi di lavoro, vivendo in prima persona la felicità di ospitare nella nostra città natale il Congresso della Federazione che sarà la degna conclusione di un percorso che è stato una montagna russa di emozioni. 

Dialogo Interreligioso ed Ecumenismo in Medio Oriente e il ruolo della Chiesa

 

IL DIALOGO INTERRELIGIOSO ED ECUMENICO IN MEDIO ORIENTE E IL RUOLO DELLA CHIESA

Il dialogo interreligioso ed ecumenico che da qualche decennio, tra molte difficoltà, si sta sviluppando in Medio Oriente, offre spunti notevoli di speranza a chiunque si interessi dei temi inerenti quei territori sconvolti da sanguinose e permanenti situazioni di conflitto. Situazioni drammatiche, che sono all’origine del fenomeno, praticamente senza precedenti per le sue dimensioni, delle enormi masse di migranti che si muovono verso le nazioni occidentali attraverso le rotte del Mediterraneo che stanno mettendo a dura prova le classi dirigenti e larghissima parte della cittadinanza dei nostri paesi e dell’Unione Europea. Le riflessioni contenute in questo articolo spero possano servire da primo sprone ad impegnarsi proprio su questo e tanti altri temi relativi al Mediterraneo, alle sue “frontiere di speranza”, che noi fucini prossimamente affronteremo al LXVI Congresso Nazionale della Federazione che si terrà a Pavia e Vigevano dal 4 al 7 maggio p.v.

 

 

Dialogo Interreligioso ed Ecumenismo in Medio Oriente e il ruolo della Chiesa

 

IL DIALOGO INTERRELIGIOSO ED ECUMENICO IN MEDIO ORIENTE E IL RUOLO DELLA CHIESA

Il dialogo interreligioso ed ecumenico che da qualche decennio, tra molte difficoltà, si sta sviluppando in Medio Oriente, offre spunti notevoli di speranza a chiunque si interessi dei temi inerenti quei territori sconvolti da sanguinose e permanenti situazioni di conflitto. Situazioni drammatiche, che sono all’origine del fenomeno, praticamente senza precedenti per le sue dimensioni, delle enormi masse di migranti che si muovono verso le nazioni occidentali attraverso le rotte del Mediterraneo che stanno mettendo a dura prova le classi dirigenti e larghissima parte della cittadinanza dei nostri paesi e dell’Unione Europea. Le riflessioni contenute in questo articolo spero possano servire da primo sprone ad impegnarsi proprio su questo e tanti altri temi relativi al Mediterraneo, alle sue “frontiere di speranza”, che noi fucini prossimamente affronteremo al LXVI Congresso Nazionale della Federazione che si terrà a Pavia e Vigevano dal 4 al 7 maggio p.v.

 

 

"Giovani per l'ecumenismo" Racconto di una serata con il pastore valdese Paolo Ricca

 

La via stretta dell’Evangelo: Lutero e la giustizia di Dio”. Questo il tema dell’incontro tenutosi a Padova, lo scorso 13 dicembre, presso il Centro Universitario di via Zabarella, in occasione della ricorrenza dei cinquecento anni della Riforma protestante.
C’eravamo anche noi ragazzi del gruppo FUCI di Padova, ad ascoltare il teologo e pastore valdese Paolo Ricca. Metterci in ascolto della sua voce, una delle più̀ autorevoli tra quelle del protestantesimo italiano, e ben nota anche ai cattolici, ci è sembrato un bel modo per cominciare le attività̀ del gruppo del secondo semestre 2016/2017, che vorremmo dedicare anche al tema, di grande attualità̀, del 
dialogo ecumenico ed interreligioso.

Da questo incontro abbiamo tratto alcuni interessanti spunti di riflessione, che partono dalla consapevolezza che per dialogare è essenziale conoscere, a partire da una conoscenza personale.

Congresso nazionale

Il Congresso Nazionale FUCI è il momento pubblico di maggiore rilevanza, in cui la Federazione tutta ha modo di confrontarsi, approfondendo tematiche legate all’ambito universitario, al nostro Paese e alla Chiesa di cui si è parte integrante. Esso costituisce l’occasione per riflettere, con l’aiuto di testimoni di alto profilo scientifico e istituzionale, riguardo ai temi che di volta in volta vengono votati. Al termine del Congresso, vengono elaborate le “tesi congressuali”, nelle quali si raccolgono le riflessioni sviluppate durante le sessioni tematiche e che vogliono costituire uno strumento di approfondimento e consultazione da parte di tutti gli aderenti, ma anche di esterni ed organi istituzionali.

Annualmente viene convocata l’Assemblea Federale, organo democratico in cui sono rappresentati tutti i Gruppi della nostra Federazione. L'Assemblea definisce le linee programmatiche e di indirizzo della Federazione per l’anno seguente.
 

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66° Congresso Nazionale Pavia-Vigevano

 

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